Corinto, quando le navi viaggiavano su una strada.

“La larghezza dell’Istmo sul diolkos attraverso il quale le navi sono trascinate per terra dall’uno all’altro mare, è 40 stadi, come ho già detto.” [Strabone, VIII-2-1] – “The width of the Isthmus on the diolkos through which the ships are dragged on land from one sea to the other one, is 40 stages, as I have already said.” [Strabo, VIII-2-1]

DIOLKOS, questo il nome della strada che per 1500 anni fu usata per trasferire le navi dal Golfo di Corinto  al Golfo Saronico. – DIOLKOS, this is the name of the road that for 1500 years was used to transfer ships from the Gulf of Corinth to the Saronic Gulf. Continua a leggere

“L’entrata nascosta” dello stadio di Nemea – H Kρυπτη’ ‘Eσοδος

“..c’è un’entrata chiamata “Nascosta”, attraverso la quale gli atleti e i giudici entrano nello stadio” – “..there is an entrance called the Hidden through which the Hellanodikes and the athletes enter the stadium..” [PAUSANIA 6.20.8]

Questo scrisse Pausania quando raccontò dello Stadio di Olimpia. La galleria che serviva come passaggio per entrare e uscire, oggi è visibile solo come un corridoio scoperchiato e con il suo unico arco d’ingresso rimasto. Gli studiosi non considerarono mai la possibilità che una tale galleria potesse essere scoperta a Nemea in quanto l’evidenza a Olimpia era quella che, almeno nella sua forma esistente, la galleria fosse di origine romana. Continua a leggere

Il Teatro Marittimo di Villa Adriana

Lato est Teatro Marittimo, Villa Adriana, Tivoli –  East side. The Maritime Theatre, Hadrian’s Villa, Tivoli © VerbaVMonumentaM

“Ma soprattutto, nel cuore di quel ritiro,m’ero fatto costruire un asilo ancor più celato, un isolotto di marmo al centro d’un laghetto contornato di colonne, una stanza segreta che un ponte girevole,così lieve che si può con una mano sola farlo scivolare nella sua corsia, unisce alla riva o, piuttosto, segrega da essa. ..all’ora della siesta, mi recavo là per dormire, per pensare, per leggere.”[Memorie di Adriano]

But above all, in the heart of that retreat, I had built a more concealed asylum, a marble island in the center of a pond surrounded by columns, a secret room that a swinging bridge, so light that you could with only one hand move into its lane, to join the shore or, rather, segregate from it … … at the time of the siesta, I went there to sleep, to think, to read” [Memoirs of Hadrian] Continua a leggere

9th August 117 AD – Trajan’s letter of adoption reaches Hadrian (#Hadrian1900)

9 AGOSTO 117, la lettera di adozione raggiunge ADRIANO in Siria.

1.900 anni fa in questo giorno la lettera di adozione di Traiano (litteras adoptionis) fu resa pubblica quando raggiunse Adriano ad Antiochia. Adriano era ora Cesare.
Come accennato in precedenza c’era qualche incertezza se Traiano avesse adottato Adriano prima della sua morte o se l’adozione fosse stata organizzata dalla moglie Plotina. Le fonti antiche ci danno due versioni diverse di questo evento. La Historia Augusta, che scrive molto tempo dopo gli eventi, conferma che Adriano fu adottato. Tuttavia Cassio Dione scrivendo anche lui dopo gli avvenimenti, rifiuta l’adozione.
“Il quinto giorno prima delle idi di agosto, mentre era governatore della Siria, seppe della sua adozione da parte di Traiano, e poi ordinò di celebrare questo giorno come anniversario della sua adozione. “HA. 4,6-7
“Adriano non era stato adottato da Traiano; era solo un suo compatriota ed ex compagno d’ armi, era vicino a lui avendo sposato la sua nipote, in breve, era un suo collega, condivideva la sua vita quotidiana ed era stato assegnato alla Siria per la guerra partica.” Dione 69.1
Poco dopo, vennero date disposizioni alla zecca di Roma di emettere le monete per la diffusione in tutto l’Impero. ADOPTIO divenne il tema principale delle prime monete in circolazione del regno di Adriano.

FOLLOWING HADRIAN

1,900 years ago on this day, Trajan’s letter of adoption (litteras adoptionis) was made public when it reached Hadrian in Antioch. Hadrian was now Caesar.

As previously mentioned (see here), there was some uncertainty about whether or not Trajan had adopted Hadrian before his death or whether the adoption was staged by Plotina. The ancient sources give us two different versions of this event. The Historia Augusta, writing long after the events, confirms that Hadrian was adopted. However Cassius Dio, also writing after the events, rejects the adoption.

On the fifth day before the Ides of August, while he was governor of Syria, he learned of his adoption by Trajan, and he later gave orders to celebrate this day as the anniversary of his adoption. HA Had. 4.6-7

Hadrian had not been adopted by Trajan; he was merely a compatriot and former ward of his, was…

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La Domus del Banchetto a Gubbio, i suoi mosaici e il mistero dei pavimenti sfondati.

Mosaico del banchetto – Gubbio

GUBBIO. Quando la nomini la prima cosa che viene in mente a tutti è San Francesco. Il santo che parlava con il lupo e con tutti gli animali, il giovane soldato aristocratico che di punto in bianco decise di gettare le sue ricche vesti per indossare il saio. Gubbio però prima di essere famosa per il suo lupo era una fiorente cittadina romana che ci ha lasciato  innumerevoli reperti e opere, la più grande delle quali è sicuramente il teatro. Vicino al teatro però c’era una grande area residenziale dove una preziosa domus, aperta da poco al pubblico, ha al suo interno dei mosaici unici e bellissimi. – The Domus of the Banquet in Gubbio, its mosaics and the mystery of the collapsed floors! Continua a leggere

Solunto, la città punica greco-romana imprigionata tra cielo e mare.

Colonnato della casa detta il Ginnasio – Colonnade of the house s.c The Gymnasium

SOLUNTO è una perla incastonata sulle pendici del Monte Catalfano sulla costa settentrionale della Sicilia a pochi chilometri da Palermo. Imprigionata tra il mare e il cielo svetta a picco sul mare tra Capo Zafferano e Bagheria. Come Mozia e Palermo, Solunto venne fondata dai Fenici tra il VIII e il VII secolo a.C contemporaneamente con la prima colonizzazione greca. Conosciamo il nome greco della città, di origine semitica, Soloeis, Solous, il cui significato è “roccia” e il suo corrispondente latino Solus, Soluntum. Il toponimo Soluntum ricorre nell’Itinerarium Antonini, datato metà III sec. d.C e nella più tarda Tabula Peuntigeriana che inserisce la città lungo il percorso della via Valeria che univa Messina con Lilibeo. Il toponimo fenicio invece è “k f r ” cioè “villaggio” scritta che si legge sul retro di una serie di monete della fine del V sec a.C. trovate in loco.[ SOLUNTO is a pearl set on the slopes of Mount Catalfano on the northern coast of Sicily, just a few kilometers from Palermo. Trapped between the sea and the sky it rises above the sea between Cape Zafferano and Bagheria town. Like Mozia and Palermo, Solunto was founded by the Phoenicians between the VIII and the VII century BC simultaneously with the first Greek colonization. We know the Greek name of the city of Semitic origin, Soloeis, Solous, whose meaning is “rock” and its latin correspondent Solus, Soluntum. The Soluntum landmark recurs in the Antoninian Itinerarium, dating to the middle of the third century AD and in the later Tabula Peuntigeriana that inserts the city along the route of Via Valeria that united Messina with Lilibeo. The Phoenician name is instead “k f r“, that is, “village” written at the back of a series of coins dated at the end of the 5th century AD, which were found locally. Continua a leggere