Petra: secoli di oblio, poi arrivò J.L. Burckhardt.

Tempio Al- Kahazneh, detto il Tesoro. – Petra (Foto in bianco e nero da Archeo Monografie 2015)

22 agosto 1812

Ero particolarmente desideroso di visitare Wady Mousa, delle cui antichità avevo sentito parlare dalla gente della regione in termini di grande ammirazione…ero indifeso in mezzo a un deserto dove non s’era mai veduto viaggiatore alcuno…”[J.L. Burckhardt, Viaggio in Giordania]

Litografia ingresso del Siq con ancora l’arco romano. David Roberts (1796-1864) – Da Archeo Monografie 2015

PETRA, la capitale dell’antico Regno Nabateo diventò meta di milioni di turisti  quando il 29 maggio 1989 sugli schermi di tutti i cinema del mondo un uomo con un cappello in testa attraversò il Siq al galoppo lasciando tutti a bocca aperta per quello che si trovò davanti. La meraviglia che appare nel film è appunto il magnifico Tempio di Al- Khazneh.  Sto parlando ovviamente di Indiana Jones e del terzo capitolo della famosa saga (“Indiana Jones e l’ultima crociata) dove l’ardito archeologo in fuga dai nazisti cerca il Sacro Graal proprio all’interno del famoso tempio, un tesoro di valore inestimabile che è di fatto l’elemento trascinante di tutta la storia. Da quel giorno PETRA è stata nuovamente scoperta, certo era conosciuta anche prima ma solo dagli addetti ai lavori e da pochi viaggiatori, la Giordania non era ancora diventata una meta turistica nel vero senso della parola, e a Indiana Jones, o meglio a Steven Spielberg il regista del film, va dato il merito di aver scatenato quello che in 30 anni è diventato il “Gran Tour moderno” alla scoperta delle meraviglie archeologiche di questo antico regno.

MA due secoli fa, per la precisione nel 1812, ci fu un’altro uomo a cui si deve ben più grande merito per quanto riguarda la scoperta della signora del deserto, e costui non aveva un cappello in testa nè un cavallo, ma aveva un turbante e alla corda aveva una capra . Si chiamava Johann Ludwig Burckhardt. Lui fu il vero scopritore di questo incredibile gioiello e come questo avvenne fu una vera e propria avventura.

Scena dal film Indiana Jones e ritratto di J.L Burckhardt

Prima un po’ di storia: Petra fu la capitale del regno dei Nabatei, il suo periodo di maggior splendore iniziò intorno al II sec a.C  e durò circa fino al II sec d.C, soprattutto per merito delle interminabili carovane di mercanti che trasportavano prodotti esotici dall’Oriente all’Occidente. Petra fu famosa per essere un centro di grande accoglienza sia di merci che di viaggiatori e per merito dei suoi re,ricordati come grandi amanti del loro popolo, di cui il più famoso fu Areta IV, visse un epoca di splendore, ricchezza e relativa pace. Annessa dall’imperatore romano Traiano nel 106. d.C alla provincia Arabia Petrea, continuò a vivere un periodo di prosperità sotto il dominio romano, infatti si è abbastanza certi che l’annessione romana non fu cruenta, anzi, i romani arricchirono la città con monumenti e strade tanto che sulla moneta commemorativa di tale annessione si trova scritto “Arabia adquisita” e non “Arabia capta“, formula invece usata per i territori conquistati a seguito di una azione bellica, come nel caso della Dacia. Traiano infatti non prese mai il titolo di Arabicus come invece fece per la regione dei Daci assumendo il titolo di Dacicus.

Il grande Tempio meridionale – costruito su due grandi terrazze sovrapposte unite da scalinate con un dislivello di 13 mt. Andato distrutto con il terremoto del 363 d.C

Porta del Temenos – Epoca romana ma costruita su una porta precedente di epoca nabatea che separava la zona pubblica da quella religiosa.

Il suo essere  stata costruita all’interno di una valle imprendibile dall’esterno fu un’altro dei motivi della sua fortuna. La gola nota come Siq chiamata così dai beduini, (in lingua araba significa infatti “gola”), è lunga quasi 2km ed è l’unico accesso alla città, un lunghissimo canyon che si allarga e si restringe fino a ridursi talvolta a meno di tre metri di larghezza, toccando invece in altezza anche i 100 metri. I suoi abitanti furono grandi architetti e ingegneri, basti pensare che l’intero territorio era ed è tuttora povero di acqua ma loro riuscirono con canalizzazioni e opere idrauliche a rendere la loro città rigogliosa. Dopo il dominio romano e il trasferimento della capitale a Bosra molto più a nord nel paese, Petra iniziò a perdere la sua importanza. Un terribile terremoto nel 363 d.C distrusse molti edifici che non furono mai più ricostruiti. Una breve presenza cristiana è testimoniata intorno al IV e V sec d.C, ma lentamente la città fu sempre meno popolata. Ebbe nuovamente un periodo di importanza e di rinascita al tempo delle crociate trovandosi lungo una importante linea strategica per la difesa di Gerusalemme,  nel 1116 il re Baldovino I eresse a nord est della città numerosi fortini e castelli ancora oggi visibili, ma poi di nuovo,essendo troppo a est lungo il cammino che portava alla Mecca,  pare sia stata visitata sempre meno di frequente  e ancor meno usata come sosta durante i viaggi. Tra le ultime testimonianze di viaggiatori o visitatori della città rosa troviamo tra gli storici arabi la menzione di una visita alla città del sultano Baibars al-Bunduqdari  nel 1276 durante il suo viaggio dall’Egitto a Kerak. 

Poi l’oblio.

Un oblio di cinque secoli fino a quando il nostro esploratore svizzero decise di voler andare a vedere se la famosa città di cui aveva sentito parlare dai beduini fosse veramente una realtà o solo una leggenda.  Le voci tra i nomadi parlavano poi di una città infestata dai demoni (tanto che l’arco di pietra sito all’entrata della gola rocciosa, crollato nel 1896 veniva chiamato “Il ponte del diavolo”) ma sopratutto incuriosito dalle leggende locali che parlavano di meravigliosi tesori nascosti nelle tombe.

Litografia David Roberts (1796-1864)- il teatro romano

Johann Ludwig Burckhardt (Losanna, 24 novembre 1784 – Il Cairo, 15 ottobre 1817) è stato un esploratore e orientalista svizzero, che sotto le spoglie di un mercante arabo con lo pseudonimo di Sheikh Ibrahim ibn ʿAbd Allah decise di fermarsi ad Aleppo in Siria per conoscere l’Islam (religione che abbracciò) e per perfezionare l’arabo studiando il vicino Oriente. Con l’intenzione di fare un viaggio per esplorare le fonti del fiume Niger in Africa, partì da Damasco per il Cairo cercando di contrattare cibo e mezzi di viaggio con i beduini che di tappa in tappa incontrava lungo il suo cammino, chiedendo loro anche di fargli da guida. Il viaggio non fu affatto facile, i nomadi pur essendo molto ospitali cercavano sempre di ottenere da lui più soldi vedendolo così interessato ad esplorare le loro terre desertiche e di fatto molto povere, tanto che proprio questo suo interesse insospettì più volte i beduini sempre convinti che gli stranieri fossero solo interessati a portarsi via i loro eventuali tesori nascosti.

Così Burckhardt una volta arrivato nel Wadi Mousa chiese di deviare dal percorso per poter esplorare la valle del fiume dove si dicesse ci fosse l’antica città: “averlo abbandonato (il cammino) per la semplice curiosità di vedere l’uadi sarebbe apparso assai sospetto agli occhi degli arabi. Rendevo quindi noto di aver fatto voto di sacrificare una capra in onore di Aronne, la cui tomba sapevo essere situata all’estremità della valle…al che la mia guida non ha avuto nulla da eccepire; il terrore d’attrarsi opponendovisi, l’ira di Aronne lo ha zittito subito.” [ Tutte le citazioni da J.L. Burckhardt, Viaggio in Giordania]

Burckhardt inzia il suo cammino e si infila lungo valle che lentamente si restringe, appaiono le prime tombe, grotte funerarie e piccoli mausolei…ad un certo punto racconta:

“Pochi passi più in basso sul lato sinistro del corso d’acqua, esiste un mausoleo più grande, che dal suo stato di degrado e dallo stile architettonico appare di più antica data rispetto ad altri. Sopra il suo ingresso ci sono quattro obelischi alti circa dieci piedi scavati nello stesso blocco di roccia”

Tomba degli Obelischi – Petra

Poi prosegue e finalmente arriva all’entrata della gola:

“…i precipizi su entrambi i lati del torrente sono alti circa ottanta piedi; in molti punti l’apertura tra di essi sulla sommità è minore di quella in fondo e il cielo non è visibile dal basso

“Sotto il profilo della difesa, la posizione di questa città venne ben scelta”    

La gola del Siq. Petra

“Poichè il torrente Wady Mousa doveva rivestire un’enorme importanza per gli abitanti della valle, sembra che gli antichi abbiano compiuto grandi sforzi per regolarne il corso. A quanto pare il suo letto era ricoperto da una pavimentazione in pietra di cui restano ancora molte vestigia e in alcuni punti furono costruiti su entrambi i lati muri di pietra, per imprimere all’acqua la direzione giusta e arrestare la violenza del torrente.Similmente venne scavato un canale su entrambi i lati del Syk ad un livello più elevato per convogliare rifornimento idrico costante alla città.”

 

“Dopo aver proseguito per venticinque minuti tra le rupi, siamo giunti ad un sito dove il passaggio si slarga…sul lato della rupe a strapiombo, direttamente di fronte allo sbocco della valle principale, ha fatto la comparsa un mausoleo rupestre, la cui posizione e la cui bellezza sono concepite per suscitare un’impressione straordinaria sul viaggiatore dopo quasi mezz’ora d’attraversamento in un simile passaggio, tetro e pressoché sotterraneo. Tra le antiche rovine esistenti in Siria, queste si annoverano tra le più mirabili.

Gli indigeni designano questo monumento con il nome di Kaszr Faraoun, castello del Faraone e sostengono che fosse la residenza di un principe. Ma si trattava piuttosto della tomba principesca e grande doveva essere l’opulenza di una città che poteva dedicare simili monumenti alla memoria dei suoi sovrani.”

Tempio Al- Kahazneh, detto il Tesoro. – Petra

Burckhardt prosegue il suo cammino sempre più affascinato e giunge subito dopo presso il teatro romano:

“Proseguendo un poco oltre le tombe, la valle si allarga fino a cento e cinquanta yarde. Qui, sulla sinistra, è situato un teatro completamente scavato nella roccia, con tutti i suoi sedili.  Ha una capienza di circa tremila spettatori.”

Teatro romano – Petra

Teatro romano – Petra

“Mi rammarico di non essere in grado di offrire un resoconto esaustivo delle vestigia… un esame approfondito di queste opere avrebbe suscitato il sospetto ch’io fossi un mago in cerca di tesori”

“Le più belle tombe a Wady Musa sono situate nella rupe orientale, in alto ho notato in particolare un grande mausoleo ornato da pilastri corinzi”

Tomba Corinzia – Petra

Tomba dell’Urna – Petra

“Vicino  all’estremità occidentale si trovano i resti di un maestoso edificio di cui rimane ancora in piedi parte di una parete; gli abitanti lo chiamano Kaszr Bent Faraoun, o palazzo della figlia del Faraone. Lungo il mio itinerario ero entrato in varie tombe, con sorpresa della mia guida, ma quando mi ha veduto volgere i passi fuori dal sentiero verso il kaszr, ha esclamato: Ora vedo chiaramente che siete un infedele con qualche compito particolare tra le rovine…non sopporteremo che voi portiate via un solo pezzo dei tesori quivi nascosti perchè sono nel nostro territorio e ci appartengono. Ho risposto che era pura curiosità, ma non era facile persuaderlo e non ho ritenuto prudente irritarlo con un esame approfondito del palazzo…tutto ciò avrebbe condotto alla ricerca della mia persona e alla scoperta del mio diario che mi sarebbe stato probabilmente sequestrato come un libro di magia” 

Il palazzo Kaszr Al-Bint  Faraoun oggi, o Palazzo della figlia del Faraone – I sec d.C  – Petra.

A questo punto Burckhardt si rende conto che non può più indugiare, la sua guida diventa sempre più sospettosa; così si incamminano verso la piana della tomba di Aronne e una volta arrivati poco sotto la cima della montagna si fermano e sacrificano la capra. Prendendo appunti di nascosto sul suo diario Burckhardt cerca di fissare su carta l’essenziale delle meraviglie che vede e rassegnato di non poter dedicare più tempo all’esplorazione, il giorno dopo lascia la valle di Wadi Musa.

“Confrontando le testimonianze degli autori citati in A.Reland, Palestine, appare altamente probabile che le rovine di Wady Mousa siano quelle dell’antica Petra, ed è significativa l’affermazione di Eusebio  secondo il quale la tomba di Aronne era indicata nelle vicinanze di Petra. Da tutte le informazioni che mi sono procurate, almeno di questo sono persuaso, che non esistono altre rovine tra le estremità del Mar Morto e del Mar Rosso di rilevanza tale da corrispondere a quella città. Se io abbia o meno scoperto i resti della capitale dell’Arabia Petrea lascio decidere gli studiosi dell’antica Grecia” ❤ 

 

Arrivare a Petra e cercare di guardarla con gli occhi di chi la vide ancora vergine dal turismo è un viaggio che consiglio a tutti. 🙂

A destra la mappa del viaggio di Burckhardt.

BIBLIOGRAFIA:

Viaggio in Giordania – J.L.Burckhardt – Ed. Cierre 1994

National Geographic “Petra” Ed.Archeologia 2018

Archeo Monografie – Le grandi leggende dell’archeologia – Febbraio 2015

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