Giulio Cesare da dove passò? Dal Rubicone o dall’Urgón?

Dov’è il Rubicone? In che giorno Cesare lo passò? Qual era il suo vero intento?

Ora non vi sono dati sufficienti, o almeno non li conosco io, per rispondere con assoluta precisione e certezza ad una sola di queste domande. Per buona sorte però abbiamo in mano abbastanza per deciderle tutte e tre almeno con una probabile approssimazione al vero: ed i principali di questi dati io mi studierò di esporvi con fedele imparzialità.”

Così inizia il libro “Cesare al Rubicone” di Giuseppe Barilli (politico e matematico bolognese,1812-1894), lettura intrigante e molto interessante su uno degli episodi più grandi e ricordati della nostra storia.  Continua a leggere

Ade Barbablù. Sicilia-California e ritorno.

MORGANTINA

Il sito archeologico della città greca di Morgantina si trova a pochi chilometri dalla città di  Aidone, in provincia di Enna, nella stessa area dove si trova anche la famosa Villa del Casale. Una zona ricchissima di storia e di miti che negli ultimi 40 anni ha visto una incredibile attività di ricerca ma purtroppo anche furti di preziosi reperti, soprattutto negli anni ’70. Morgantina, dice la leggenda popolare, fu fondata forse dai Morgeti, popolo italico che nel XI secolo a.C sotto la guida del re Morges attraversò lo stretto di Messina e si stabilì in quest’area della Sicilia. Alla fine del VIII secolo si intensificarono i rapporti con i greci attratti dalla fertilità del territorio e nel IV -III secolo sotto l’influenza della potente Siracusa, conobbe un periodo molto florido fino a quando scelse male il suo alleato nelle guerre puniche e nel 211 a.C fu invasa dai romani che la saccheggiarono. Caduta nelle mani di mercenari ispanici Morgantina subì un’ inarrestabile declino fino ad essere completamente abbandonata alla fine del I sec d.C – The archaeological site of the Greek town of Morgantina is located a few kilometers from the town of Aidone, in the province of Enna, in the same area as the famous Villa del Casale. An area rich in history and myths that in the last 40 years has seen incredible research activities but unfortunately also thefts of precious finds, especially in the ’70s. Morgantina, says the popular legend, was perhaps founded by the Morgeti, Italic people who in the XI century BC under the guidance of King Morges crossed the Strait of Messina and settled in this area of Sicily.By the end of the 8th century the relations with the Greeks, attracted by the fertility of the territory, improved and in the IV-III century under the influence of the mighty Syracuse, it had a very lush period until the city choosed his ally in the Punic wars and in 211 BC it was invaded by the Romans who plundered it. Fallen into the hands of Hispanic mercenaries Morgantina suffered an unstoppable decline until it was completely abandoned at the end of the 1st century AD] Continua a leggere

Solunto, la città punica greco-romana imprigionata tra cielo e mare.

Colonnato della casa detta il Ginnasio – Colonnade of the house s.c The Gymnasium

SOLUNTO è una perla incastonata sulle pendici del Monte Catalfano sulla costa settentrionale della Sicilia a pochi chilometri da Palermo. Imprigionata tra il mare e il cielo svetta a picco sul mare tra Capo Zafferano e Bagheria. Come Mozia e Palermo, Solunto venne fondata dai Fenici tra il VIII e il VII secolo a.C contemporaneamente con la prima colonizzazione greca. Conosciamo il nome greco della città, di origine semitica, Soloeis, Solous, il cui significato è “roccia” e il suo corrispondente latino Solus, Soluntum. Il toponimo Soluntum ricorre nell’Itinerarium Antonini, datato metà III sec. d.C e nella più tarda Tabula Peuntigeriana che inserisce la città lungo il percorso della via Valeria che univa Messina con Lilibeo. Il toponimo fenicio invece è “k f r ” cioè “villaggio” scritta che si legge sul retro di una serie di monete della fine del V sec a.C. trovate in loco.[ SOLUNTO is a pearl set on the slopes of Mount Catalfano on the northern coast of Sicily, just a few kilometers from Palermo. Trapped between the sea and the sky it rises above the sea between Cape Zafferano and Bagheria town. Like Mozia and Palermo, Solunto was founded by the Phoenicians between the VIII and the VII century BC simultaneously with the first Greek colonization. We know the Greek name of the city of Semitic origin, Soloeis, Solous, whose meaning is “rock” and its latin correspondent Solus, Soluntum. The Soluntum landmark recurs in the Antoninian Itinerarium, dating to the middle of the third century AD and in the later Tabula Peuntigeriana that inserts the city along the route of Via Valeria that united Messina with Lilibeo. The Phoenician name is instead “k f r“, that is, “village” written at the back of a series of coins dated at the end of the 5th century AD, which were found locally. Continua a leggere

Da Cadice a Roma. I 4 bicchieri dell’Itinerarium Gaditanum

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I bicchieri di Vicarello – Palazzo Massimo Roma

I quattro bicchieri in argento (detti di Vicarello) furono scoperti nel 1852, quando venne demolito il vecchio stabilimento termale di Vicarello per costruirne uno più moderno. Furono rinvenuti all’interno di una fenditura nella roccia da cui sgorgano le acque termali, insieme ad un “tesoro”, costituito da circa 5.000 monete in bronzo di origine greca, etrusca e romana. Datati al III secolo d.C., sono di forma cilindrica e portano inciso sulla parte esterna l’itinerario via terra da Gades (Cadice) a Roma (Itinerarium gaditanum), con l’indicazione della varie stazioni intermedie (mansio) e le relative distanze. Continua a leggere

Annibale, un viaggio – Hannibal, a journey.

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Busto detto di Annibale, marmo da Capua, Galleria del Quirinale, Roma – XVI secolo – Bust “of Hannibal”, from Capua. Marble. Quirinale Gallery, Rome, 16th century

“Annibale il crudele, il guercio, l’avido, lo sleale, l’uomo nero.. Annibale uomo senza donne, senza amici, senza figli, senza discendenza, senza emuli; esemplare unico e irripetibile. Annibale genio militare capace di leggere i pensieri dello stratega avversario e di condividere con le sue truppe i disagi più spaventosi. Come Napoleone anche lui ha dormito in mille letti, bevuto a mille sorgenti, rotto le briglia del cavallo in mille campi di grano. Ma a differenza di Napoleone non ha lasciato monumenti di sé. I romani ne hanno cancellato ogni traccia.” [P.Rumiz, Annibale un viaggio] Continua a leggere