Panem,circenses et imprecationes.

Dettaglio mosaico pavimentale della Villa del Casale, Piazza Armerina – Tre ritratti di aurighi ritrovati presso gli Horti Caesaris a Roma (Palazzo Massimo,Roma)

“Io v’invoco, santi angeli e santi numi, unitevi alle potenze delle formule magiche, domani nell’arena di Roma legate Eucherio l’auriga, imbrigliatelo, fatelo cadere, feritelo, distruggetelo, uccidetelo e fatelo schiantare. Che la gabbia non si apra di scatto, che parta in svantaggio. Impeditegli di superare gli altri. Non fatelo passare. Non fatelo vincere. Che sbagli a prendere le curve. Che non riceva gli onori. Impeditegli di sorpassare e di prendere il comando. Che non semini la retroguardia e superi gli altri, ma fatelo precipitare. Intervenite affinché venga ostacolato dalla vostra potenza, che venga spappolato, che venga trascinato in fondo alla pista. Sia nelle prime corse del mattino che nelle altre. Adesso, adesso, veloce, veloce!” *

[Da Roma, tavoletta ritrovata lungo la Via Appia, fine IV sec]

“Io t’invoco, spirito morto prematuramente, chiunque tu sia, ti invoco con i tuoi nomi onnipotenti Salbathbal Authgerotabal…Trattieni i cavalli il cui nome ed effigie ti affido. Della squadra dei Rossi: Silvanus, Sevator, Dives, Rapidus…degli Azzurri: Imminens, Dignus, Euphrates….. Togli loro la resistenza, lo scatto, la forza, l’animo, la velocità. Sottrai loro la vittoria, imbriglia gli zoccoli così che non saranno in grado di correre e neanche di camminare lenti, di arrivare alla partenza o avanzare sulla pista. Possano cadere con i loro aurighi…afferrali, sbalzali dai carri, sbattili a terra, così che cadano e siano trascinati per tutta la pista, specie lungo le colonne, e che si feriscano gravemente, sia loro che i cavalli. Fallo adesso, subito!” *

[Da Cartagine, tavoletta da Hadrumetum, II sec d.C]

Dettaglio mosaico pavimentale nella Villa Del Casale a Piazza Armerina, rappresentazione del pubblico presso la curva del circo.

L’amore per la squadra del cuore è antica come la storia dell’uomo.

Gli aurighi e i cavalli erano delle vere e proprie star, lo dimostrano gli innumerevoli mosaici sparsi in tutto l’Impero dove venivano indicati anche i nomi dei protagonisti. Allo stesso modo invece venivano insultati i rivali dei propri beniamini come dimostrano queste tavolette (chiamate defixiones) ritrovate in ambito funerario, alcune ritrovate nelle tombe degli aurighi stessi. Alcuni tifosi poi perdevamo proprio di vista la realtà e cercavano di influenzare le gare ricorrendo a riti magici e maledizioni dove si mescolavano senza troppa preoccupazione divinità pagane e angeli. Nella seconda tavoletta addirittura viene invocato uno sconosciuto, probabilmente perché in vita era ritenuto capace di lanciare maledizioni efficaci. Insomma tutto andava bene purché il rivale non vincesse.

Le quattro squadre, la Rossa, la Verde, L’Azzurra e la Bianca. Mosaico da un cubicolo di Villa di Baccano, Roma III sec d.C

Dal canto loro gli aurighi non hanno lasciato testimonianze particolari sull’amore per i propri tifosi quindi è lecito pensare che per loro la cosa più importante fosse essere famosi per poter guadagnare il più possibile. Molti di loro diventarono ricchi e lo dimostrano i 7 ritratti di marmo ritrovati in un luogo sacro ad Ercole presso gli Horti Caesaris a Roma. Si tratta di aurighi vincitori riconoscibili dalle stringhe sul petto, che consacrarono i propri ritratti ad Ercole, eroe simbolo della lotta fisica e della vittoria sulla morte.

Ma la tifoseria così esagerata non era vista di buon occhio da tutti, ecco cosa ci dice Plinio il Giovane, ad esempio, in una lettera al suo amico Calvisio. Facendo la premessa che a lui gli spettacoli circensi non interessano e che li trova insignificanti e monotoni, senza mezzi termini così scrive:

Perciò è tanto maggiore la mia meraviglia che tante migliaia di uomini, ridiventando fino a quel punto ragazzi, desiderino periodicamente contemplare dei cavalli al galoppo e degli aurighi piantati sui cocchi. Se poi il loro entusiasmo nascesse dalla velocità dei cavalli o dalla maestria degli aurighi, questa passione avrebbe ancora una qualche giustificazione: ora invece fanno tifo per una maglia, spasimano per una maglia e se, proprio nello svolgersi della corsa e nel cuore della competizione, questo colore passasse di là e quello venisse di qui, si scambierebbero anche l’ardore ed il tifo ed abbandonerebbero di colpo i celebri guidatori, i celebri cavalli che sogliono riconoscere da lontano e di cui non si stancano di gridare i nomi. Tanto è il credito, tanto è il prestigio di cui gode una camicia da quattro soldi, non dico agli occhi del volgo, che vale ancora meno dei quattro soldi della camicia, ma agli occhi di certi signori di gran peso.” *

Si può dire che l’abitudine di indossare la maglietta della propria squadra non è andata perduta, anzi ne ha conservato le stesse caratteristiche :-).

Il cavallo del Fantino di Capo Artemisio – Museo Archeologico di Atene

Marziale invece, che non nasconde di andare a vedere i giochi o le corse, lancia però qualche frecciatina sull’esagerato guadagno degli aurighi o sulla cialtroneria dei tifosi che invece di dedicarsi alle arti più nobili come leggere un libro, perdono tempo dietro i loro beniamini. (Qui abbiamo l’auriga Scorpo e il cavallo Incitatus) .

Là due o tre lettori capaci di sottrarre alle tarme le mie sciocchezze puoi ben trovarli, ma solo quando si saranno stancati di arzigogolare o di scommettere su Scorpo e su Incitato.”[Marziale-Epigrammi XI,I]

“...Per quanto tempo ancora sarò condannato a portar saluti confuso tra battistrada e clienti di basso rango per guadagnarmi in un’intera giornata le mie cento monete di piombo, quando Scorpo, se vince, si becca in un’ora quindici pesanti sacchi d’oro ancora caldi di conio?” [Marziale -Epigrammi X,LXXIV]

Bibliografia:

>*Fik Meijer “Il mondo di Ben Hur”,Editori Laterza 2009

> Marziale “Epigrammi”,Edizione Bur 2015

> Per Giovenale, Satira X : http://www.thelatinlibrary.com/juvenal/10.shtml

> Per le tavolette defixiones: http://www.chaosekosmos.it/pdf/2013_07.pdf

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