Gli Spartani: le loro spade erano sentenze, le loro sentenze erano spade.

Statua di oplita, conosciuto come “Leonida”, 480-470 a.C trovato nel tempio di Atena Chalkioikos, Acropoli di Sparta. Statue of a hoplite, known as “Leonidas”, 480-470 BC. Sanctuary of Athena Chalkioikos. Sparta Acropolis  – Museo archeologico di Sparta

ΜΟΛΩΝ ΛΑΒΕ

Tutti conosciamo questa frase. Una frase che ha trascinato nel mito il re Leonida e i suoi 300 Spartani nella Battaglia delle Termopili. Così ce lo racconta Plutarco:

“Quando Serse gli mandò un’altra lettera, intimandogli di consegnare le armi, gli rispose: Vieni a prenderle!” [Plutarco – Leonida – Apoftegmi spartani]

The Spartans: their swords were sentences, their sentences were swords. We all know this quote. A quote that has dragged king Leonidas and his 300 Spartans into the myth at the Battle of Thermopylae. This is what Plutarch tells us:

“When Xerxes sent him another letter asking to hand over the arms, he wrote in reply, “Come and take them.!“[Plutarch – Leonidas –  Apophthegmata]

La valle di Sparta, a sinistra ciò che resta dell’antica città, a destra la città moderna – The valley of Sparta, left what remains of the ancient city, on the right the modern city

Sparta, città greca nella regione della Laconia situata in una valle verdissima, è circondata dalle montagne più alte del Peloponneso, possenti mura naturali sovrastate dalla vetta del famoso Monte Taigeto. Nell’antichità fu una potente città-stato con una famosa tradizione militare, i suoi cittadini furono considerati  per millenni un esempio di disciplina, di amore per la propria città, di fedeltà muliebre, di sacrificio e di amore per la morte se essa sopraggiungeva per la difesa della loro libertà.  I bambini venivano allevati in casa fino all’età di sette anni poi venivano condotti nelle agoghé (in greco antico: ἀγωγή), caserme dove vigeva un rigoroso regime di educazione, allenamento e disciplina rigidissima. Veniva loro insegnato la forza dell’unione con il gruppo, il coraggio, la sopportazione alla fame e al freddo e soprattutto a non temere la morte che per uno spartano era il più grande onore che potesse ricevere. Indotti a rubare il cibo se venivano scoperti erano puniti severmente. Allenati a gare di ginnastica, di lotta e di canto dovevano eccellere  e se sopravvivevano erano poi ammessi, all’età di 20 anni, nell’esercito.

– Sparta is a Greek city in the Laconia region, located in a green valley surrounded by the highest mountains of the Peloponnese, mighty natural walls dominated by the summit of the famous Mount Taygetos. In ancient times it was a powerful city-state with a famous military tradition, its citizens were considered for millennia an example of discipline, love for their city, female fidelity, sacrifice and love for death if it came to the defense of their freedom. Their children were raised at home only up to the age of seven and then were brought to the agoghé (ancient Greek: ἀγωγή) barracks where a strict regime of education, training and strict discipline was in force. They were taught to the strength of union with the group, courage, endurance to hunger and cold and above all not to fear death that for a Spartan was the greatest honor. Induced to steal food, if they were discovered they were severely punished. Trained in gymnastics, wrestling and singing competitions they had to excel and if they survived, they were then admitted to the age of 20 in the army.

Oplita Spartano – New York Public Library – Photo Public Domain

Ma gli Spartani non erano famosi solo per essere militari eccellenti, crudeli e impavidi, Plutarco ci ha lasciato un’incredibile testimonianza di come gli Spartani fossero famosi oltre che per le loro spade e le loro lance, per la loro lingua affilata, ironica e spesso più tagliente di una spada. Mentre Sparta nei primi secoli (dal VIII fino al IV a.C) era vista dalle altre poleis come una “anomalia” nel panorama greco, Atene in prima fila la considerò sempre sua acerrima nemica…:

“Quando un ateniese disse ad Antalcida: <<intanto vi abbiamo respinto più volte dalle rive del Cefiso(fiume tra Atene e il Pireo)>>. Egli replicò:«Noi invece non abbiamo mai avuto bisogno di allontanarvi dall’Eurota»(fiume di Sparta) [Plutarco – Antalcida – Apoftegmi spartani]

ma dopo la capitolazione di Atene, il sistema spartano appare agli ateniesi Senofonte e Platone come il modello di una costituzione razionale e funzionale. Altre guerre dilaniano la Grecia e al centro sta ancora Sparta in un intricato succedersi di egemonie e alleanze. Sulla sua immagine comincia a diffondersi l’alone del mito. Plutarco ( 47d.C-127 d.C) ci ha lasciato con i suoi “Apoftegmi spartani” una immagine eccellente di come gli Spartani fossero un popolo che parlava poco e quando essi parlavano, le loro frasi erano scarse e ridotte all’osso, proprio come oracoli o sentenze. Agli Spartani bastava il lampo di una frase per annientare il fiume di un discorso. I parolai non erano tollerati, agli spartani interessava l’essenziale e l’autentico, i raggiri sottili, la strategia e la diplomazia.

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But the Spartans were not famous only for being excellent soldiers, cruel and fearless, Plutarch has left us an incredible testimony of how the Spartans were famous not only for their swords and their spears, but for their sharp, ironic tongue often sharper than a sword. While Sparta in the first centuries (from the VIII to the IV BC) was seen from the other poleis as an “anomaly” in the Greek panorama, with Athens in the first row that considered it its bitter enemy …

“When an Athenian told Antalcidas: «You must admit that we have many  times put you to rout from the Cephisus (the  river between Athens and Piraeus)». He replied: «But we have never put you to rout from the shores of Eurota (Sparta’s river)»”[Plutarch – Antalcidas – Apophthegmatas]

after the capitulation of Athens, the Spartan system appears to the Athenians Xenophon and Plato as the model of a rational and functional constitution. Other wars ravage Greece and Sparta was still at the center of an intricate succession of hegemonies and alliances. On its image it began to spread the aura of the myth. Plutarch (47AD-127 AD) left us with his “Spartans Apophthegmata” an excellent picture of how the Spartans were a people who spoke little and when they spoke, their words were rough and sparse, as oracles or judgments. To the Spartans it was enough the flash of a sentence to destroy the river of a speech. The talkers were not tolerated, they cared about the essential and the authentic, subtle patterns, strategy and diplomacy.

Statua di oplita, conosciuto come “Leonida”, 480-470 a.C trovato nel tempio di Atena Chalkioikos, Acropoli di Sparta. Statue of a hoplite, known as “Leonidas”, 480-470 BC. Sanctuary of Athena Chalkioikos. Sparta Acropolis  – Museo archeologico di Sparta

“Una volta uno gli chiese fino a dove si estendevano i confini di Sparta, ed egli rispose, agitando la lancia: «Fin dove arriva questa qui.» [Plutarco – Agesilao – Apoftegmi spartani]

“Once, one asked him how far the borders of Sparta stretched, and he replied, waving his spear:«As far as this can reach». Plutarch – Aghesilaos – Apophthegmatas]

Scudo spartano della Battaglia di Pylos – Agorà di Atene – Spartan Shield of the Battle of Pylos – Agora of Athens

“Diceva che gli Spartani non mandavano a chiedere quanti erano i nemici, ma dove fossero” [Plutarco – Agide – Apoftegmi spartani]

“He used to say that the Spartans did not  ask  how many are the enemy,’ but ‘ where are they ?” [Plutarch – Agis – Apophthegmatas]

Statuine votive che rappresentano divinità alate, Artemide e Atena, animali, soldati, mostri e gioielli , trovati nel Tempio di Artemide Ortia – Votive statuettes representing winged deities, Artemis and Athena, animals, soldiers, monsters and jewels, found in the Temple of Artemis Orthia – Museo Archeologico di Sparta

“A un poco di buono che continuava a chiedergli chi fosse il migliore degli Spartani, rispose:«Quello che ti assomiglia di meno». [Plutarco – Agide il giovane – Apoftegmi spartani]

“To a lazybones who kept asking him who was the best one of the Spartans, he answered: «The one most unlike you.».[Plutarch – the young Agis – Apophthegmata]

Elmi di tipo corinzio, di solito indossati dagli Spartani – Corinthian helmets, usually worn by the Spartans

“Benchè fosse zoppo da una gamba, lo spartano Androclida si arruolò fra gli uomini atti alle armi. Poichè alcuni data la sua menomazione, erano decisi ad impedirglielo, egli commentò. «Ma per combattere bisogna star fermi, non scappare». [Plutarco – Androclida – Apoftegmi spartani]

“Androcleidas the Spartan, who had a crippled leg, enrolled himself among the fighting-men. And when some persons were insistent that he could not be accepted because he was crippled, he said, «But to fight you have to stand still, not to run away». [Plutarch – Androclida –Apophthegmata]

Il Teatro di Sparta, sullo sfondo i monti del Taigeto – Sparta’s theater, in the background the Taigeto mountains.

“Nel corso di una riunione gli fu chiesto se stava zitto perchè era stupido o per mancanza di argomenti; egli rispose: «Se fossi stupido, non sarei capace di stare zitto». [Plutarco – Demarato – Apoftegmi spartani]

“In a council meeting he was asked whether it was due to foolishness or lack of words that he said nothing.« But a fool,’ said he, ‘ would not be able to hold his tongue.».[Plutarch – Demaratus – Apophthegmata]

“Eudamida una volta nell’Accademia vide Senocrate, già piuttosto anziano, impegnato in una discussione filosofica con i suoi discepoli. Chiese chi fosse quel vecchio, e quando uno gli disse che era un sapiente, uno di quelli che cercano la virtù, replicò: «Ma quando comincerà ad usarla, se la sta ancora cercando?».[Plutarco – Eudamida – Apoftegmi spartani]

“Eudamida once in the Academy saw Senocrates, already quite old, engaged in a philosophical discussion with his disciples, he asked who the old man was, and when someone told him he was a scholar, one of those who seek virtue, he replied: «But when does he start to use it, if he’s still looking for it?» [Plutarch – Eudamida – Apophthegmata]

Il Teatro di Sparta – Sparta’s Theater

“Sentendosi chiedere perchè il codice di Licurgo fosse così esiguo, Carillo rispose: «Perchè chi parla poco ha bisogno di poche leggi».  [Plutarco – Carillo- Apoftegmi spartani]

“When asked why Licurgo’s code was so small, Carillo replied: «Because those who speak little need  few laws».[Plutarch – Carillo- Apophthegmata]

“Poichè un tale diceva che la salvezza di Sparta erano i re, che erano capaci di comandare, Teopompo ribattè: «No, il merito è tutto dei cittadini, che sono capaci di obbedire».  [Plutarco – Teopompo – Apoftegmi spartani]

“As a man said that the salvation of Sparta were the kings, who were able to command, Theopompo replied: «No, the merit is all of the citizens, who are able to obey».[Plutarch – Theopompo – Apophthegmata]

Testa della dea Tyche, qui come rappresentazione della città di Sparta, con una corona dove sono raffigurate le mura. (Museo Archeologico di Sparta) – Head of the goddess Tyche, here as a representation of the city of Sparta, with a tower-like crown where the walls of Sparta are depicted. (Archaeological Museum of Sparta)

“Un altro gli domandò perchè Sparta non aveva mura; egli indicò col dito i cittadini perfettamente armati e gli disse:«Eccole qui, le mura di Sparta».  [Plutarco – Agesilao – Apoftegmi spartani]

“When someone else wished to know why Sparta was without walls, he pointed to the citizens in full armour and said «These are the Spartans’ walls.’. [Plutarch – Agesilaus – Apophthegmata]

Ritratto di donna I sec d.C – Museo Archeologico di Sparta – Portrait of a woman, I century AD – Archeological Museum of Sparta

Mentre una madre seppelliva il figlio le si avvicinò una vecchietta rincitrullita e incominciò a dire: «Povera donna, che disgrazia». L’altra replicò: «Che fortuna, vorrai dire! L’avevo messo al mondo perchè morisse per Sparta, e così è stato». [Plutarco – Detti delle Spartane]

While a mother was burying her son, a little old woman came over and began to say. «Poor woman, what a misfortune». The other replied, “What luck, you mean! I gave birth to him to die for Sparta, and so it was». [Plutarch – Spartans women quotes]

Statua di Leonida di fronte allo stadio della moderna Sparta – Leonidas statue in front of modern Sparta’s stadium

“Una volta uno disse a Leonida, figlio di Anassandrida e fratello di Cleomene: «Non c’è nessuna differenza tra te e noi, tranne per il fatto che tu sei re». Egli ribattè:«Ma non sarei re, se non ci fosse una differenza fra me e voi» [Plutarco – Leonida – Apoftegmi spartani ]

“Leonidas, the son of Anaxandridas and the brother of Cleomenes, in answer to a man who remarked «Except for your being king, you are no different from the rest of us»,he said, «But if I were no better than you others, I should not be king. »[Plutarch – Leonidas – Apophthegmata]

“Quando gli efori gli fecero notare che portava con sè pochi uomini alle Termopili, gli rispose: «Anche troppi, per l’impresa che ci aspetta» ❤ [Plutarco – Leonida – Apoftegmi spartani ]

“When the Ephors said that he was taking but few men to Thermopylae, he said, «Too many for the enterprise on which we are going to.».  ❤  [Plutarch – Leonidas –  Apophthegmata]

 

Bibliografia: Plutarco, Le virtù di Sparta, Ed. Adelphi 2018 (Introduzione di Dario Del Corno)

Links: Plutarch – The Apophthegmata Laconica

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