L’amore, le metamorfosi e il dolore di un uomo che morì solo. Ovidio immortale.

Statua di Venere Callipigia, metà II sec d.C dal Museo Archeologico di Napoli – Statue of Venus Callipyge, half 2nd century AD from the Archaeological Museum of Naples

“Giaccio sfinito in mezzo a popoli e in luoghi lontanissimi e malato, vado col pensiero a tutto ciò che ho lasciato…morirò dunque così lontano, su lidi sconosciuti, e il luogo stesso farà triste la mia fine.” [Tristia, 3-3; 13-14, 37-38]

“Lassus in extremis iaceo populisque locisque,et subit adfecto nunc mihi quicquid abest…tam procul ignotis igitur moriemur in oris et fient ipso tristia fata loco.”

THE LOVE, THE METAMORPHOSIS AND THE PAIN OF A MAN WHO DIED ALONE. IMMORTAL OVID.

“I lay exhausted between peoples  in remote places and sick, my thoughts go to all the things I have left … I will die so far away, on unknown shores, and the place itself will make sad my end.  ” [Tristia, 3-3 ; 13-14, 37-38]

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Traiano e Plinio, l’amicizia e l’impero in 121 lettere.

Marcus Ulpius Nerva Traianus e Caius Plinius Caecilius Secundus. Uno è il più grande imperatore che Roma abbia mai avuto, l’altro è uno scrittore, magistrato e avvocato romano. Uno viene ricordato soprattutto per aver sconfitto i Daci una volta per tutte e l’altro perchè lo zio naturalista e militare Plinio il Vecchio, morì portando i soccorsi alla popolazione di Pompei durante l’eruzione del Vesuvio. La loro fu una amicizia nata negli ambienti della politica e che rimase fino alla morte di Plinio, un esempio di equilibrio, di affetto e di rispetto reciproco. Un’amicizia sincera che si intravede ma che più spesso viene dichiarata apertamente da entrambi tra le righe di 121 lettere che Plinio raccolse nel Libro X del suo lungo Epistolario. –  Continua a leggere

Endimione o Antinoo? Da Villa Adriana a Stoccolma

La grande galleria – The big gallery Gustav III’s Museum of Antiquities

Il castello Reale di Svezia a Stoccolma ha tra le sue gallerie uno dei musei più antichi d’Europa, il Gustav III’s Antikmuseum. Gustavo III di Svezia grande amante dell’Italia, sull’onda di un ‘epoca dove la riscoperta della classicità animava soprattutto le grandi corti d’Europa, i collezionisti e i letterati, durante un suo viaggio in Italia nel 1783-1784, comprò dal Vaticano e da collezionisti privati romani parecchie opere classiche, molte delle quali provenienti da Villa Adriana. Il gusto della splendida tenuta dell’imperatore romano, le opere di Piranesi e le statue che personalmente il papa Pio VI gli mostrò, lo colpirono così tanto che il sovrano cercò poi di emulare quella eleganza nelle stanze e nei giardini del suo palazzo. Non solo, ma allestì due intere gallerie per la collezione delle statue più belle tra cui quella di Endimione dormiente, la più affascinante e misteriosa. Basta guardarla con attenzione e i lineamenti del ragazzo che dorme richiamano immediatamente qualcun altro.   – Endymion or Antinous? From Hadrian’s Villa to Stockholm Continua a leggere

Villa San Michele: da Tiberio alla Svezia sotto lo sguardo di una Sfinge.

La sfinge egiziana, epoca Ramsete II XIII sec a.C – Villa San Michele, Anacapri

“Interrogate la grande Sfinge di granito, che sta accovacciata sul parapetto della cappella di San Michele. Ma domanderete invano. La Sfinge ha mantenuto il suo segreto per 5000 anni. La Sfinge manterrà il mio.” 

Villa San Michele: from Tiberius to Sweden under the gaze of a Sphinx.

You may ask the great granite sphinx, which is crouching on the parapet of the chapel of St. Michael, but you will ask in vain .The sphinx has kept her own secret for 5,000 years, the sphinx will keep mine.”

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Palazzo Massimo: un museo di sguardi

Apollo del Tevere, arte romana, marmo pario.

Palazzo Massimo è uno dei Musei più belli di Roma. Le sue opere sono finestre che si affacciano su un passato glorioso dove la bellezza si mescola in una danza ipnotica con la paura e il rispetto per gli dèi. Fermarsi a guardarle per qualche minuto, lasciare che ti catturino e che ti parlino di tutti coloro che come te sono rimasti lì a guardarli per secoli, da loro creatore al popolo e agli imperatori, è un piacere che si ripete tutte le volte con lo stesso brivido nelle vene. ❤ Eccone qualcuno. Continua a leggere

Isola di Giannutri: una villa romana, un mosaico e una donna misteriosa.

Amplior Urgo et Capraria, quam Graeci Aegilion dixere, item Igilium et Dianium, quam Artemisiam, ambae contra Cosanum litus” – “Più grande Urgo e la Capraria, che i Greci chiamarono Egilion, poi Igilio e Dianio, che chiamarono Artemisia, entrambe di fronte al litorale di Cosa” (Plinius Secundi, Naturalis Historiae Liber III Cap VI)

Giannutri Island: a Roman villa, a mosaic and a mysterious woman.”Larger Urgo and the Capraria, which the Greeks called Egilion, then Igilio and Dianio, whiche they called Artemisia, both in front of the coast of Cosa ” – (Plinius Secundi – Naturalis Historia)

Giannutri è una piccola isola dell’arcipelago toscano situata di fronte al Monte Argentario. Il nome dell’isola, sin dall’antichità classica, faceva riferimento alla sua particolare forma a mezzaluna e di conseguenza alla falce lunare attributo della dea Artemide o Diana, Artemisia (in greco Αρτεμισία).  Non è un caso infatti che nella città di Cosa sul litorale proprio di fronte, sia stata rinvenuto un piccolo tempio, ricavato dal giardino di una villa di epoca Giulio-Claudia (40-50 d.C), con all’interno una statua della dea. Giannutri, il cui nome moderno è riferibile all’epoca medievale, dopo il IV secolo  scomparve però dal panorama storico. Nessuno ne parlò mai più, non ci sono fonti nè accenni di nessun tipo, cadde così nell’oblio dopo essere stata abitata per almeno tre secoli da facoltose famiglie romane.  Continua a leggere