Ade Barbablù. Sicilia-California e ritorno.

MORGANTINA

Il sito archeologico della città greca di Morgantina si trova a pochi chilometri dalla città di  Aidone, in provincia di Enna, nella stessa area dove si trova anche la famosa Villa del Casale. Una zona ricchissima di storia e di miti che negli ultimi 40 anni ha visto una incredibile attività di ricerca ma purtroppo anche furti di preziosi reperti, soprattutto negli anni ’70. Morgantina, dice la leggenda popolare, fu fondata forse dai Morgeti, popolo italico che nel XI secolo a.C sotto la guida del re Morges attraversò lo stretto di Messina e si stabilì in quest’area della Sicilia. Alla fine del VIII secolo si intensificarono i rapporti con i greci attratti dalla fertilità del territorio e nel IV -III secolo sotto l’influenza della potente Siracusa, conobbe un periodo molto florido fino a quando scelse male il suo alleato nelle guerre puniche e nel 211 a.C fu invasa dai romani che la saccheggiarono. Caduta nelle mani di mercenari ispanici Morgantina subì un’ inarrestabile declino fino ad essere completamente abbandonata alla fine del I sec d.C – The archaeological site of the Greek town of Morgantina is located a few kilometers from the town of Aidone, in the province of Enna, in the same area as the famous Villa del Casale. An area rich in history and myths that in the last 40 years has seen incredible research activities but unfortunately also thefts of precious finds, especially in the ’70s. Morgantina, says the popular legend, was perhaps founded by the Morgeti, Italic people who in the XI century BC under the guidance of King Morges crossed the Strait of Messina and settled in this area of Sicily.By the end of the 8th century the relations with the Greeks, attracted by the fertility of the territory, improved and in the IV-III century under the influence of the mighty Syracuse, it had a very lush period until the city choosed his ally in the Punic wars and in 211 BC it was invaded by the Romans who plundered it. Fallen into the hands of Hispanic mercenaries Morgantina suffered an unstoppable decline until it was completely abandoned at the end of the 1st century AD] Continua a leggere

Solunto, la città punica greco-romana imprigionata tra cielo e mare.

Colonnato della casa detta il Ginnasio – Colonnade of the house s.c The Gymnasium

SOLUNTO è una perla incastonata sulle pendici del Monte Catalfano sulla costa settentrionale della Sicilia a pochi chilometri da Palermo. Imprigionata tra il mare e il cielo svetta a picco sul mare tra Capo Zafferano e Bagheria. Come Mozia e Palermo, Solunto venne fondata dai Fenici tra il VIII e il VII secolo a.C contemporaneamente con la prima colonizzazione greca. Conosciamo il nome greco della città, di origine semitica, Soloeis, Solous, il cui significato è “roccia” e il suo corrispondente latino Solus, Soluntum. Il toponimo Soluntum ricorre nell’Itinerarium Antonini, datato metà III sec. d.C e nella più tarda Tabula Peuntigeriana che inserisce la città lungo il percorso della via Valeria che univa Messina con Lilibeo. Il toponimo fenicio invece è “k f r ” cioè “villaggio” scritta che si legge sul retro di una serie di monete della fine del V sec a.C. trovate in loco.[ SOLUNTO is a pearl set on the slopes of Mount Catalfano on the northern coast of Sicily, just a few kilometers from Palermo. Trapped between the sea and the sky it rises above the sea between Cape Zafferano and Bagheria town. Like Mozia and Palermo, Solunto was founded by the Phoenicians between the VIII and the VII century BC simultaneously with the first Greek colonization. We know the Greek name of the city of Semitic origin, Soloeis, Solous, whose meaning is “rock” and its latin correspondent Solus, Soluntum. The Soluntum landmark recurs in the Antoninian Itinerarium, dating to the middle of the third century AD and in the later Tabula Peuntigeriana that inserts the city along the route of Via Valeria that united Messina with Lilibeo. The Phoenician name is instead “k f r“, that is, “village” written at the back of a series of coins dated at the end of the 5th century AD, which were found locally. Continua a leggere

2016 un anno on the road…i colpi di fulmine di VVMM!

img_2438

Un anno dedicato ad esplorare principalmente la nostra Italia, con un salto in Grecia di una settimana… circa 60 tra siti archeologici e musei.. messo a dura prova scarponi e scarpe da trekking ma alla fine VVMM è riuscita nel suo programma, tra un weekend e un altro e qualche minitour. Basta organizzarsi. Qui un riassunto fotografico di quelli che sono stati dei veri e propri COLPI DI FULMINE! ❤

ITALIA: ANTICA CITTA’ DI COSA – Lazio

La fortezza sul mare qui

Continua a leggere

Il Satiro Danzante ripescato dall’oblio da Capitan Ciccio!

IMG_1786

Il Satiro Danzante IV secolo a.C – Museo del satiro Mazara del Vallo

Mi piace pensare che la storia di questa splendida statua di bronzo ripescata dal mare sia una storia almeno un po’ avventurosa.  Una tempesta, un tesoro perduto e un piccolo peschereccio dal nome gentile che navigando tra reti e gomene, si ritrova catapultato sotto i riflettori del mondo per aver strappato dall’oblio dei fondali di un mare cristallino, una meraviglia dell’antichità. E che meraviglia!

Il Satiro Danzante, così è stato battezzato.

Continua a leggere

Le Cave di Cusa, dove nacque uno dei più grandi templi del mondo greco. The quarries of Cusa.

Quando si va a Selinunte l’immagine che abbiamo negli occhi tutti quanti è il famoso Tempio  C con il suo lato nord di colonne che svettano sull’acropoli e la bellezza del Tempio E quasi tutto completamente ricostruito. Eppure per me il vero protagonista di questo incredibile sito archeologico è lui: il tempio G o Olympeion . Completamente in rovina con una unica colonna rimasta in piedi. Vi chiederete il perchè. Semplice. Prima di tutto è uno dei templi più grandi in assoluto del mondo greco e in secondo luogo le sue immense colonne furono create in una cava ben specifica con una storia particolare, interessante e un po’misteriosa. Continua a leggere

Mozia, gioiello dei Fenici che i Greci vollero a tutti i costi.

IMG_1985

“Dionigi dopo un’esplorazione dei luoghi con gli architetti, cominciò a costruire dei moli fino a Mozia e tirò a secco le navi da guerra all’entrata del porto. Completato il molo accostò alle mura macchine di ogni genere e iniziò a colpire le torri con gli arieti e a respingere con le catapulte quelli che combattevano sugli spalti.Gli abitanti di Mozia anche di fronte al pericolo reale non si lasciarono intimorire dalle forze di Dionigi sebbene in quel frangente non avessero alleati.” [Diodoro Siculo – Bibliotheca Historica] Continua a leggere