Micene: Omero la raccontò, Pausania la osservò, Schliemann la scavò.

Lamine d’oro intarsiate, dalla grande tomba circolare  A – Gold decorated foils from Grave Circle A – Museo Archeologico di Atene

“Così egli laggiù, ammassando molta ricchezza ed oro, errava con le navi tra genti straniere; e intanto Egisto tramò in casa quei piani funesti:ucciso l’Atride, il popolo fu da lui sottomesso. Per sette anni regnò su Micene ricca di oro…”

[Odissea Libro III 301-304]

“So he was wandering there with his ships among men of strange speech,gathering much livelihood and gold;but meanwhile Aegisthus devised this woeful work at home.  Seven years he reignedover Mycenae, rich in gold…”

[Odyssey Book III 301-304]

Plastico di Micene – Museo archeologico di Atene

Omero ci parla di Micene sia nell’Iliade che nell’Odissea. Brevi versi ma tutti con la stessa precisazione: “Micene ricca di oro“. La città argiva è nella storia greca forse quella più amata perchè è anche la più controversa; trascinata prepotentemente sin dall’inizio nel mito insieme ai suoi re e alle sue regine in un misto tra realtà, storia archeologica e leggenda, Omero ce la racconta magnifica, una città luminosa in un’epoca eroica e splendente di gloria. Finita quell’epoca superba entrò però in una dimensione di delitti, di orrori familiari, di tradimenti, venne ricoperta di sangue e sottomessa ai tiranni cadendo successivamente in un oblio senza onori fino a quando la tragedia greca la farà protagonista nelle trame e nelle scenografie dei suoi teatri del V sec a.C. Finirà per ridursi, durante l’occupazione romana, ad un semplice borgo, quando scomparsa, dimenticata, addirittura svanita dal panorama geografico, ridotta a cumuli di macerie e mura ricoperte da rovi, riuscirà lo stesso a far scrivere di sè quando Strabone e Pausania passarono di lì. Cosa videro, cosa ci raccontano?

– Homer speaks of Mycenae both in the Iliad and in the Odyssey. Short verses but all with the same clarification: “Mycenae rich in gold“. The Argive city is in history perhaps the most beloved one but also the most controversial one because it has been overwhelmingly dragged since the beginning into the myth together with its kings and its queens in a mixture of reality, archaeological history and legend. Homer tells us it was magnificent, in a heroic and shining epoch of glory. Then after that superb era it entered a dimension of crimes, of family horrors, of betrayals, it was covered with blood and subjected to tyrants and then it fell into oblivion without honors until the Greek tragedy made it protagonist in the plots and scenographies of its 5th century BC theaters. Finally it  end up being a simple village during the Roman occupation, it disappeared, fwas orgotten, even vanished from the geographical landscape, reduced to heaps of rubble, the walls covered with brambles, but nevertheless it brought people to write about it when Strabo and Pausanias travelled there. What did they see? what do they tell us?

L’acropoli di Micene – The acropolis of Mycenae

Pausania arrivando a Micene nel II sec d.C così ci racconta:

“Rimangono tuttavia alcune parti delle mura della città, inclusa la porta, su cui si ergono leoni. Si dice che anche questi siano opera dei Ciclopi, i quali costruirono per Proetus il muro di Tirinto. Nelle rovine di Micene c’è una fontana chiamata Persea; ci sono anche camere sotterranee di Atreo e dei suoi figli, in cui sono stati conservati i loro tesori. C’è la tomba di Atreo, insieme alle tombe di coloro che sono tornati con Agamennone da Troia e furono uccisi da Egisto dopo aver dato loro un banchetto.
Per quanto riguarda la tomba di Cassandra, è rivendicata dai Lacedaemoniani che dimorano intorno ad Amyclae. Clitemnestra e Egisto furono sepolti a poca distanza dal muro. Furono ritenuti indegni di un luogo al suo interno, dove si trovava lo stesso Agamennone e quelli che furono assassinati con lui.”[Pausania 2.16.5-6]

Poi arrivò Schliemann che il 19 agosto1876 scrisse:

“Sono venuto qui il 7 agosto per la stessa via che è descritta da Pausania. La distanza da Argo a Micene è di cinquanta stadi, un miglio tedesco e un quarto. La guida e i soldati che avevano fatto a piedi tutto il cammino da Corinto erano così stanchi che non mi poterono seguire alla cittadella. D’altra parte essi non conoscevano Micene neppure di nome, non sapevano niente degli eroi ai quali la città deve la sua fama, e quindi non mi potevano essere di alcuna utilità… portai allora con me soltanto un contadinello che conosceva la cittadella col nome di “Fortezza di Agamennone.”

poi continua a scrivere…

“Strabone dice: <<Oggi Micene non esiste più >>. Ma pare che non sia stato sul posto, altrimenti avrebbe menzionato le rovine e la cittadella, la porta dei leoni, il tesoro di Atreo e dei suoi figli…. di Elettra, di Egisto e di Clitemnestra. Siccome queste ultime due tombe <<giacciono un po’ discoste dal muro, perchè essi furono ritenuti indegni di essere sepolti all’interno, dove riposavano Agamennone e quelli uccisi con lui (Pausania) >>, se ne può concludere che Pausania vide tutti i mausolei nella fortezza stessa e che quelli di Egisto e Clitemnestra erano fuori delle mura di cinta della cittadella.”

e finisce così:

“Di tutti questi monumenti sepolcrali non esiste più traccia. Ma senza dubbio li si troverebbe scavando.

[H. Schliemann ]

Figurine di tori – Animal figurines like bulls – Museo Archeologico di Micene

Pausanias in his description of Greece in the II century AD arrived at Mycenae and thus tells us: “There still remain, however, parts of the city wall, including the gate, upon which stand lions. These, too, are said to be the work of the Cyclopes, who made for Proetus the wall at Tiryns.In the ruins of Mycenae is a fountain called Persea; there are also underground chambers of Atreus and his children, in which were stored their treasures. There is the grave of Atreus, along with the graves of such as returned with Agamemnon from Troy, and were murdered by Aegisthus after he had given them a banquet. As for the tomb of Cassandra, it is claimed by the Lacedaemonians who dwell around Amyclae. Clytemnestra and Aegisthus were buried at some little distance from the wall. They were thought unworthy of a place within it, where lay Agamemnon himself and those who were murdered with him.” [Pausanias 2.16.5-6]

Then came Schliemann who wrote on 19 August 1876: “I came here on August 7th along the same route that is described by Pausanias.The distance from Argos to Mycenae is fifty stages, a german mile and a quarter.The guide and the soldiers who had walked all the way from Corinth were so tired that they could not follow me to the citadel.On the other hand they did not know Mycenae even in name, they knew nothing of the heroes to whom the city owes its fame, and therefore they could not be of any use to me … with me only a peasant who knew the citadel with the name of “Fortress of Agamemnon.”

then he continues …

Strabo says:”Mycenae no longer exists today.“But it seems that he never was there otherwise he would have mentioned the ruins and the citadel, the gate of the lions, the treasure of Atreus and his sons. Elettra, Aegistus and Clytemnestra, since these last two tombs lie a little apart from the wall, because they were deemed unworthy to be buried inside, where Agamemnon and those killed with him rested(Pausanias),so we can conclude that Pausanias saw all the mausoleums in the fortress itself and that those of Aegistus and Clytemnestra were outside the walls of the citadel”

and ends like this:

Of all these sepulchral monuments there is no longer any trace, but no doubt we would find them digging.”

[H. Schliemann] 

Immagine del disegno di Schliemann, Museo Archeologico di Micene

Possiamo criticare Schliemann perchè nello scavare probabilmente causò dei danni, del resto all’epoca i mezzi a disposizione erano solo le mani e pochi attrezzi da contadino e poi perchè da Troia portò all’estero una buona parte di ciò che trovò, ma ebbe comunque un grande merito: fu uno dei primi che andò alla ricerca delle antiche città leggendo le fonti, studiandole, cercando di capire se poeti e viaggiatori avessero o no visto ciò che descrivevano, entrando nella loro testa come meglio poteva, spinto da una passione a dir poco incontrollabile. Un lavoro il suo, nato dall’amore per la storia. Leggendo il suo libro si suda sotto il sole con lui, si passano notti insonni a scrivere di scoperte e di emozioni, si viaggia a piedi e su dorsi di muli e cavalli ossuti, ci si emoziona come bambini nel tenere in mano maschere d’oro appoggiate sui visi mummificati e in cenere di uomini e donne vissuti 3000 anni fa. – We can criticize Schliemann because in the digging he probably caused damage, but after all at that time the means available were only the hands and  few farmer’s tools and then because from Troy he brought abroad a good part of what he found, but he still have a great merit: he was one of the first men who went in search of ancient cities reading the sources, studying them, trying to understand if poets and travelers had or had not seen what they described, entering in their head as best as he could, driven by a passion almost uncontrollable. A work  born from love for history. By reading his book you sweat in the sun with him, you spend sleepless nights writing in discoveries and emotions, traveling on foot and on the backs of mules and bony horses, you get excited like a child when holding gold masks lean on the mummified faces and ashes of men and women who lived 3000 years ago.

Interno della Tomba dei Leoni – The inner part of the Lions Tomb

“Divino figlio di Laerte, Odisseo pieno di astuzie,
non mi vinse Poseidone dentro le navi
dopo aver suscitato un aspro uragano di venti,
e neanche mi uccisero a terra uomini ostili,
ma Egisto dopo aver preparato la morte e il destino con la mia sposa funesta mi uccise, invitandomi a casa a mangiare, come uno che uccide
un toro alla greppia…”
[Odissea, XI-405-412]

“Son of Laertes, sprung from Zeus, Odysseus of many devices, neither did Poseidon smite me on board my ships, when he had roused a furious blast of cruel winds, nor did foemen work me harm on the land, but Aegisthus wrought for me death and fate, and slew me with the aid of my accursed wife, when he had bidden me to his house and made me a feast, even as one slays an ox at the stall”

[Odyssey, XI-405-412]

LA TOMBA DI CLITEMNESTRA – CLYTEMNESTRA’S TOMB

Tomba di Clitemnestra, entrata dal dromos – Micene/ Tomb of Clytemnestra, the entrance.

Tomba di Clitemnestra, dettaglio del triangolo di scarico della porta – Micene/ Tomb of Clytemnestra, detail of the weight’s relieve triangle of the door.

LA TOMBA DI EGISTO – AEGISTUS TOMB

Tomba di Egisto Micene/ Aegistus Tomb Mycenae

Tomba di Egisto, la porta Micene/ Aegistus Tomb, the door Mycenae

Tomba di Egisto, la volta crollata del Tolos ,Micene/ Aegistus Tomb, the collapsed vault of the Tolos, Mycenae

LA TOMBA DI AGAMENNONE O TESORO DI ATREO – THE TOMB OF AGAMEMNON or TREASURE OF ATREUS

Tesoro di Atreo – Aetreus Tomb – Micene

I TESORI E IL TELEGRAMMA AL RE – THE TELEGRAM TO THE KING

“Vostra Maestà, è con immenso piacere che vi informo che ho scoperto le tombe che, secondo il racconto di Pausania, appartengono ad Agamennone, a Cassandra e ai loro compagni assassinati da Clitemnestra e dal suo amante, Egisto, durante una festa. Le tombe sono racchiuse in un doppio cerchio di pietre, qualcosa che può essere stato costruito solo in onore di personaggi di grande rispetto. Dentro le tombe, ho scoperto favolosi tesori e oggetti antichi di oro massiccio. Questi tesori da soli sono sufficienti per riempire un grande museo che diventerà il più famoso al mondo e attirerà miriadi di stranieri in Grecia da ogni terra…”

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“Quando abbiamo cominciato a scavare dal lato sud lo strato inferiore di questa tomba, ho trovato subito cinque grandi bacini di rame, uno dei quali conteneva precisamente cento borchie laminate d’oro, tutte decorate con spirali e altri ornamenti in un bel lavoro d’intaglio”. – “When we began to dig from the south side the lower layer of this tomb, I immediately found five large copper basins, one of which contained precisely one hundred gold-plated studs, all decorated with spirals and other ornaments in a fine work of carving”.

Gioielli dalla grande tomba circolare A- Grave Circle A jewelry Museo Archeologico di Atene

“Proprio accanto al vaso con le borchie d’oro ho trovato una testa di vacca d’argento con due lunghe corna d’oro. Sulla fronte essa ha un sole d’oro graziosamente decorato. In mezzo alla testa c’è un foro circolare che poteva servire per infilarvi fiori”  – Right next to the vase with the golden studs I found a silver cow head with two long golden horns. On the forehead it has a nicely decorated golden sun. In the middle of the head there is a circular hole that could be used to insert flowers “

Rhyton d’argento a forma di testa di bovino – Silver rhyton in the shape of a bovine head – Museo Archeologico di Atene

“Benchè il primo scheletro, a partire dal lato sud avesse il capo coperto da una maschera d’oro massiccio, il teschio è andato in pezzi appena esposto all’aria e qui non si è potuto salvare altro che poche ossa. Altrettanto è accaduto col secondo scheletro, ma del terzo corpo all’estremità nord della tomba, sotto la pesante maschera d’oro si era conservata miracolosamente il volto rotondo con tutta la carne. Non c’erano capelli ma si distinguevano benissimo gli occhi come pure la bocca…. Ma siccome nessuno era in grado di darmi consigli per la conservazione del corpo, ho fatto venire un pittore per farlo ritrarre a olio, nel timore che esso si decomponesse.”

“Although the first skeleton, starting from the south side, had the head covered with a solid gold mask, the skull went into pieces as soon as it was exposed to the air and here it was not possible to save anything but a few bones. The same for the second skeleton, but  the third body at the north end of the tomb, under the heavy mask of gold miraculously kept the round face with all the flesh.There were no hair but it was possible to distinguish very well the eyes as well as the mouth .. .. But since no one was able to give me advice for the preservation of the body, I have brought a painter to do an oil painting portray, fearing that it will decompose. “.

La maschera funeraria d’oro detta di Agamennone – Gold death mask known as Mask of Agamemnon from Grave Circle A – Museo Archeologico di Atene

Maschera funeraria d’oro di uomo dalla tomba circolare  A – Gold death mask of a man from Grave Circle A – Museo Archeologico di Atene

Maschera funeraria d’oro di uomo con occhi aperti e pettorale in oro liscio dalla tomba circolare A – Gold funerary mask of a man with open eyes and undecorated breastplate from Grave Circle A – Museo Archeologico di Atene

TOMBA CIRCOLARE A – THE CIRCULAR GRAVE A

Scavata da Schliemann nel 1876, vi furono rinvenuti diciannove corpi: otto uomini, nove donne e due bambini trovati nei pozzi, che contenevano da due a cinque corpi ciascuno (ad eccezione della tomba II, che era una sepoltura singola). Questo complesso funerario fu inizialmente costruito al di fuori delle mura di fortificazione di Micene, ma alla fine fu racchiuso nell’acropoli quando le fortificazioni furono estese durante il XIII secolo a.C. –  Excavated by Schliemann in 1876. Nineteen bodies were found: eight men, nine women and two children found in the wells, which contained two to five bodies each (with the exception of tomb II, which was a single burial). This funerary complex was initially built outside the fortification walls of Mycenae, but was eventually enclosed in the acropolis when the fortifications were extended during the 13th century BC.

La tomba cirocolare A – Grave Circle A – Micene

La tomba cirocolare A – Grave Circle A – Micene

When I brought these magnificent rings to light I could not help but exclaim: the author of the Iliad and the Odyssey must certainly be born and raised in a civilization like this, which could produce similar objects!Only a poet who had this art constantly under his eyes  could write the divine poems!

“Quando ho portato alla luce questi magnifici anelli non ho potuto fare a meno di esclamare: l‘autore dell’Iliade e dell’Odissea deve certamente essere nato e cresciuto in una civiltà come questa, che poteva produrre oggetti simili! Solo un poeta che aveva continuamente sotto gli occhi oggetti d’arte come questi poteva scrivere i divini poemi!”  ❤

Anello con sigillo in oro con scena di caccia con carro a due cavalli e anello con sigillo in oro con scena militare Tomba circolare A Micene. – Gold signet ring with hunting scene wih two horses chariot and gold signet ring with military scene, from great Circle A – Museo Archeologico di Atene

“The whole site of the ancient city of Mycenae is covered with fragments of bricks and pottery, and even without taking into account the fortress and the treasures if one considers only the terrain, one sees that a great city rised here.”

Tutto il sito dell’antica città di Micene è coperta di frammenti di mattoni e di vasellame, e anche senza tener conto della rocca e dei tesori  se si considera soltanto il terreno, si vede che qui doveva sorgere una grande città.

Le mura di Micene presso la Porta dei leoni – Mycenae’ walls next too the Lions Gate

Micene comunque sia  ti entra nelle vene per sempre, qualsiasi siano le  parole usate per raccontarne la storia.  –  Mycenae no matter how, whatever words you can use to tell its  story, it gets into your veins forever.

 

Bibliografia:

Pausanias, Description of Greece Book 2.15-28

Homer – The Odyssey 

Heinrich Schliemann: La Scoperta di Troia – Edizione Einaudi ET Saggi 2017

Omero – Odissea, traduzione di G. Aurelio Privitera, Oscar Mondori 2016

 

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