Villa Iovis, amata da Tiberio svetta su Capri, bella e impossibile!

CAPRI e il promontorio dove sorge la villa

CAPRI e il promontorio dove sorge la villa

Ma quando rimase privo di entrambi i figli, Germanico morto in Siria e Druso a Roma, cercò la solitudine in Campania e quasi tutti erano convinti che non ne sarebbe più ritornato…si recò a CAPRI, particolarmente attratto da quell’isola perché la si raggiungeva da un solo piccolo litorale, mentre tutt’intorno c’erano altissime rupi scoscese e mare profondo”. [Svetonio, Libro III,39-40, Tiberio]

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GAIO GIULIO CESARE

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RITRATTO – I SEC A.C – Palazzo Massimo, Roma

SVETONIO – VITA DEI CESARI: alcuni estratti su Cesare e la sua grande personalità! 
“Riunitosi alle sue coorti presso il fiume Rubicone, che segnava il confine della sua provincia, si fermò per un attimo e, considerando cosa stava per intraprendere, si rivolse a quelli che gli erano più vicini dicendo: «Siamo ancora in tempo a tornare indietro, ma se attraverseremo il ponticello, dovremo sistemare ogni cosa con le armi.” “Andiamo dove ci chiamano i segnali degli dei e l’iniquità dei nostri nemici. Il dado è tratto”.

SVETONIUS – THE TWELVE CAESARS: excerpts of Caesar and his great personality!

“Meeting his cohorts at the river Rubicon, which marked the boundary of his province, he paused for a moment and considering what he was about to undertake, he turned to those who were closest to him, saying: “There is still time to turn back, but if we cross the bridge, we’ll have to fix everything by force of the arms. ” “We go where  the signals of the gods and the iniquity of our enemies call us. The die is cast.Continua a leggere

ATTILA il flagello, una città coraggiosa e un anello nefasto.

RITRATTO DI ATTILA su medaglione rinascimentale photo: da Commons wikimedia, public domain

La storia ci ha insegnato che quando una donna sceglie l’uomo sbagliato, nella migliore delle ipotesi ci saranno dei marmocchi che cresceranno senza un padre. Nella peggiore delle ipotesi invece ci saranno città rase al suolo e ridotte in cenere come fossero di polistirolo. Non solo, ma le città in questione sono anche quelle considerate inespugnabili, protette da mura impossibili da scalfire.

Non ne siete convinti? Continua a leggere

“IPAZIA. Vita e sogni di una scienziata del IV secolo”. Un libro, un film,una donna coraggiosa.

ÀGORA

Scena dal film AGORA’ di Amenabar (2009 ) – Photo source Pinterest.com

Ipazia rappresenta il simbolo dell’amore per la verità, per la ragione, per la scienza che aveva fatto grande la civiltà ellenica. L’assassinio di Ipazia fu un altro atroce episodio di quel ripudio della cultura e della scienza che aveva causato nel III sec d. C la distruzione della straordinaria biblioteca alessandrina che si dice contenesse 500.000 volumi. Questa storia romanzata ma vera di Ipazia ci insegna ancora oggi quale e quanto pervicace possa essere l’odio per la ragione e il disprezzo per la scienza. E’ una lezione da non dimenticare, è un libro che tutti dovrebbero leggere.” Margherita Hack -[ 1922-2013, Astrofisica] Continua a leggere

Annibale, gli elefanti, le Alpi, un enigma di 2234 anni.

Annibale è un altro di quei miti che non tramonteranno mai. E sapete perché?

ALPI + ANNIBALE = ELEFANTI

ELEFANTI +ANNIBALE = ALPI

ALPI+ ELEFANTI = ANNIBALE

Potete scambiare gli addendi come vi pare, ma il risultato non cambia. Continua a leggere

Il vero principe di Mozia. Un auriga bello come un dio greco.

L'Auriga di Mozia - photo copyright CD

L’Auriga di Mozia – photo copyright vvmm

The real prince of Mozia island..a charioteer  beautiful as a god..

“Alcimedonte, chi altro fra i Greci ti è pari nel tenere a freno e guidare lo slancio dei cavalli immortali, tranne Patroclo, quando era vivo?..Ora prendi la frusta e le lucidi redini, io scenderò dal carro e combatterò. Così disse e Alcimedonte balzò sul carro, prese in mano rapidamente la frusta e le redini….ma lo vide lo splendido Ettore e subito disse ad Enea : possiamo sperare di prenderli ..e speravano molto nel loro cuore di uccidere gli aurighi e catturare i superbi cavalli. Sciocchi. Erano destinati a versare il loro sangue per mano di Automedonte che disse ad Alcimedonte fedele compagno: Alcimedonte, trattieni i cavalli non lontano da me, che mi soffino nella schiena!”  [Iliade Libro XVII 474-515] Continua a leggere