Isola di Giannutri: una villa romana, un mosaico e una donna misteriosa.

Amplior Urgo et Capraria, quam Graeci Aegilion dixere, item Igilium et Dianium, quam Artemisiam, ambae contra Cosanum litus” (Plinius Secundi, Naturalis Historiae Liber III Cap VI) – “Più grande Urgo e la Capraria, che i Greci chiamarono Egilion, poi Igilio e Dianio, che chiamarono Artemisia, entrambe di fronte al litorale di Cosa” – (Larger Urgo and the Capraria, which the Greeks called Egilion, then Igilio and Dianio, whiche they called Artemisia, both in front of the coast of Cosa “)

Giannutri Island: a Roman villa, a mosaic and a mysterious woman.

Giannutri è una piccola isola dell’arcipelago toscano situata di fronte al Monte Argentario. Il nome dell’isola, sin dall’antichità classica, faceva riferimento alla sua particolare forma a mezzaluna e di conseguenza alla falce lunare attributo della dea Artemide o Diana, Artemisia (in greco Αρτεμισία).  Non è un caso infatti che nella città di Cosa sul litorale proprio di fronte, sia stata rinvenuto un piccolo tempio, ricavato dal giardino di una villa di epoca Giulio-Claudia (40-50 d.C), con all’interno una statua della dea. Giannutri, il cui nome moderno è riferibile all’epoca medievale, dopo il IV secolo  scomparve però dal panorama storico. Nessuno ne parlò mai più, non ci sono fonti nè accenni di nessun tipo, cadde così nell’oblio dopo essere stata abitata per almeno tre secoli da facoltose famiglie romane. 

Giannutri is a small island in the Tuscan archipelago, located in front of Monte Argentario. The name of the island, from the classical antiquity, refers to its particular half moon shape and consequently to the lunar scythe, attribute of the goddess Artemis or Diana, Artemisia (in Greek Αρτεμισία). It is not a coincidence that in the town of Cosa on the coast right across, it was found a small temple in the garden of a villa of  Julio-Claudia era (40-50 d.C), which contains a statue of the goddess. Giannutri, whose modern name refers to the medieval era, after the IV century disappeared from the historical landscape. No one ever spoke about it again, there are no sources or hints of any kind, it fell into oblivion after having been inhabited by wealthy Roman families for at least three centuries.

La scala d’ingresso alla villa – The main entrance to the villa – Villa Domizia – Isola di Giannutri

Nell’antichità classica l’isola fu raramente menzionata. Il suo essere un’isola difficilmente difendibile avendo facili approdi ed essendo completamente priva di sorgenti di acqua dolce, non la rese mai interessante se non come approdo di fortuna lungo le rotte mercantili da e verso la Gallia /Francia. I ritrovamenti sottomarini, decine i relitti rinvenuti, da navi romani a navi medievali,  ne confermano questa sua caratteristica, ma alla fine del I sec d.C divenne la sede di una delle più belle ville di “otium” di età romana. La villa rappresenta una delle migliori testimonianze di residenza “attrezzata” edificata senza risparmio di energie in un sito difficile completamente privo di acqua, di materie prime e con un terreno difficile e irregolare. Il complesso fu edificato dalla potente famiglia dei Domizi Enobarbi, della quale faceva parte Gneo Domizio, marito di Agrippina e padre del futuro imperatore Nerone.

– In classical antiquity the island was rarely mentioned. Its being an island hardly defensible having easy landing and being completely devoid of fresh water’s springs, it was never an interesting place, it was only used as a makeshift landing along the merchant routes to and from Gaul / France. The submarine finds are rich of dozens of wrecks  from Roman ships to medieval ships, which confirm this characteristic, but at the end of the first century AD it became the site of one of the most beautiful villas of “otium” of the Roman age. The villa represents one of the best testimonies of “equipped” residence built without saving energy and resources on a difficult site completely free of water, raw materials and on a difficult and irregular terrain. The complex was built by the powerful Domizi Enobarbi family, which included Gneus Domitius, husband of Agrippina and father of the future emperor Nero.

Il peristilio – The peristyle – Villa Domizia Isola di Giannutri

Le scale che a terrazze scendevano al mare – The stairs that descended to the sea along several terraces – Villa Domizia Isola di Giannutri

La villa era insieme alle altre due costruite sull’isola del Giglio e presso l’odierno Porto S.Stefano all’Argentario, il biglietto da visita di questa famiglia di banchieri e commercianti. L’allevamento del pesce, la produzione di garum e di vino erano le attività che rendevano queste ville luoghi ideali per riposarsi dalle fatiche del commercio e dalla caotica vita di Roma. Morto Nerone, le ville divennero di proprietà imperiale. L’imperatore Traiano, all’inizio del II sec  regalò l’isola a sua nipote Vibia Matidia, sorella di Vibia Sabina moglie del futuro imperatore Adriano, sotto il quale si ebbe il periodo di maggiore splendore della villa con nuovi lavori di abbellimento. A lei si deve il primo nome certificato del promontorio dell’Argentario: Insula Matidiae. E’ con esso infatti che in un passo del Liber Pontificalis viene donata nel 312 d.C. dall’imperatore Costantino alla Basilica dei Santi Pietro e Marcellino di Roma, dandoci conferma che i territori e le ville degli Enobarbi erano passate sotto la proprietà imperiale.

 The villa was together with the other two villas built on the island of Giglio and at today’s Porto S.Stefano at Argentario, the visiting card of this family of bankers and traders. The breeding of fish, the production of garum and wine were the activities that made these villas ideal places to rest from the chaotic life of Rome. Once Emperor Nero died, the villas became imperial property. The emperor Trajan, at the beginning of the second century gave the island to his nephew Vibia Matidia, sister of Vibia Sabina, wife of the future emperor Hadrian, under whom there was the period of greatest splendor of the villa with new embellishment works. To her we owe the first certified name of the Argentario promontory: Insula Matidiae. It is with it that in a passage of the Liber Pontificalis the island is donated in 312 AD. by the emperor Constantine to the Basilica of Saints Peter and Marcellinus of Rome, giving us confirmation that the territories and the villas of the Enobarbi had passed under the imperial property.

Le due sorelle. A sinistra VIBIA MATIDIA, a destra VIBIA SABINA moglie di Adriano. – The two sisters, on the left Vibia Matidia on the right Vibia Sabina, Hadrian’s wife – Museo Archeologico di Fiesole

La grande scalinata una volta ricoperta di marmi bianchi che portava al secondo piano della villa – The staircase to the second floor, once covered by white marbles. Villa Domizia Isola di Giannutri

Stanze riscaldate – Heated rooms -Villa Domizia Isola di Giannutri

Il Ninfeo – The Nymphaeum Villa Domizia  Isola di Giannutri

La villa fu per la prima volta scavata in modo esteso dal 1928 al 1932 da Bice Vaccarino un’archeologa dilettante, ma solo nel 1989 si iniziarono veri e propri lavori di restauro.  Suddivisa in nuclei distinti per funzione e destinazione la villa fu costruita in stretta connessione con il paesaggio circostante. Due erano gli approdi per raggiungerla: Cala Maestra e Cala Spalmatoio. Cala Maestra era l’approdo più vicino, sul lato occidentale dell’isola, comprendeva una darsena, un complesso commerciale con criptoportico, una zona di tabernae aperte verso il mare ed una enorme cisterna per l’acqua. L’ingresso della villa aveva un lungo corridoio su cui si affacciava un complesso termale con terrazza sul mare. La villa vera e propria era costruita su un terrazzamento a tre livelli digradante verso il mare, con un peristilio, stanze riscaldate, una latrina, una seconda grande cisterna e una zona abitata dagli schiavi.

– The villa was for the first time excavated extensively from 1928 to 1932 by Ms. Bice Vaccarino, an amateur archaeologist, but only in 1989 a real restoration work began. Divided into distinct areas by function and destination, the villa was built in close connection with the surrounding landscape. There were two approaches to reach it by the sea: Cala Maestra and Cala Spalmatoio. Cala Maestra was the nearest landing on the west side of the island, it included a dock, a commercial complex with cryptoporticus, a tabernae area open to the sea and a huge water tank. The entrance to the villa had a long corridor overlooking a thermal complex with a terrace overlooking the sea. The actual villa was built on a three-level terracing sloping towards the sea, with a peristyle, heated rooms, a latrine, a second large cistern and the area inhabited by the slaves.

La latrina – Villa Domizia Isola di Giannutri

Le scale che portavano alla galleria sotterranea che sbucava direttamente sugli scogli – The stairs that led to the underground tunnel that reached directly the rocks by the sea – Villa Domizia Isola di Giannutri

La galleria sotterranea che sbucava direttamente sugli scogli – The underground tunnel that reached directly the rocks by the sea – Villa Domizia Isola di Giannutri

Complesso termale interno alla villa, sullo sfondo l’Isola del Giglio – Thermal complex inside the villa, in the background Giglio Island – Villa Domizia Isola di Giannutri

L’APPRODO/IL PORTO – THE HARBOR

Cala Maestra è molto vicina alla villa e si pensa che fosse l’approdo privato della famiglia. Oltre ad un’ esedra e ad una scalinata che portava al molo, questo porticciolo ha anche una costruzione alquanto misteriosa. Un edificio tronco piramidale di cui rimane solo una piccola porzione. Diverse ipotesi sono state fatte ma quella più suggestiva e che forse risulta essere anche per me la più credibile, considerando il personaggio Nerone e il personaggio Gneo Domizio suo padre, entrambi uomini irascibili, strani e imprevedibili, è quella di una muratura costruita in modo circolare sulle pendici che circondano il piccolo golfo, come fosse un teatro naturale. Questo per un unico scopo, e qui la leggenda che tanto leggenda non è visto che ho voluto provare di persona la veridicità di ciò che si racconta, è quella che, trovandosi al centro del piccolo golfo (io ci sono andata a nuoto), l’acustica perfetta permette a chi si trova in alto sulle rocce di sentire quello che la persona in acqua dice. Come dire…Il padrone di casa in attesa che i suoi ospiti attraccassero al molo, poteva sentire quello che si dicevano mentre erano ancora a bordo della loro imbarcazione.  L’acustica non è perfetta, ma è lo stesso molto buona, considerando poi che forse vi era una struttura muraria che faceva da cassa di risonanza per potenziare questo effetto, non si fa fatica a credere che il “domine” avesse escogitato tutto ciò per impressionare e anche controllare i visitatori.

– Cala Maestra is very close to the villa and it is thought to be the private dock of the family. In addition to an exedra and a staircase that led to the harbor, this dock also has a somewhat mysterious construction. A pyramidal building of which only a small portion remains. Several hypotheses have been made but the most suggestive and perhaps it is even for me, the most credible, considering Nero’s character  and the character of his father Gneus Domitius, both irascible, strange and unpredictable men, is that of a masonry built in a circular way on the slopes that surround the small gulf, as if it were a natural theaterThis for one purpose, the legend that so much legend is not because I wanted to experience firsthand the truth of what it is said, says that being at the center of the small bay (I went there swimming), the perfect acoustics allow those who are standing high on the rocks to hear what the person in the water says. How to say … The “dominus” waiting for his guests to dock  could hear what it was said while they were still on board their boat. The acoustics are not perfect, but it is still fairly good, considering then that perhaps there was a wall structure that served as a sounding board to enhance this effect, it is not hard to believe that the “dominus” had come up with this trick to impress and even control his visitors.

Il piccolo golfo con in evidenza la costruzione in muratura – The small gulf with the stonework construction in evidence – Cala Maestra, Isola di Giannutri

La costruzione in muratura – The stonework construction in evidence – Cala Maestra, Isola di Giannutri

L’approdo romano – The roman docking – Cala Maestra Isola di Giannutri

La darsena romana purtroppo invasa da vecchie imbarcazioni e dai turisti.Un vero peccato. – The Roman dock unfortunately invaded by old boats and tourists. A real shame.

La darsena romana  – The roman shipyard-dock – Cala Maestra Isola di Giannutri

La darsena romana – The roman shipyard-dock Cala Maestra Isola di Giannutri

La grande cisterna d’acqua presso l’approdo ancora oggi in funzione – The big water cistern at the harbour still in use today – Isola di Giannnutri

IL MOSAICO DEL LABIRINTO – THE LABYRINTH MOSAIC

La villa oltre ad essere un esempio architettonico magnifico aveva anche un’altra bellezza. Uno splendido mosaico del mito del Labirinto. All’ingresso della villa stupiva per magnificenza chi vi entrava. Il pavimento musivo di dimensioni 4X4,50mt richiamando il mito cretese alludeva alla “labirintica “estensione della villa. La rappresentazione dell’uccisione del Minotauro da parte di Teseo al centro e di Arianna all’ingresso del labirinto con in mano il filo, conferisce a questo mosaico un carattere molto originale. Trovandosi in condizioni di forte degrado anche confrontando le foto degli anni ’70, nel 1991 si decise un intervento d’urgenza di distacco dell’intero mosaico. Il lavoro risultò molto difficile in quanto si scoprì che le tessere di calcare bianco e grigio d 3 cm di altezza e di meno di 1 cm di lato erano posate su un sottile strato di malta stesa direttamente sul terreno. Al momento del distacco il mosaico fu diviso in 36 parti ognuna numerata e imballata. Solo nel 2001 fu completato il lavoro di restauro. Il mosaico fu esposto successivamente ad una mostra nel 2004 al Museo Archeologico di Firenze. A seguito della riapertura al pubblico di Villa Domizia nel 2016 (le foto sono di luglio) sono andata successivamente sia al museo archeologico di Firenze sia a quello di Grosseto nella speranza di trovare il famoso mosaico. Con mio sommo rammarico mi è stato risposto che non sapevano dove fosse. Ho fatto diverse telefonate anche nei mesi successivi ma non ho mai trovato nessuno capace di dirmi dove fosse finito il mosaico, di sicuro in un magazzino, la risposta di tutti. La guida che mi ha portata a visitare la villa mi disse che l’idea era quella di riportare un giorno il mosaico alla Villa Domizia e creare un piccolo museo sull’isola per rendere il mosaico visibile a tutti. Non se ne sa più nulla.

– The villa as well as being a magnificent architectural example also had another beauty. A splendid mosaic of the myth of the Labyrinth. At the entrance it astonished those who entered in the villa. The mosaic floor of dimensions 4X4,50mt recalling the Cretan myth alluded to the “labyrinthic” extension of the villa. The representation of the killing of the Minotaur by Theseus at the center and Arianna at the entrance to the labyrinth with the string in her hand, gives this mosaic a very original character. Being in conditions of severe degradation even comparing the photos of the 70’s, in 1991 it was decided to detach the entire mosaic with an urgent intervention. The work turned out to be very difficult because it was discovered that the white and gray limestone tiles, 3 cm in height and less than 1 cm in side, were laid on a thin layer of mortar lying directly on the ground. At the time of  the detachment  the mosaic was divided into 36 parts each numbered and packed. Only in 2001 the restoration work was completed. The mosaic was later exhibited for an exhibition in 2004 at the Archaeological Museum of Florence. Following the reopening to the public of Villa Domizia in 2016 (the photos you see are made in July) I went later to both the archaeological museum in Florence and to the one in Grosseto in the hope of finding the famous mosaic. To my great regret, I was told that they did not know where it was. I made several phone calls even in the following months but I never found anyone able to tell me where the mosaic was, probably in a warehouse.  The guide who took me to visit the villa told me that the idea was to bring the mosaic to the Villa Domizia one day and create a small museum on the island to make the mosaic visible to everyone. Still no news.

Il restauro. Foto dal Catalogo della mostra del 2004 presso il Museo Archeologico di Firenze – The restoration, Photo from the Catalog of the 2004 exhibition  – Florence Archaeological Museum –

Dettaglio Arianna con il filo – Foto dal Catalogo della mostra del 2004 presso il Museo Archeologico di Firenze – Detail Arianna with the string – Photo from the Catalog of the 2004 exhibition – Florence Archaeological Museum –

Il Labirinto con Teseo al centro che uccide il Minotauro – Foto dal Catalogo della mostra del 2004 presso il Museo Archeologico di Firenze – The Labyrinth with Theseus in the center killing the Minotaur – Photo from the Catalog of the 2004 exhibition  – Florence Archaeological Museum –

L’ISOLA –  THE ISLAND 

Coord:  42°15′14″N 11°06′13″E

L’isola di Giannutri è oggi parte del Parco Nazionale Toscano anche se per la maggior parte è privata. Fauna e flora sono ricchissime, una vera e propria macchia mediterranea.  Negli ultimi anni però si sono avuti seri problemi con il Gabbiano Reale che ha nidificato sull’isola diventandone il vero padrone. Purtroppo questi uccelli sono diventati onnivori a causa dei troppi turisti e in più occasioni hanno attaccato anche le persone per rubargli il cibo. Una vera piaga che si spera venga contenuta in qualche modo, così mi ha detto la guida durante la nostra escursione. Nel periodo invernale Giannutri è disabitata, infatti sull’isola non esistono nuclei abitati ma solo residenze turistiche o case frequentate solo durante la stagione estiva. – The island of Giannutri is now part of the National Park of Tuscany although for the most part it is private. Fauna and flora are very rich, a real Mediterranean area. In recent years, however, there have been serious problems with the Royal Seagull that has nested on the island becoming its true owner. Unfortunately these birds have become omnivorous due to too many tourists and on several occasions they have also attacked people to steal their food. A real plague that hopefully it will be contained in some way, so the guide told me. In winter Giannutri is uninhabited, in fact on the island there are no inhabited areas but only few tourist residences or private houses frequented only during the summer season.

Isola di Giannutri, lato orientale. – East side of the island

Il cerchio indica la posizione della Villa Domizia- The Villa’s location on the island .

Il gabbiano reale sulla colonna del porto Cala Maestra – The royal seagull on the port’s pillar Cala Maestra –

DIANA – CITTA’ DI COSA – ANCIENT CITY OF COSA

Statua di Diana, II se d.C, ritrovata nella villa romana “Casa di Diana” nella città di COSA – Museo di Cosa – Statue of Diana, II AD, found in the Roman villa “House of Diana” in the city of COSA – Cosa’s Museum.

Casa di Diana – Antica città di Cosa – House of Diana – Ancient city of COSA

PORTUS COSANUS, spiaggia  di COSA – Il promontorio sul mare tagliato per creare i canali per le vasche dei pesci – PORTUS COSANUS at Cosa’s beach – The promontory cut to create the channels for the fish tanks –

LA DONNA MISTERIOSA – THE MYSTEROUS WOMAN

Giannutri con la sua forma a mezzaluna sembra aver da sempre affascinato le donne. Il suo nome Dianium per i romani e Artemisia per i greci richiamava l’idea romantica di splendida isola lunare. La nipote di Traiano Vibia Matidia se ne innamorò, donna di cultura, bellissima e colta non si sposò mai e da donna raffinata qual era non si fa fatica a pensare che vide nella villa Domizia un luogo splendido e unico. Dopo il IV sec, l’isola però cadde nell’oblio. Dal XV secolo diventò rifugio di pirati e corsari, nessuno se ne interessò mai.  Nel 1686, l’Ammiraglio Camillo Guidi fu inviato dal Granduca Mediceo a controllare la zona di mare dell’Argentario per la lotta contro i pirati e così fu riportato nel libro di bordo: “Giannutri, isola covo di pirati e loro posto preferito per agguato, ma priva di persone, spopolata.” [Giannutri, mistero d’amore – pag 168, Ed.Pugliese 1991].

– Giannutri with his half moon shape seems to have always fascinated women. Its name Dianium for the Romans and Artemisia for the Greeks recalled the romantic idea of a splendid lunar island. Trajan’s nephew Vibia Matidia fell in love with it, she was a beautiful and well educated woman, she never married and as a refined woman it is not hard to believe that she saw in the Villa Domizia a splendid and unique place. After the fourth century, however, the island fell into oblivion. From the fifteenth century it became a refuge for pirates and corsairs, no one ever cared. In 1686, Admiral Camillo Guidi was sent by the Medici Grand Duke to check the sea area of the Argentario to fight against pirates and thus in the logbook it was reported that: “Giannutri, is an island of pirates and it is their favorite place for ambush but devoid of people, depopulated. ” [Giannutri, mystery of love – page 168, Ed.Pugliese 1991].

Mappa della villa, la freccia indica la cisterna che fu la casa Adami – Map, the arrow shows the cistern used as house by the Adami couple.

Nel 1801 finalmente una donna decise di intervenire. La regina d’Etruria, Maria Luisa moglie di Ludovico Borbone per far terminare le scorrerie dei pirati così scrisse di suo pugno l’ordine: “All’isola di Giannutri siano inviati venti uomini per scorta dell’isola, tutti questi affari e quelli che vi presenterà il Governatore di Livorno voglio che dimani siano spicciati”  [Giannutri, mistero d’amore – pag 169, Ed.Pugliese 1991]. Nel 1860 però, anche se ammessa nel Regno d’Italia, l’isola  viene di nuovo ignorata, non verrà annessa a nessun comune. Solo nel 1882 l’isola divenne all’improvviso l’oggetto di desiderio di due fratelli che decisero di coltivarla e di fare estrazioni minerarie, Osvaldo e Gualtiero Adami, quest’ultimo Capitano Garibaldino. L’impresa, però, fallì, forse per l’inospitalità dell’ambiente o, forse, per contrasti tra i fratelli. Osvaldo, quindi, scelse di andarsene, mentre Gualtiero, qualcuno dice in una sorta di identificazione con il suo Generale Garibaldi che, indignato della sorti della politica monarchica, si era ritirato a Caprera dove era morto, decise di rimanere sull’isola anche perchè era molto malato (dal web.tiscali -bibliografia); fu  il suo dottore che gli disse che il clima dell’isola forse poteva aiutarlo. Convinto di morire in poco tempo si fece raggiungere da una giovane nipote, Marietta Moschini, che si innamorò sia di lui sia dell’isola e decise di rimanere a vivere lì con lui per sempre. Gualtiero aveva 50 anni, Marietta 22 e contro ogni previsione vissero per 40 anni sull’isola in completa solitudine.

 In 1801 a woman finally decided to intervene. The Queen of Etruria, Maria Luisa, wife of Ludovico Borbone to end the raids of the pirates so she wrote by her own hand the order: “On the island of Giannutri must be sent twenty men to escort the island, all these affairs and those who he will present the Governor of Livorno I want tomorrow to be quickly executed. “[Giannutri, mystery of love – page 169, Ed.Pugliese 1991]. In 1860, however, even if admitted to the Kingdom of Italy, the island again was ignored, it didn’t not belong to any municipality. Only in 1882 the island suddenly became the object of desire of two brothers who decided to cultivate it and to make mining extractions, Osvaldo and Gualtiero Adami, the latter Captain of Garibaldi’s army. The company, however, failed, perhaps due to the inhospitality of the environment or, perhaps, to conflicts between the brothers. Osvaldo, therefore, chose to leave, while Gualtiero, someone says in a sort of identification with his General Garibaldi who, outraged by the fate of monarchical politics, had retired to Caprera where he died, decided to stay on the island also because he was very ill; it was his doctor who told him that the island’s climate could help him. Convinced of dying soon, he was joined by a young niece Marietta Moschini who fell in love with both him and the island and decided to stay there forever. Gualtiero was 50 years old, Marietta 22 and against all odds they lived for 40 years on the island in complete solitude.

La cisterna – The cistern – Foto da :”Giannutri, mistero d’amore”  Angela Battani –  Ed.Pugliese 1991

A loro si devono i primi scavi della villa romana a fine ‘800, non solo ma la coppia utilizzò i locali di una antica cisterna dell’acqua della villa per ricavarne la loro casa. Gualtiero morì quasi centenario nel 1922 e Marietta iniziò a far parte della leggenda dell’isola. I pescatori che passavano portando le scorte alimentari, raccontavano che raramente la donna si faceva vedere, rimaneva nascosta tra i cespugli, fuggiva se qualcuno si avvicinava, vestiva con un sacco e continuava a vivere dentro alla cisterna romana. Fu però l’archeologa “fai da te” Bice Vaccarino che nel 1923 si innamorò anche lei dell’isola e di Villa Domizia e iniziò ufficialmente gli scavi della villa fotografando dipinti, mosaici e resti di statue bellissime di cui però oggi si è persa ogni traccia. Fu lei a risollevare le colonne del peristilio e fu una delle poche persone che ebbe rapporti con Marietta che, personaggio strano, sfuggente e romantico non volle mai essere fotografata, le poche foto le furono fatte di nascosto. Visse di pesce e di frutta, vestì solo con sacchi e sopravvisse al suo Gualtiero per soli 5 anni. Ancora oggi c’è chi sostiene che il suo fantasma vaghi tra i cespugli e gli scogli dell’isola in cerca del suo amato Gualtiero. Entrambi sono sepolti all’Isola del Giglio.

– To them we owe the first excavations of the Roman villa at the end of the 19th century, not only but the couple used the rooms of an ancient water cistern of the villa to obtain their house. Gualtiero died almost centenarian in 1922 and Marietta began to belong to the legend of the island. The fishermen who passed carrying food supplies, told that rarely the woman showed up, remained hidden in the bushes, fled if someone approached, dressed with a sack and continued to live inside the Roman cistern. But it was Ms. Bice Vaccarino archaeologist by chance, who in 1923 fell in love with the island and Villa Domizia and officially began the excavations of the villa photographing paintings, mosaics and the remains of beautiful statues of which, however, today it was lost any track . It was she who raised the columns of the peristyle and was one of the few people who had relations with Marietta who, strange, elusive and romantic character never wanted to be photographed, the few photos were made against her will. Marietta lived on fish and fruit, dressed only with sacks and survived her beloved Gualtiero for only 5 years. Even today there are those who claim that her ghost wandering among the bushes and the rocks in search of her beloved Gualtiero. Both are buried at the Giglio Island.

Foto da “Giannutri, mistero d’amore”  Angela Battani –  Ed.Pugliese 1991

Le altre persone che riuscirono ad avvicinarla furono i componenti di una famiglia di pescatori che per un paio d’anni dimorarono sull’isola per lavoro e una delle loro nipoti scrisse un libro(vedi bibliografia) sull’incredibile storia di questa coppia. Giannutri, splendida isola lunare in tanti secoli fu amata da pochi, ma quei pochi che l’amarono le dedicarono anima e corpo. ❤

– The other people who managed to approach her were the members of a family of fishermen who for a couple of years lived on the island for work and one of their nephews wrote a book (see bibliography) about this incredible story. Giannutri, stunning lunar island  was loved only by a few for many centuries, but those few who loved it completely devoted their body and soul.

Giannutri al tramonto vista da Capalbio – Giannutri at dusk, view from the mainland in Capalbio

Bibliografia

“Giannutri, mistero d’amore”  Angela Battani –  Ed.Pugliese 1991

Plinio il Vecchio – Historia naturalis – 

Mostra: Il Labirinto di Giannutri. Storia di un mosaico e di un restauro – EdizioniSillabe – Firenze. 2004

“Paesaggi d’Etruria, valle dell’Albegna…” Andrea Carandini e Franco Cambi. Ed Storia e Letteratura. Roma 2002

Links:

http://web.tiscali.it/giannutri/villa_romana_3.htm

http://www.capodomo.it/Paese/Giannutri.htm

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