L’ombelico del mondo. Apollo, la Pizia e un masso caduto dal cielo.

Cerimonia con la Pizia intorno all’Omphalos – The ceremony with the Pythia around the Omphalos.

L’ OMPHALOS (ombelico) nell’antichità indicava una pietra o un oggetto dal valore religioso. La più famosa di tutte nell’antica Grecia era la pietra scolpita situata a Delfi, nel Tempio di Apollo, da cui la Pizia elargiva le sue profezie misteriose. –The OMPHALOS (navel) in antiquity indicated a stone or an object of religious value. The most famous of all in ancient Greece was the carved stone located in Delphi, in the Temple of Apollo, from which the Pythia lavished her misterious prophecies..

L’Omphalos – Opera forse ellenistica o romana del II sec d.C – The Omphalos, Hellenistic or roman work. Museo Archeologico di Delfi.

Il mito racconta che Zeus, nel suo tentativo di localizzare il centro della terra, fece partire due aquile dalle due estremità del mondo, le quali, partendo contemporaneamente e volando alla stessa velocità, arrivarono sopra l’area di Delfi ai piedi del monte Parnaso. Qui Zeus lanciò una pietra dal cielo e dove cadde fu fondato il famoso tempio di Apollo delfico, il più importante di tutto il mondo greco. L’omphalos indicava che Delfi, col suo santuario, era il centro del mondo, il suo ombelico.

The myth tells that Zeus, in his attempt to locate the center of the earth,let fly two eagles from the two ends of the world, and the eagles, starting simultaneously and flying at the same speed, arrived above the Delphi area at the mountain Parnassus feet. Here Zeus threw a stone from the sky and where it fall,there was founded the famous temple of Delphic Apollo that was the most important of all in the Greek world, and the omphalos indicated that Delphi, with its sanctuary, was the center of the world, its navel. 

Ricostruzione del tempio di Apollo a Delfi

La pietra intagliata come fosse racchiusa in una rete di lana, ritrovata a nord-est del tempio è forse opera ellenistica o romana ed era l’omphalos della terra. Questo oggetto sacro era situato nell’Adyton del Tempio di Apollo, ed era visto solo dai sacerdoti e sacerdotessa che avevano accesso alla camera sacra. Alcuni sostengono che questa in particolare fosse in cima alle tre danzatrici della colonna di Acanto. In tutto il sito del santuario vi erano più pietre tutte uguali all’omphalos una delle quali è visibile lungo la via sacra presso il Tesoro di Atene costruito per commemorare la vittoria di Maratona. The carved stone, as if it were enclosed in a woolen net, found in the north-east of the temple, is perhaps a Hellenistic or Roman work and  it was the omphalos of the earth. This sacred object was located in the Adyton of the Temple of Apollo, and was viewed only by the priests and priestess who had access to the chamber. Some tell it was on the top of the three dancers Achantos  column but in the sanctuary site there were several omphalos stones around the sanctuary, one of them is now along the sacred road next  to the reconstructed Treasury of Athens, built to commemorate their victory at the Battle of Marathon.

Una delle pietre tipo Omphalos lungo la via sacra verso il tempio, alle spalle il tesoro di Atene – One of the stone omphalos along the sacred road next to Treasury of Athens.

Un secondo mito sacro racconta che l’Omphalos era anche il masso che Rea fece ingoiare a Crono al posto del suo figlio appena nato Zeus. – A second sacred myth says that the Omphalos was also the stone that Rea made Cronus swallow instead of her newborn son Zeus.

LA TRIADE DELFICA  –  THE DELIAN TRIAD

All’interno del tempio vi erano tre statue crisoelefantine, APOLLO, sua sorella gemella ARTEMIDE  e la loro madre LETO (Latona).  Tutte e tre avevano il corpo in legno mentre le parti scoperte del corpo come testa, braccia e gambe erano in avorio. Inside the temple there were three statues chryselephantine, APOLLO, his twin sister ARTEMIS and their mother LETO (Latona). All three had a wooden body while the uncovered parts of the body such as head, arms and legs were in ivory. All three statues were richly decorated in gold with jewels and precious stones.

Ciotola d’argento dorata di Apollo. – Gilded silver bowl – Museo Archeologico di Delfi

La testa di Artemide, arte ionica VI sec a.C – Artemis head, Ionian art VI century BC – Museo Archeolgico di Delfi

Esempi di arte ionica furono probabilmente creati in una officina nell’isola di Samos nel VI sec a.C, Le teste sono state restaurate con la cera. Examples of Ionian art were probably created in a workshop on the island of Samos in the 6th century BC. The heads were restored with wax.

La testa di Apollo, arte ionica VI sec a.C – Apollo’s head, Ionian  art VI century BC – Museo Archeolgico di Delfi

Parte di piedi con sandali finemente ornati di una statua crisoelefantina in avorio – Two ivory pair of feet with sandals finely worked – Museo Archeologico di Delfi

IL TEMPIO DI APOLLO

Il tempio di Apollo fu costruito per la prima volta attorno al VII sec a.C dai due leggendari architetti Trophonios e Agamedes. Fu ricostruito dopo un incendio nel VI sec.a.C. e dopo che fu distrutto nel 373 a.C. da un terremoto fu ricostruito per la terza volta nel 330 a.C. da Spintharos, Xenodoros e Agathon, architetti di Corinto. Di ordine dorico aveva 6 colonne frontali e 15 colonne laterali

The temple of Apollo was first built around the 7th B.C. by the two legendary architects Trophonios and Agamedes. It was rebuilt after a fire in the 6th c. B.C.. and was destroyed in 373 B.C. by an earthquake and was rebuilt for the third time in 330 B.C. Spintharos, Xenodoros, and Agathon, architects from Corinth. This temple was of the Doric order and had 6 columns at the front, and 15 lateral columns.

Il muro di sostegno alle fondamenta dove restano scritte votive delle persone che andavano dalla Pizia – The wall supporting the foundations where votive writings remain of the people who went to the Pythia –

Il Tempio di Apollo ai piedi del monte Parnaso – The Apollo’s temple at Parnassus mountain feet

Le fondamenta del tempio sopravvivono oggi insieme a diverse colonne doriche fatte di pietra porosa e pietra calcarea materiale abbastanza morbido, che fu di fatto la causa del decadimento avanzato del tempio. Purtroppo sulla disposizione interna del tempio si sa molto poco. The temple’s foundations survive today along with several Doric columns made of porous stone and limestone which is fairly soft material, and have allowed for the temple’s advanced decaying. Very little is known about the temple’s interior arrangement.

4 colonne frontali e due laterali rimaste – Four frontal columns and two lateral ones – Tempio di Apollo, Delfi

DELFI fu centro abitato già in età micenea (XI-X secolo a.C.), e mostra le prime tracce di un culto legato alla dea Terra (Gea) e al serpente Pitone a partire dall’VIII secolo a.C.  Successivamente subentra al culto di Gea quello del dio Apollo, detto Pizio, ossia vincitore di Pitone. Il culto si caratterizza per la richiesta di profezie alla sacerdotessa di Apollo, la Pizia, che emetteva i responsi al centro del santuario, seduta su un tripode, dopo essere entrata in trance respirando il vapore che fuoriusciva da una fessura della terra. DELPHI was inhabited already in the Mycenaean age (XI-X century BC), and shows the first traces of a cult linked to the Earth goddess (Gaia) and the serpent Python from the eighth century BC. Subsequently to the worship of Gea came that of the god Apollo, called Pizio, or winner of Python. The cult is characterized by the request of prophecies to the priestess of Apollo, the Pythia, who issued the responses at the center of the sanctuary, seated on a tripod, after entering into a trance breathing the steam that came from a crack in the earth.

Mappa di Delfi – The sanctuary map

Cerimonia con offerte alla Pizia, arte lignea locale – Delfi

LINKS

Museo Archeologico di Delfi

Delfi Museum

Il tempio di Apollo

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