L’amore, le metamorfosi e il dolore di un uomo che morì solo. Ovidio immortale.

Statua di Venere Callipigia, metà II sec d.C dal Museo Archeologico di Napoli – Statue of Venus Callipyge, half 2nd century AD from the Archaeological Museum of Naples

“Giaccio sfinito in mezzo a popoli e in luoghi lontanissimi e malato, vado col pensiero a tutto ciò che ho lasciato…morirò dunque così lontano, su lidi sconosciuti, e il luogo stesso farà triste la mia fine.” [Tristia, 3-3; 13-14, 37-38]

“Lassus in extremis iaceo populisque locisque,et subit adfecto nunc mihi quicquid abest…tam procul ignotis igitur moriemur in oris et fient ipso tristia fata loco.”

THE LOVE, THE METAMORPHOSIS AND THE PAIN OF A MAN WHO DIED ALONE. IMMORTAL OVID.

“I lay exhausted between peoples  in remote places and sick, my thoughts go to all the things I have left … I will die so far away, on unknown shores, and the place itself will make sad my end.  ” [Tristia, 3-3 ; 13-14, 37-38]

“Tristia Epistolae ex-Ponto” copiato (copied by) da Bartolomeo Sanvito, 1467 – 1468, from Dresda Sächsische Landesbibliothek.

Senza di me, ma non sono geloso, andrai, piccolo libro, a Roma[Tristia,1,1-1]

I “TRISTIA”  sono un’opera di elegie composta in cinque libri in forma epistolare, in cui Ovidio si rivolge ad Augusto, alla moglie e agli amici senza mai nominarli per non comprometterli, confidando le sue pene, i suoi stati d’animo sempre alla ricerca di un conforto e di un sollievo nella speranza del perdono del suo “error”.  Leggendo queste righe il dolore è sempre presente, la nostalgia per Roma  lo porta ogni giorno sempre più in un abisso di solitudine da cui vorrebbe uscire ma che invece lo condannerà a morire su quelle rive lontane, a Tomi, l’odierna città di Costanza in Romania. Così gli resta solo la scrittura a cui si rivolge per cercare di sopravvivere a tale pena e affrontare la vecchiaia e la malattia da solo.

“Without me, but I’m not jealous, you’ll go, little book, to Rome” [Tristia,1,1-1]

The TRISTIA is a poem of elegies composed of five books  in an epistolary form, in which Ovid adresses to Augustus, to his wife and to his friends, without never naming them so as not to compromise them, confiding his sufferings, his feelings in search of comfort and in the hope of forgiveness of his “error”. The pain is always present, nostalgia for Rome brings him every day more and more in a lonely abyss from which he would like to get out but instead it will condemn him to die on those distant shores in Tomi, today’s city of Constanta in Romania. So he has only the writing to which he turns to, to try to survive to such despair and to try face alone the old age and the incipient sickness.

Statua di Ovidio a Costanza (Romania) – Ovid’s statue in Constanta – Photo credit by ©Carole Raddato

Ovidio è conosciuto soprattutto per altre due grandi opere, “L’arte di amare (Ars amatoria)” e ” Le Metamorfosi” (Metamorphoseon)”,  il primo è un poemetto in tre libri dove il poeta elargisce consigli e indica strategie alle donne per conquistare e sedurre il proprio amato, la seconda opera è invece una monumentale raccolta in quindici libri dove rielabora più di 250 miti greci, un’opera che è stata definita più volte una vera e propria “enciclopedia della mitologia classica”.  Nella sua ultima opera invece Ovidio abbandona il mito e la voglia di stupire e scrive un poema dove il protagonista è lui insieme al suo più intimo dolore. Lo sconforto e il desiderio struggente di poter tornare a Roma la sua città tanto amata, fanno da sottofondo all’accorato appello che, tra le righe spesso lancia ad Augusto, il quale, furioso lo aveva relegato a finire i suoi giorni in una terra lontana e inospitale. Difficile rimanere insensibili davanti a tanta pena e sofferenza d’animo.

Ovid is known above all for two other great works, ” The art of loving” (Ars amatoria)” and the “Metamorphoses” (Metamorphoseon) “, the first one is a poem composed in three books where the poet gives advice and indicates strategies to women to conquer and seduce their’s beloved ones, the second work is instead a monumental collection of fifteen books, where he re-elaborates more than 250 Greek myths, a work that has been repeatedly described as a true “encyclopaedia of classical mythology”. In his last work Ovid abandons the myth and the desire to amaze and writes instead a poem where the protagonist is his most intimate pain, where the despair and the yearning desire to return to Rome his beloved city, are the background to the heartfelt appeal that he, between the lines, often throws to Augustus, who furious had relegated him to end his days in a faraway land. It is really difficult to remain insensitive in front of so much pain and soul’s suffering.

è tanto grande il desiderio di morte, che mi lamento con l’ira di Cesare perchè non vendica con la spada le sue offese… (III,3,39-40)”

Fa tuttavia che siano riportate in una piccola urna in patria le ossa: così non sarò esule anche da morto. Questo nessuno lo vieta…(III,3,65-66)”

“… the desire for death is so great that I complain about the wrath of Caesar because he does not avenge his offense swith the sword … (III, 3,39-40) “

“However, please arrange that the bones are brought back in a small urn at home: so I will not be an exile even as dead. No one forbids it … (III, 3.65-66)”

Decreto dell’imperatore Tiberio I sec d.C da tomi o Histria – Museo Archeologico di Costanza. L’iscrizione riporta un decreto in cui si esprime preoccupazione per la situazione delle città greche del litorale sinistro del Ponto a causa delle pressioni delle popolazioni barbare. – Decret of Emperor Tiberius  I AD from Tomi or Histria – The inscription contains a decree expressing concern over the situation of the Greek cities on the left bank of Pontus due to the pressure of the barbarian peoples. – Archeological Museum Constanta.

E poi la rabbia e il senso di impotenza che ogni tanto emergono tra le righe :

Spesso furono versate anche lacrIme mentre scrivevo e le lettere si bagnarono del mio pianto…quando poi mi volgo a ricordare chi sono e chi ero e mi rammento in quale e da quale stato mi ha ridotto il caso, spesso la mano impazzita, adirata contro la poesia e contro se stessa, ha posto i miei carmi da bruciare sul rogo. E così poichè di molti carmi ne restano pochi, leggili, chiunque tu sia, con indulgenza.(IV,1,95-104)”

And then the anger and the sense of impotence that sometimes arise between the lines:

“I often shed tears while I was writing and the letters got wet of my tears … when I then turn to remember who I am and who I was and I remember in which and from which condition destiny has transformed me,  often the hand goes crazy, furious against the poetry and against herself, she has placed my poems to be burned at the stake, and because not many of them remain, read them, whoever you are, with indulgence. (IV, 1,95-104) “

Statua di Ovidio a Costanza (Romania) – Ovid’s statue in Constanta – Photo credit by ©Carole Raddato

LA MOSTRA “Ovidio, amori, miti e altre storie” – THE EXHIBITION ” Ovid, loves, myths and other stories” (Scuderie del Quirinale, Roma 17/10/18-20/01719)

A questo grande autore e poeta è stata dedicata recentemente una bellissima mostra che ha raccolto nelle sue sale opere meravigliose provenienti da tutta Italia e da alcuni musei d’ Europa.

Nelle prime sale erano esposte opere sull’Amore, poi quelle che richiamavano le Metamorfosi e infine il richiamo alla malinconia e al dolore di un esilio forse ingiusto che la storia ci ha consegnato con il mistero di quel famoso “errore” che fece infuriare l’imperatore. Fu un errore così grave? Non poteva essere perdonato alla luce del grande pentimento che Ovidio racconta e scrive nelle sue lettere da Tomi? Forse fu un errore non voluto e di certo non commesso per parlare male di Augusto, infatti Ovidio lo loda in continuazione, ma non lo sapremo mai, a noi restano quelle righe dove il poeta mette a nudo il suo animo e il suo dolore nella speranza di essere capito. Di certo il perdono non arrivò mai, ma Ovidio ci lascia la consapevolezza che sarà, nonostante tutto, ricordato.

Scuderie del Quirinale, Roma

To this great author and poet it has been recently dedicated a beautiful exhibition which has collected in its halls wonderful works from all over Italy and from some foreign countries museums. The first part was dedicated to “love”, then to the “Metamorphosis” and then it ends with the sadness and the pain of an unjust exile  that history has transmitted to us with the mystery of that famous “Ovid’s error” which made the emperor mad.  Was it really such a serious mistake? Could not it be forgiven in the light of the great repentance that Ovid tells and writes in his letters from Tomi? Perhaps it was an unwanted error and certainly it was not committed to think badly about Augustus, in fact Ovid praises him continuously. We will never know,  we only have  those lines where the poet reveals his intimate soul and his pain in the hope of being understood. Certainly the forgiveness never came, but Ovid between the lines, leaves us his awareness that he will be, in spite of everything, remembered.

Ritratto di Ovidio – Giovan Battista Benvenuti, 1505-1510, (sullo sfondo il mito di Latona e dei contadini della Licia che richiama le Metamorfosi e l’esilio come anche il porto e la barca a remi) -Portrait of Ovid – Giovan Battista Benvenuti, 1505-1510, (in the background the myth of Latona and of the Lycian peasants recalling the Metamorphoses and the exile as well as the port and the rowing boat)

L’ARTE DI AMARE – THE ART OF LOVE

Statua di Venere Callipigia, metà II sec d.C dal Museo Archeologico di Napoli – Statue of Venus Callipyge, half 2nd century AD from the Archaeological Museum of Naples  – Statua di Eros con l’arco – I sec d.C dal Museo Archeologico di Venezia – Statue of Eros with the arch – 1st century AD from the Archaeological Museum of Venice

Affresco con Satiro e Menade, Casa degli Epigrammi, Pompei, (IV stile 60-79 d.C ) – Fresco with Satyr and Maenad, House of Epigrams, Pompeii, (IV style 60-79 AD)

Venere pudica II sec d. C da Galleria Uffizi, Firenze – Pudic Venus II century d. C from Galleria Uffizi, Florence –

AUGUSTO E LA SUA FAMIGLIA – AUGUSTUS AND HIS FAMILY

Augusto come Pontefice Massimo prima metà I sec d.C da Aquileia, Museo Archeologico – Augustus as Pontifex Maximus first half of the 1st century AD from Aquileia, Archaeological Museum

Statua di Livia 38-40 d.C da Velleia, Museo Archeologico Parma – Statue of Livia, 38-40 AD from ancient city of Veleia.

Giulia Maggiore, (39 a.C – 14 d.C) e i suoi tre mariti – Giulia era l’unica figlia di Augusto e della sua seconda moglie Scribonia. –  Julia the Elder (39 BC – 14 CE) and her three husbands – She was the only daughter of Augustus and his second wife Scribonia

Da Sx: Giulia Maggiore, 12 a.C, Tolosa Musee saint Raymond / Marcello, 25-20 a.C Roma, Fondazione SG / Agrippa, fine I sec a.C dal teatro di Marcello, Roma/ Tiberio, I sec d.C da Caserta From the left: Julia the Elder, 12 BC, Toulouse Musee Saint Raymond / Marcellus, 25-20 BC Rome, SG Foundation/ Agrippa,  end of 1st century BC from the theater of Marcellus, Rome / Tiberius, 1st century AD from Caserta.

Giulia Minore, fine I sec a.C da Fiumicino, era la figlia di Giulia Maggiore e il suo secondo marito Agrippa – Julia the Younger, daughter of Julia the Elder and her second husband Agrippa. End of I century BC from Fiumicino area.

Rilievo delle Vestali – I sec d.C (età Flavia) da Agrigento? Museo Archeologico Salinas di Palermo – Relief of the Vestals, 1st century AD (Flavian Age) from Agrigento? Salinas Archaeological Museum of Palermo

METAMORFOSI – THE METAMORPHOSIS

Il manoscritto qui sotto, realizzato a Bari tra la fine del XI sec e l’inizio del XII è il più antico esemplare di miniato delle Metamorfosi di Ovidio a oggi conosciuto. Le creature fantastiche dipinte tra le sue pagine non sempre hanno precisi rapporti con i racconti ovidiani. Tuttavia a volte le figure sembrano seguire i versi del poema come nel caso di “Io e Argo”, la ninfa è già mutata in giovenca mentre il mostruoso carceriere è ritratto nudo con il corpo completamente cosparso di occhi, secondo una tipologia illustrativa nella ceramica attica del VI-V sec a.C – The manuscript below, made in Bari between the end of the eleventh century and the beginning of the twelfth century is the oldest example of illuminated manuscript of the Metamorphosis of Ovid known today. The fantastic creatures painted in its pages do not always have precise relations with Ovid’s stories. However, sometimes the figures seem to follow the verses of the poem as in the case of “Io and Argo”, the nymph has already changed into a heifer while the monstrous captor is portrayed naked with the body completely covered with eyes, according to an illustrative typology in Attic ceramics of the VI-V century BC.

Metamorfosi, XI-XII sec, membranaceo (parchment) -Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III Napoli.

Leda e il cigno, replica di età tardo adrianea , dal Museo Archeologico di Venezia – Leda and the swan, replica of the late Hadrian period, from the Archaeological Museum of Venice.

Gruppo di Afrodite ed Eros, età ellenistica? Museo Archeologico di Eretreia, Ephorate of Antiquities of Euboea (Hellenistic period?)

Leonardo da Vinci,  Tintoretto, Botticelli e molti altri grandi pittori italiani e stranieri riempiono le pareti tra le bellissime statue.  – Leonardo da Vinci, Tintoretto, Botticelli and many other great Italian and foreign painters fill the walls among the beautiful statues.

Leda e il cigno – copia da Leonardo da Vinci, 1520 – Galleria Borghese Roma

“Leave me the last one” cries the mother, “she’s the youngest one! Of all I ask you only the youngest, she alone” [Metamorphosis]

Statua di Niobide Chiaramonti – Villa Adriana,- Tivoli –  Musei  Vaticani – Statue of Chiaramonti Niobid from Hadrian’s Villa in Tivoli, now at Vatican Museums

L’IMMORTALITA’ – THE IMMORTALITY

Trionfo di Ovidio (Ovid’s Triumph) – Nicolas Poussin, 1625 – Gallerie Nazionali d’Arte Antica, Roma

“Etenim maiora libelli et diuturna magis sunt monumenta mihi, quos ego confido, quamvis nuocere, daturos nomen et auctori tempora longa suo.”

[Tristia, III,3, 7-80]

“Infatti più grande e duraturo monumento sono per me i miei libri che, ho fiducia, anche se gli hanno nuociuto, daranno fama e immortalità al loro autore.” ❤

In fact, the greatest and lasting monument for me are my books which, I trust, even if they have harmed him, they will give fame and immortality to their author.”

 

Bibliografia:

“Tristia” – Ovidio  – Ed. Garzanti 2016

“Metamorfosi” – Ovidio – Ed Einaudi 2018

La mostra: “Ovidio, Amori, miti e altre storie” la mostra – Scuderie del Quirinale, Roma

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