Il Mosè di Michelangelo, la sua splendida tragedia.

Mosè (1505-1545), Michelangelo – San Pietro in Vincoli, Roma

Spaventosamente bello. Mosè non appartiene alla storia romana, lo sappiamo e quindi verrebbe da chiedersi perché è finito in questo blog. Forse non tutti sanno però che nella chiesa in cui è conservato questo capolavoro, San Pietro in Vincoli, ci sono 20 colonne doriche tra le più belle conservate a Roma. Colonne alte più di sei metri di marmo imezio non dissimile da quello di Carrara, nate per un tempio greco ma riutilizzate dai romani sull’ Esquilino e donate da Valentiniano alla moglie nella metà del V sec d.C  per ristrutturare la chiesa già edificata su un preesistente luogo sacro. Non solo, ma la Chiesa è costruita sopra una splendida domus romana di epoca neroniana che, considerata con la stupefacente bellezza della statua di Mosè, ha fatto sì che ho deciso di inserire Mosè tra Adriano, i mosaici e le ville romane. Continua a leggere

Annibale, gli elefanti, le Alpi, un enigma di 2234 anni.

Galleria

Questa galleria contiene 7 immagini.

18 DICEMBRE 218 A.C – LA BATTAGLIA DEL TREBBIA “Dopo aver perlustrato il luogo vedendo che era boscoso e pieno di nascondigli, prestandosi a coprire anche i soldati a cavallo, qui pensò di attirarvi i nemici, nascondendosi. A destra e … Continua a leggere

ATTILA il flagello, una città coraggiosa e un anello nefasto.

RITRATTO DI ATTILA su medaglione rinascimentale photo: da Commons wikimedia, public domain

La storia ci ha insegnato che quando una donna sceglie l’uomo sbagliato, nella migliore delle ipotesi ci saranno dei marmocchi che cresceranno senza un padre. Nella peggiore delle ipotesi invece ci saranno città rase al suolo e ridotte in cenere come fossero di polistirolo. Non solo, ma le città in questione sono anche quelle considerate inespugnabili, protette da mura impossibili da scalfire.

Non ne siete convinti? Continua a leggere

“IPAZIA. Vita e sogni di una scienziata del IV secolo”. Un libro, un film,una donna coraggiosa.

ÀGORA

Scena dal film AGORA’ di Amenabar (2009 ) – Photo source Pinterest.com

Ipazia rappresenta il simbolo dell’amore per la verità, per la ragione, per la scienza che aveva fatto grande la civiltà ellenica. L’assassinio di Ipazia fu un altro atroce episodio di quel ripudio della cultura e della scienza che aveva causato nel III sec d. C la distruzione della straordinaria biblioteca alessandrina che si dice contenesse 500.000 volumi. Questa storia romanzata ma vera di Ipazia ci insegna ancora oggi quale e quanto pervicace possa essere l’odio per la ragione e il disprezzo per la scienza. E’ una lezione da non dimenticare, è un libro che tutti dovrebbero leggere.” Margherita Hack -[ 1922-2013, Astrofisica] Continua a leggere

Annibale, gli elefanti, le Alpi, un enigma di 2234 anni.

Annibale è un altro di quei miti che non tramonteranno mai. E sapete perché?

ALPI + ANNIBALE = ELEFANTI

ELEFANTI +ANNIBALE = ALPI

ALPI+ ELEFANTI = ANNIBALE

Potete scambiare gli addendi come vi pare, ma il risultato non cambia. Continua a leggere

La mia “Vita Parallela”, Alessandro Magno e Cavallo Pazzo.

Alessandro Magno e Cavallo Pazzo, due meteore della stessa galassia.

Cosa c’entra questo articolo con il tema principale del blog cioè la storia romana ?

Tre sono i motivi per cui mi sono sentita di scrivere questa Vita Parallela:

  1. Alessandro Magno non ha bisogno di presentazioni. Nella storia greca prima e in quella romana poi, fu un’icona immortale. Di lui scrissero e parlarono tutti. Tanti generali cercarono di imitarlo, Giulio Cesare fu uno dei primi. Fu invidiato, ammirato, cantato e raffigurato in ogni angolo dell’Impero. Non si può parlare di storia romana senza che Alessandro venga menzionato. Ne fa parte.
  2. Cavallo Pazzo anche se visse altrove nel tempo e nello spazio fu gettato in un’arena insieme al suo popolo e massacrato come nel più crudele degli spettacoli romani, ebbe un Rubicone da passare, un oracolo da ascoltare, una Cartagine da distruggere e come disse Augusto “se vuoi la pace prepara la guerra” lui fu costretto a metterlo in pratica.
  3. Non ho camminato sulle sabbie d’oriente dove Alessandro galoppò sul suo amato Bucefalo e un giorno mi piacerebbe farlo, ma ho camminato sulle colline dove Cavallo Pazzo galoppò per difendere il suo popolo, dove lottò, dove soffrì e dove massacrò l’intero reggimento di Custer. Seduta su quelle pietre è stato inevitabile cercare di capire lo spirito che animò un tale personaggio che non si fermò davanti a niente per inseguire il suo sogno, come aveva fatto Alessandro.

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