Traiano e Plinio, l’amicizia e l’impero in 121 lettere.

Marcus Ulpius Nerva Traianus e Caius Plinius Caecilius Secundus. Uno è il più grande imperatore che Roma abbia mai avuto, l’altro è uno scrittore, magistrato e avvocato romano. Uno viene ricordato soprattutto per aver sconfitto i Daci una volta per tutte e l’altro perchè lo zio naturalista e militare Plinio il Vecchio, morì portando i soccorsi alla popolazione di Pompei durante l’eruzione del Vesuvio. La loro fu una amicizia nata negli ambienti della politica e che rimase fino alla morte di Plinio, un esempio di equilibrio, di affetto e di rispetto reciproco. Un’amicizia sincera che si intravede ma che più spesso viene dichiarata apertamente da entrambi tra le righe di 121 lettere che Plinio raccolse nel Libro X del suo lungo Epistolario. – 

Busto di Traiano, II sec d.C – Mostra “Traiano, costruire l’Impero, creare l’Europa” Mercati di Traiano. Roma

TRAIAN AND PLINY, A FRIENDSHIP AND AN EMPIRE BETWEEN THE LINES OF 121 LETTERS

Marcus Ulpius Nerva Traianus and Caius Plinius Caecilius Secundus. One is the greatest emperor Rome has ever had, the other is a Roman writer, magistrate and lawyer. One is remembered above all for having defeated the Dacians once and for all and the other because the naturalist and military uncle Pliny the Elder, died carrying relief to the population of Pompeii during the eruption of Vesuvius. Their friendship was born in the circles of politics and remained until the death of Pliny, an example of balance, affection and mutual respect. A sincere friendship that can be glimpsed but which is more often declared openly by both between the lines of 121 letters that Pliny collected in Book X of his long Epistolary.

Fa un certo effetto leggere delle lettere che furono spedite e lette 2000 anni fa, perchè è come andare a sbirciare nella corrispondenza privata di due amici che però stanno anche reggendo le redini, uno di un impero e l’altro di una provincia. Il carteggio che Plinio tiene con l’imperatore Traiano fu infatti scritto durante il suo incarico di governatore della Bitinia (tra il 111 e il 114 d.C anno della sua morte) e fu pubblicata postuma, forse per iniziativa di qualche amico dello scrittore. Delle 121 lettere, 73 sono quelle scritte da Plinio e 51 sono le risposte di Traiano.  C’è chi pensa che Traiano inviò Plinio in Bitinia per riportare la tranquillità in una provincia  che avrebbe costituito la base di partenza  per la sua progettata campagna contro i Parti. La fiducia e l’amicizia che l’imperatore ripone in Plinio è enorme. Infatti Plinio non va in Bitinia come proconsole, cioè come governatore di una provincia senatoria, ma come “legatus propraetor consulari potestate“, cioè come inviato personale dell’imperatore in una provincia diventata di fatto imperiale. Traiano ha piena fiducia nel suo legato e glielo scrive, lo ha mandato addirittura al suo posto: “e in realtà anche tu ti preoccuperai di render loro ben chiaro che io ti ho scelto perchè ti recassi da loro al posto mio” (lett.18)

It makes a certain effect to read the letters that were almost certainly sent and read 2000 years ago, because it is like going to peek into the private correspondence of two friends who are also holding the reins, one of an empire and the other of a province . The correspondence that Pliny holds with the emperor Trajan was in fact written during his position as governor of Bithynia (between 111 and 114 AD the year of his death) and was published posthumously, perhaps on the initiative of some friend of the writer. Of the 121 letters, 73 are those written by Pliny and 51 are Trajan’s answers. Some think that Trajan sent Pliny to Bithynia to restore tranquility in a province that would be the starting point for his planned campaign against the Parties. The trust and friendship that the emperor has in Pliny is enormous. In fact Pliny does not go to Bithynia as a proconsul, that is, as governor of a senatorial province, but as “legatus propraetor consulari potestate”, that is as a personal envoy of the emperor in a province that has become in fact imperial. Trajan has full confidence in his legacy and writes it to him, he even sent him to his place: “and in reality you too will be concerned to make them clear that I have chosen you to go there in my place” (letter.18)

Foto Wikipedia – Pubblico dominio

Da parte sua Plinio cerca di meritare la stima e l’approvazione del principe, di cui conosce pregi e difetti, anche se di quest’ultimi non fa ovviamente mai cenno. Da qui la così detta “cronica incertezza” di Plinio: di un uomo cioè che pur pieno com’è di esperienza giuridica oltre che di cultura, di saggezza e buon senso, si rivolge continuamente a Traiano per chiedere consiglio anche su questioni insignificanti o di soluzione assai facile; tanto più che Traiano lo esorta non di rado a decidere lui, perchè stando sul posto può ovviamente decidere meglio. Ci si chiede quindi se questa esagerata premura non fosse più che altro un modo per tranquillizzare un principe per natura sospettoso e diffidente soprattutto per i precedenti di molti governatori che pensavano più ad arricchirsi che non a preoccuparsi del bene dei loro cittadini. Comunque sia le lettere fluiscono con uno stile ricco di umanità dove il letterato a volte è svagato e leggiadro e a volte molto presente ai problemi di amministratore, dove l’imperatore invece esce dalla sua cornice di intoccabile per essere a volte giudice integerrimo, generale scrupoloso ma anche benefattore e amico.

For its part Pliny tries to earn the respect and the approval of the Prince knowing his strengths and weaknesses, although these last ones he of course never mentions. Hence the so-called “chronic uncertainty” of Pliny: of a man who is full of juridical experience as well as of culture, wisdom and common sense, continually turns to Trajan to ask for advice even about insignificant matters or things of very easy solution; So very often Trajan urges often to decide  because being on the spot Pliny can of course decide better. One wonders, therefore, if this exaggerated concern was nothing more than a way to reassure a prince by nature suspicious and of distrustful nature, especially due to the precedents of many governors who thought more to enrich themselves than to think about the good of their citizens. However the letters flow with a style rich in humanity where the scholar is sometimes distracted and graceful and sometimes very present to the problems as administrator, where the emperor instead emerges from his frame of untouchable man to be sometimes a severe judge, a scrupulous general but also a benefactor and a friend.

Qui alcune lettere e frasi che illustrano così bene i rapporti tra i due uomini/ Here are some letters and phrases that illustrate the relationship between the two men :

L’AMICIZIA – THE FRIENDSHIP

Mi hai esposto sia i motivi privati, che sono molti, sia tutti gli altri di interesse pubblico a sostegno della tua domanda di congedo: mi sarebbe bastato anche solo il tuo desiderio Traiano a Plinio che gli chiede un mese di congedo per poter occuparsi della sua tenuta a Tiferno Tiberino (oggi Città di Castello in Umbria) –  [lett.9]

“You have exposed both the private motives which are many, and all the other reasons of public interest in support of your request for leave: It would have been enough just your desire” Trajan to Pliny who asks him a month of leave to care about his estate in Tiferno Tiberino (today Città di Castello in Umbria) – [letter.9]

Desidero venirti incontro per poter più presto, o signore, godere della gioia del tuo arrivo tanto atteso: permettimi dunque, ti prego, di venirti ad incontrare il più lontano possibile”  Plinio(che era in Italia) a Traiano durante il suo ritorno a Roma nella primavera del 99 d.C

“I would like to come to meet you so that I can, as soon as possible enjoy the joy of your long-awaited arrival: please allow me, therefore, to come and meet you as far as possible” Pliny (who was in Italy) to Trajan during his return to Rome in the spring of 99 AD

IL GENERALE – THE GENERAL

“Non c’è bisogno, mio carissimo Secondo, di destinare molti soldati alla guardia delle prigioni…d’altra parte ci resti ben fissa in mente anche la norma che dai reparti bisogna distaccare il minor numero di soldati” [lett. 20] Traiano a Plinio.

“Ho letto la supplica da te inviatami del centurione della sesta coorte di cavalleria P. Accio Aquila e, mosso dalle sue preghiere, ho concesso alla figlia la cittadinanza romana” [lett. 107] Traiano a Plinio.

“There is no need, my dearest Secundus, to allocate many soldiers to the guard of the prisons … on the other hand we must have firmly in mind the rule that the departments must detach the least number of soldiers” [lit. 20] Trajan to Pliny.

“I have read the plea from you sent to me by the centurion of the sixth cohort of cavalry P. Accio Aquila and, moved by his prayers, I have granted to his daughter the Roman citizenship” [letter. 107] Trajan to Pliny.

L’IMPERATORE -THE EMPEROR

Plinio nella famosa lettera 96 scrive a Traiano delle sue perplessità su come trattare giuridicamente i Cristiani: “E’ per me un dovere, o signore, deferire a te tutte le
questioni in merito alle quali sono incerto. Chi infatti può meglio dirigere la mia titubanza o istruire la mia incompetenza? Non ho mai preso parte ad alcun processo a carico dei cristiani; perciò ignoro che cosa solitamente, ed entro quali limiti si sottopone a inchiesta o si colpisce con una pena…”

“La via da te seguita, mio carissimo Secondo, nell’esame dei processi di coloro che ti furono denunziati come cristiani è stata quella giusta…in caso di denuncia o confessione vanno puniti e a chi si dichiari pentito, per quanto sia sospetto il passato, il perdono.Per quanto riguarda le denuncie anonime non devono aver valore in nessuna accusa; chè sarebbe di pessimo esempio e contrario allo spirito dei nostri tempi” [lett.97] Traiano a Plinio

Pliny in the famous letter 96 writes to Trajan about his perplexities about how to treat Christians in a juridical way: “It is a duty for me, o sir, to refer all matters concerning which I am uncertain to you, to who can best direct my hesitation or to instruct my incompetence, I have never taken part in any trial against Christians, so I do not know what, usually, and within what limits it undergoes an investigation or it is decided with a penalty … ”

“The way you followed, my dear Secundus in the examination of the trials of those who were denounced as Christians was the right one … in case of a denunciation or a confession it should be punished and to those who declare themselves repentant, evenif it is suspicious about the past, give forgiveness. As for the anonymous denunciations, they must not have any value in any accusation, which would be a bad example and contrary to the spirit of our times “[letter.97] Trajan to Pliny

“I salvacondotti il cui termine di validità è già spirato, non devono essere usati; è per questo che tra le prime norme che m’impongo c’è quella di inviare in tutte le provincie i nuovi salvacondotti prima che se ne possa lamentare la mancanza” [lett.46]

“The safe-conducts whose term of validity has already expired, must not be used, that’s why among the first rules that are my duty are to send to all the provinces the new safe-conducts before they can complain their lack” (letter 46)

L’AMORE PER LE DONNE DI FAMIGLIA – THE LOVE FOR THE FAMILY’S WOMEN 

“Finora o signore non ho mai munito alcuno di salvacondotto nè mai ho fatto partire persona per un affare che non riguardasse te. Eppure, questa norma costantemente osservata sono stato costretto a infrangerla per un caso di necessità. Mia moglie, appena avuto la notizia della morte del nonno, ha voluto correre da sua zia e io non me la sono sentito di negarle l’uso di questo privilegio….” Plinio a Traiano [lett. 120] – (La famiglia di Plinio viveva a Como)

Ben giustamente, mio carissimo Secondo hai confidato nei miei sentimenti e non ti doveva nemmeno sfiorare il dubbio, qualora avessi atteso di consultarmi se convenisse agevolare il viaggio di tua moglie con i salvacondotti che io ti ho dato per le esigenze d’ufficio, dato che ella doveva anche con la celerità del viaggio accrescere nella zia il piacere del suo arrivo” Traiano a Plinio [lett.121]

“So far, sir, I never provided any of safe conduct, nor did I ever let a person to leave for a deal that does not concern you. Yet, this rule consistently observed I was forced to break due to a case of necessity. My wife just had the news of the death of her grandfather, she wanted to run to his aunt and I did not feel comfortable denying her the use of this privilege …. “Pliny to Trajan [lit. 120] – (Plinio’s family lived in Como)

“Very rightly, my dear Secundus, you confided in my feelings and did not even have the doubt, if you had waited to consult me if it was convenient to facilitate the journey of your wife with a safe conduct that I gave you for office needs, given that she also needed a fast journey, to increase in the aunt the pleasure of her arrival “Trajan to Pliny [lett.121]

Matidia Salonina, figlia di Marciana sorella di Traiano. Fu da lui considerata come una figlia. Busto dalla mostra “Traiano, costruire l’Impero, creare l’Europa” Mercati di Traiano. Roma

Queste lettere insomma sono una grande finestra sulla vita imperiale dell’inizio del II sec d.C ma sono soprattutto l’eredità di due uomini che furono legati da un sentimento sincero di amicizia, un legame che nonostante la distanza che li separò negli ultimi anni di vita di Plinio, rimase forte e vitale. Si percepisce inoltre la grande statura di uno dei più grandi imperatori e generali che Roma abbia mai avuto, un uomo che mentre scrive pur non volendolo sottolineare, ti lascia capire che di questo suo ruolo ebbe una profonda consapevolezza e responsabilità. Anche in questo Traiano fu certamente uno dei più grandi imperatori che la storia ci ha lasciato.

Grazie Plinio. ❤

In short, these letters are a great window on the imperial life of the beginning of the second century AD, but above all the legacy of two men who were bound by a sincere feeling of friendship, a bond that despite the distance that separated them in the last years of life of Pliny, remained strong and vital. We also perceive the great stature of one of the greatest emperors and generals that Rome has ever had, a man who while writing but not wanting to underline it, lets you understand that his was aware of his role and had a profound awareness of it and responsibility. Also in this Trajan was certainly one of the greatest emperors that history has left us.

Thank you Pliny ❤

Dettaglio del plastico del trionfo sui Daci – Mostra “Traiano, costruire l’Impero, creare l’Europa” Mercati di Traiano. Roma

Bibliografia:

“Lettere, Libro X” Plinio il Giovane – Testo latino, versione e introduzione di Giovanni Bellardi –  Edizione Zanichelli  1982

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