Delfi, il mare nel suo nome.

Tempio di Apollo. Delfi

Delfi si può raggiungere sia per mare che per terra. Il visitatore moderno di solito segue il percorso dall’interno, seguendo la strada che corrisponde in linea di massima all’antica via sacra, salendo lentamente e costeggiando le pendici del Monte Parnaso. Anticamente però Delfi era raggiuta anche dal mare e questo perché il viaggio per arrivarci aveva qualcosa di sacro, un forte senso di devozione molto più profondo accompagnava i pellegrini che volevano arrivare al tempio di Apollo e della Pizia, ma perché? E poi…perchè Delfi si chiama Delfi?

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Micene: Omero la raccontò, Pausania la osservò, Schliemann la scavò.

Lamine d’oro intarsiate, dalla grande tomba circolare  A – Gold decorated foils from Grave Circle A – Museo Archeologico di Atene

“Così egli laggiù, ammassando molta ricchezza ed oro, errava con le navi tra genti straniere; e intanto Egisto tramò in casa quei piani funesti:ucciso l’Atride, il popolo fu da lui sottomesso. Per sette anni regnò su Micene ricca di oro…”

[Odissea Libro III 301-304]

“So he was wandering there with his ships among men of strange speech,gathering much livelihood and gold;but meanwhile Aegisthus devised this woeful work at home.  Seven years he reignedover Mycenae, rich in gold…”

[Odyssey Book III 301-304]

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Gli Spartani: le loro spade erano sentenze, le loro sentenze erano spade.

Statua di oplita, conosciuto come “Leonida”, 480-470 a.C trovato nel tempio di Atena Chalkioikos, Acropoli di Sparta. Statue of a hoplite, known as “Leonidas”, 480-470 BC. Sanctuary of Athena Chalkioikos. Sparta Acropolis  – Museo archeologico di Sparta

ΜΟΛΩΝ ΛΑΒΕ

Tutti conosciamo questa frase. Una frase che ha trascinato nel mito il re Leonida e i suoi 300 Spartani nella Battaglia delle Termopili. Così ce lo racconta Plutarco:

“Quando Serse gli mandò un’altra lettera, intimandogli di consegnare le armi, gli rispose: Vieni a prenderle!” [Plutarco – Leonida – Apoftegmi spartani]

The Spartans: their swords were sentences, their sentences were swords. We all know this quote. A quote that has dragged king Leonidas and his 300 Spartans into the myth at the Battle of Thermopylae. This is what Plutarch tells us:

“When Xerxes sent him another letter asking to hand over the arms, he wrote in reply, “Come and take them.!“[Plutarch – Leonidas –  Apophthegmata] Continua a leggere

Il Mosè di Michelangelo, la sua splendida tragedia.

Mosè (1505-1545), Michelangelo – San Pietro in Vincoli, Roma

Spaventosamente bello. Mosè non appartiene alla storia romana, lo sappiamo e quindi verrebbe da chiedersi perché è finito in questo blog. Forse non tutti sanno però che nella chiesa in cui è conservato questo capolavoro, San Pietro in Vincoli, ci sono 20 colonne doriche tra le più belle conservate a Roma. Colonne alte più di sei metri di marmo imezio non dissimile da quello di Carrara, nate per un tempio greco ma riutilizzate dai romani sull’ Esquilino e donate da Valentiniano alla moglie nella metà del V sec d.C  per ristrutturare la chiesa già edificata su un preesistente luogo sacro. Non solo, ma la Chiesa è costruita sopra una splendida domus romana di epoca neroniana che, considerata con la stupefacente bellezza della statua di Mosè, ha fatto sì che ho deciso di inserire Mosè tra Adriano, i mosaici e le ville romane. Continua a leggere

ATTILA il flagello, una città coraggiosa e un anello nefasto.

RITRATTO DI ATTILA su medaglione rinascimentale photo: da Commons wikimedia, public domain

La storia ci ha insegnato che quando una donna sceglie l’uomo sbagliato, nella migliore delle ipotesi ci saranno dei marmocchi che cresceranno senza un padre. Nella peggiore delle ipotesi invece ci saranno città rase al suolo e ridotte in cenere come fossero di polistirolo. Non solo, ma le città in questione sono anche quelle considerate inespugnabili, protette da mura impossibili da scalfire.

Non ne siete convinti? Continua a leggere