Il leone del Pireo: dalle navi Ateniesi a quelle Vichinghe.

Il Leone del Pireo – Arsenale di Venezia

C’era una volta un leone che fu messo di guardia, grande e maestoso, al porto ateniese del Pireo. Alcuni dicono che fu messo per onorare la vittoria di Temistocle a Salamina contro le navi Persiane nel 480 a.C, altri invece che fu messo lì intorno al 360 a. C come monumento funerario. E’ alto quasi  tre metri,  è di marmo pario e oggi è  seduto di guardia davanti all’ Arsenale di Venezia.  Prima di vedere i veneziani però, dopo aver osservato per circa 1200 anni le navi ateniesi entrare e uscire dal porto del Pireo il bellissimo leone vide anche le famose navi Vichinghe.

Intorno alla seconda metà dell’XI secolo, mercenari vichinghi probabilmente i Variaghi, al servizio dell’Impero Bizantino erano stati inviati in Grecia a reprimere una rivolta e incisero due lunghe iscrizioni runiche sulle spalle e sui fianchi del leone. Le rune sono incise seguendo la forma di un elaborato lindworm (dragone), motivo ricorrente in altre pietre runiche ritrovate in Scandinavia. Le scritte furono riconosciute come tali solo alla fine del XVIII secolo quando furono notate dal diplomatico svedese Johan David Åkerblad.  Cosa dicono? Quale messaggio vollero lasciare? Fu una bravata? Chissà, forse semplicemente scrissero alla loro maniera “io sono stato qui“. Le traduzioni furono un paio ma la cosa interessante è che compaiono i nomi di Harald, Ragnar e Ivar. Per chi è un estimatore della mitologia norrena e più recentemente della serie tv “Vikings” riconoscerà senz’altro questi nomi anche se la datazione reale dei graffiti è di molto posteriore alla loro reale o presunta esistenza. Tutto ciò è comunque affascinante.

Lato destro del leone:

  • ASMUDR : HJU : RUNAR : ÞISAR : ÞAIR : ISKIR : AUK: ÞURLIFR : ÞURÞR : AUK : IVAR : AT : BON : HARADS : HAFA : ÞUAT : GRIKIAR : UF : HUGSAÞU : AUK : BANAÞU :
    • Asmund incise queste rune con Asgeir e Thorleif, Thord e Ivar, su richiesta di Harold l’Alto, nonostante i greci riflettendoci lo vietino.

Lato sinistro del leone:

  • HAKUN : VAN: ÞIR : ULFR : AUK : ASMUDR : AUK : AURN : HAFN : ÞESA : ÞIR : MEN : LAGÞU : A : UK : HARADR : HAFI : UF IABUTA : UPRARSTAR : VEGNA : GRIKIAÞIÞS : VARÞ : DALKR : NAUÞUGR : I : FIARI : LAÞUM : EGIL : VAR : I : FARU : MIÞ : RAGNARR : TIL : RUMANIU . . . . AUK : ARMENIU :
    • Hakon con Ulf e Asmund e Örn conquistarono questo porto. Questi uomini e Harold l’Alto imposero una forte tassa a causa della rivolta dei greci. Dalk è tenuto prigioniero in terre lontane. Egil è andato in missione con Ragnar in Romania e in Armenia.

    Il Leone e pannello con didascalia dal Museo Storico Navale di Venezia – Explanation panel from  Venice Naval History Museum

    Once upon a time there was a lion who was a great and majestic guard at the Athenian port of Piraeus. Some say it was put there to honor the victory of Themistocles in Salamis against the Persian ships in 480 BC, while others says that it was placed there around 360 BC. C as a funerary monument. It is almost three meters high made of parian marble, but today he is sitting as guard in front of the Arsenal of Venice. Before seeing the Venetians, however, after observing for about 1200 years the Athenian ships entering and leaving the port of Piraeus, the beautiful lion also saw the famous Viking ships.

    Around the second half of the eleventh century, Viking mercenaries probably the Varaghi in the service of the Byzantine Empire, who had been sent to Greece to suppress a revolt, engraved two long runic inscriptions on the shoulders and flanks of the lion. The runes are engraved in the form of an elaborate lindworm (dragon), a recurring motif in other runic stones found in Scandinavia. The inscriptions were recognized as such only at the end of the 18th century when they were noticed by the Swedish diplomat Johan David Åkerblad. What do they say? Which are the messages they wanted to leave? Was it a stunt? Who knows, maybe they simply wrote in their way “I’ve been here“. The translations made were a couple but the interesting thing is that the names of Harald, Ragnar and Ivar appear. For who is  an admirer of Norse mythology and more recently of the TV series “Vikings” will certainly recognize these names even if the actual dating of the graffiti is much later than their real or alleged existence. All this is however fascinating.

    Spalla destra, incisioni runiche – leone del Pireo – Arsenale di Venezia (right side)

    Right side of the lion:

    • ASMUDR : HJU : RUNAR : ÞISAR : ÞAIR : ISKIR : AUK: ÞURLIFR : ÞURÞR : AUK : IVAR : AT : BON : HARADS : HAFA : ÞUAT : GRIKIAR : UF : HUGSAÞU : AUK : BANAÞU :
      • Asmund cut these runes with Asgeir and Thorleif, Thord and Ivar, at the request of Harold the Tall, though the Greeks considered about and forbade it.

    Left side of the lion:

    • HAKUN : VAN: ÞIR : ULFR : AUK : ASMUDR : AUK : AURN : HAFN : ÞESA : ÞIR : MEN : LAGÞU : A : UK : HARADR : HAFI : UF IABUTA : UPRARSTAR : VEGNA : GRIKIAÞIÞS : VARÞ : DALKR : NAUÞUGR : I : FIARI : LAÞUM : EGIL : VAR : I : FARU : MIÞ : RAGNARR : TIL : RUMANIU . . . . AUK : ARMENIU :
      • Hakon with Ulf and Asmund and Örn conquered this port. These men and Harold Hafi imposed a heavy fine on account of the revolt of the Greek people. Dalk is detained captive in far lands. Egil is gone on an expedition with Ragnar into Romania and Armenia.

    Spalla sinistra, incisioni runiche – leone del Pireo – Arsenale di Venezia (left side)

    Nave lunga vichinga usata per la battaglia – Scala 1:50 Museo Storico Navale Venezia (Viking long ship used for battle – Scale 1:50 Venice Naval History Museum)

    Un altro leone quasi identico è invece seduto nel Museo Archeologico del Pireo, anche lui delle stesse dimensioni e molto simile  fu ritrovato al Pireo nel quartiere di Moschato (Μοσχάτου) – Another almost identical lion is instead seated in the Archaeological Museum of Piraeus, also of the same size and very similar found in Piraeus in the Moschato district (Μοσχάτου)

    Il Leone del Pireo al Museo Archeologico del Pireo – Atene

    Il leone veneziano dopo aver vegliato sul porto greco per quasi 2000 anni fu però nel 1687 sradicato e portato a Venezia come bottino di guerra dal comandante navale Francesco Morosini durante le guerre della Lega Santa contro l’Impero Ottomano, quando i veneziani assediarono Atene. Oggi è lì seduto insieme ad altri tre leoni di cui uno molto più antico risalente al VII sec a.C, uno dei famosi leoni dell’isola sacra di Delo, l‘isola delle Cicladi che nel mito fu il luogo di nascita di Apollo e di sua sorella Artemide. Il povero leone mancante della testa fu restaurato con una testa posticcia decisamente orribile. – The lion after having watched over the Greek port for almost 2000 years, however, was uprooted in 1687 and brought to Venice as war spoils by the naval commander Francesco Morosini during the wars of the Holy League against the Ottoman Empire, when the Venetians besieged Athens. Today he is sitting there with other three  lions, one of which is much older, theVII century BC lion one of the famous lions of the sacred island of Delos, the island of the Cyclades which in the myth it was the birthplace of Apollo and his sister Artemis. The poor lion has now a new horrible modern restored head.

    Leone di Delo con testa moderna – Arsenale di Venezia

    Una copia del leone portato a Venezia è stata messa al porto del Pireo dove era in origine. – A copy of the lion brought to Venice is now placed at the port of Piraeus where the original one was. 

    Arsenale di Venezia – Venice’s Arsenal

     

Foto del leone copia al Porto del Pireo (Photo source: https://xromonastiri.wordpress.com)

BIBLIOGRAFIA:

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