Il Furlo: una galleria romana, un’antica strada e due aquile reali.

La Galleria del Furlo, entrata di ponente

” …perché la città di Roma fosse raggiungibile facilmente da ogni parte, a sue spese, fece riparare la via Flaminia fino a Rimini e divise le altre strade fra i generali trionfali, i quali dovettero ripavimentarle con l’argento del loro bottino. ” [Svetonio – Vita dei Cesari, Augusto]
La Galleria del Furlo si trova nelle Marche lungo la Via Flaminia, una delle più grandi vie consolari dell’Impero Romano. Costruita nel 220-219 a.C dal politico e console Gaio Flaminio collegava Roma con Rimini e la galleria, che prende il nome dalla gola dove scorre il fiume Candigliano in provincia di Pesaro-Urbino, fu costruita nel 76 d.C dall’imperatore Vespasiano in sostituzione della galleria più piccola precedentemente scavata per riuscire a passare in un punto dove spesso c’erano cedimenti della strada.

Per consentire un più agevole passaggio di persone e carri fu quindi fatta scavare una seconda galleria nel punto più stretto della gola che, nelle fonti antiche, viene chiamata come “Ad intercisa(saxa)- (roccia lavorata)” o “petra pertusa-(pietra traforata)” o “forulum” (piccolo foro), da cui poi “Furlo”. Il risultato di questo straordinario lavoro è uno dei rari esempi di tunnel completamente scavati dentro alla roccia che i romani costruirono lungo le vie dell’Impero e il taglio della montagna per allargare la sede stradale fu un’altra incredibile impresa che completò l’opera. Le dimensioni per altezza e larghezza ne fanno una delle gallerie più grandi costruite dai Romani.

Museo della Via Flaminia – Fano

 L’ENTRATA di ponente (arrivando da Roma)  

L’entrata di ponente. Galleria del Furlo

 L’imperatore Augusto, come ci racconta Svetonio, fu il primo che iniziò a migliorare lo stretto passaggio della Via Flaminia attraverso la gola. Frane e smottamenti avevano già fatto deviare il percorso più volte rendendolo poco stabile e pericoloso. Le imponenti sostruzioni e i terrazzamenti costruiti lungo i 500 metri più a picco sul fiume e soprattutto presso la piccola galleria riuscirono a migliorare la stabilità della strada, ma fu Vespasiano che decise di porre fine alla precarietà del passaggio costruendo la galleria più grande:

Tacito racconta che nell’inverno del 69 d.C le truppe che sostenevano l’imperatore contro Vitellio rimasero bloccate a Fanum Fortunae (Fano)per un certo tempo, perchè la Flaminia  nelle vicine impervie gole non era sicura, sia per i presidi nemici, sia forse per il cattivo tempo. Probabilmente memore di questa sfavorevole circostanza, Vespasiano pochi anni dopo ha provveduto a risolvere stabilmente il problema dell’attraversamento della Gola del Furlo, facendo aprire la galleria” [Luni M. (a cura di) 2012,la Via Flaminia e la Gola del Furlo, pag.107-108]

L’entrata di ponente. Galleria del Furlo

L’entrata di ponente. Galleria del Furlo

L’ENTRATA di levante (andando verso Roma)

Galleria del Furlo, entrata di levante

Sopra la galleria la lastra celebrativa ancora leggibile:
IMP(erator) CAESAR AUG(ustus) – VESPASIANUS PONT(ifex) MAX(imus) – TRIB(unicia) POT(estate) VII IMP(erator) XVII P(ater) P(atriae) CO(n)S(ul) VIII CENSOR FACIUND(um) CURAVIT (l’ultima asta dell’VIII è probabilmente un’aggiunta che stabilisce il compimento dell’opera tra il 76 e il 77 d.C.)
La galleria è lunga 38,30 m, larga al massimo 5,47 m, alta 5,95 m; è tutta scavata nel calcare compatto mediante scalpello, di cui si vedono i tagli a gradina, ed è senza rivestimento. “Va aggiunto che le tracce lasciate dallo scalpello sulle pareti hanno una direzione opposta dalle due aperture verso il centro della galleria, tali da far ritenere che il lavoro fu iniziato contemporaneamente dalle due parti, probabilmente anche per accellerare l’esecuzione dell’opera”  [Luni M. (a cura di) 2012,la Via Flaminia e la Gola del Furlo, pag.109-110]

L’iscrizione posta sull’entrata della galleria di levante – Galleria del Furlo

Galleria del Furlo

 LE FONTI ANTICHE  
1) “‘Itinerarium Gaditanum o Itinerarium a Gades Romam “
      I quattro bicchieri in argento (detti di Vicarello) furono scoperti nel 1852, quando venne demolito il vecchio stabilimento termale di Vicarello per costruirne uno più moderno. Furono rinvenuti all’interno di una fenditura nella roccia da cui sgorgavano le acque termali, insieme ad un “tesoro”, costituito da circa 5.000 monete in bronzo di origine greca, etrusca e romana. Datati al III secolo d.C. i bicchieri sono di forma cilindrica e portano inciso sulla parte esterna l’itinerario via terra da Gades (Cadice) a Roma (Itinerarium gaditanum), con l’indicazione della varie stazioni intermedie (mansio) e le relative distanze. Qui il nostro articolo se volete saperne di più.

I Bicchieri di Vicarello – Fanum Fortunae (Fano) e Forum Semproni (Fossombrone) evidenziati

I bicchieri di Vicarello – Palazzo Massimo- Roma

La Via Flaminia e nel cerchio la Gola del Furlo ( Viabilità romana nell’area medio-adriatica.  M.Luni 2oo3. Museo della Via Flaminia. Fano.

2)  La Tavola Peutingeriana – La Tavola Peutingeriana o Tabula Peutingeriana è una copia del XIIXIII secolo di un’antica carta romana che mostra le vie militari dell’Impero romanoÈ attualmente conservata presso la Hofbibliothek di Vienna, in Austria.

     Tavola Peuntingeriana, segmento IV – :  [Forum Sempronium (Fano)  – Adintercisa (Furlo) –  Adcalem (Cagli) ]

Tavola Peuntingeriana, segmento IV – Part IV :  [Forum Sempronium (Fano)  – Adintercisa (Furlo) –  Adcalem (Cagli) ]

L’Itinerario antonino (in latinoAntonini itinerarium) è un registro delle stazioni e delle distanze tra le località poste sulle diverse strade dell’Impero romano,e le direzioni da prendere da un insediamento romano all’altro. La redazione che ci è stata tramandata risalirebbe al periodo di Diocleziano (fine del III secolo-inizi del IV), ma la sua versione originale viene solitamente datata agli inizi dello stesso III secolo (probabilmente sotto l’imperatore Caracalla).
     – La dicitura intercisa” che indica la Stazione di Posta presso la galleria nella Gola del Furlo –

La dicitura che indica la Stazione di Posta presso la galleria nella Gola del Furlo – Itinerarium Antonini Augusti et Hierosolymitanum

IL TAGLIO DELLA MONTAGNA
La gola dove scorre il fiume Candigliano è costituita da una profonda e stretta fenditura naturale tra il monte Pietralata e il monte Paganuccio. La Flaminia moderna e quella antica corrono entrambe a sinistra del fiume spesso lungo il costone di roccia a picco sull’acqua in una strettoia lunga 3 km. Lo sperone della montagna nel punto più stretto, fu quindi allargato dai Romani con un imponente taglio della montagna a oriente della galleria. L’impressionante taglio fu fatto con mazza, piccone e scalpello arrivando fino ad una altezza di 15 mt, per poter così allargare la sede stradale e continuare verso Fossombrone,(Forum Sempronii), Fano (Fanum Fortunae) e Rimini (Ariminum).

Via Flaminia, il taglio della montagna – Gola del Furlo

 

Via Flaminia, il taglio della montagna – Gola del Furlo

Via Flaminia, il taglio della montagna – Gola del Furlo

LE SOSTRUZIONI SOMMERSE

Parte delle sostruzioni della Via Flaminia ora sommerse dal fiume a causa della diga moderna più a valle.

Parte delle sostruzioni della Via Flaminia ora sommerse dal fiume a causa della diga moderna più a valle.

LA RISERVA E LE SUE AQUILE 
 Mentre passeggiavo lungo la strada ho incontrato un operatore del CRAS (servizio della provincia di Pesaro-Urbino a tutela e conservazione della fauna selvatica incidentata), che stava monitorando con un cannocchiale il nido di una coppia di aquile reali che vive nella riserva. La coppia (che ho scoperto poi essere tra le più famose in Italia) è formata da un maschio che vive tra queste montagne già da più di dieci anni e da una giovane femmina arrivata da meno di un anno dopo che la vecchia femmina storica è all’improvviso scomparsa, probabilmente cacciata dalla nuova arrivata. I volontari e gli operatori insieme con Riserva Naturale Statale Gola del Furlo si occupano di questa splendida area e monitorano ormai da anni la vita di queste aquile che sembrano non essere particolarmente disturbate dalle persone o dalle auto che soprattutto durante i fine settimana affollano la zona. La vecchia coppia ogni primavera ha sempre avuto dei pulcini che, una volta cresciuti, sono volati via alla ricerca di un loro territorio. I genitori essendo stanziali da anni, invece, sono sempre rimasti qui, in questa gola, che abitano e difendono e che è a tutti gli effetti il loro territorio di caccia.

La vecchia femmina chiamata Elena fotografata nel parco – Foto©Maurizio Saltarelli

UN NIDO DELL’ETA’ DI 500 ANNI  : Il nido che vedete nelle foto, incastonato perfettamente dentro ad una grotta naturale alta 10 metri e larga 4 mt  sovrasta in modo spettacolare la Via Flaminia poco prima della galleria e si può senza dubbio dire che sia anch’esso un elemento “storico” di questa gola e di questa riserva. Già nel XVI secolo il botanico Costanzo Felici quando passava lungo la Flaminia descriveva le aquile e il loro nido. Le foto non rendono giustizia alla incredibile dimensione del nido, dove i rami sono stati accatastati negli anni, ma considerando l’apertura alare dell’aquila che è di circa 2,30 mt potete immaginare la sua dimensione. Il nido fa parte di un “gruppo” di altri nidi che le aquile hanno costruito in più zone su queste montagne e che abitano solo ed esclusivamente durante la cova delle uova. Qui sotto alcune immagini gentilmente inviatemi da Maurizio Saltarelli del CRAS, per capire meglio quanto il nido sia grande..

Le dimensioni dell’incavo della roccia dove si trova il nido confrontate con l’apertura alare dell’aquila. Foto©Maurizio Saltarelli

La Via Flaminia e sullo sfondo il nido.

Il nido, foto fatta con il cannocchiale.

L’AQUILA REALE era uno dei simboli delle legioni romane (simbolo del potere di Roma, dell’imperatore e dell’impero, icona di Giove e dell’esercito, identificava la supremazia dell’imperatore di Roma in quanto capo di tutte le legioni)  e mi piace pensare che forse centinaia di soldati marciando lungo la Via Flaminia nella Gola del Furlo, abbiano alzato gli occhi al cielo ringraziando gli dèi nel vedere gli antenati delle nostre aquile di oggi che li accoglievano volteggiando e vigilando il loro cammino attraverso questa bellissima gola. Milioni di passi, una strada eterna e uno sguardo al cielo..nella speranza che,splendidi nel loro volo, questi maestosi rapaci belli e inavvicinabili fossero di buon auspicio.   🙂

Otricoli- Rievocazione storica Ocriculum ad 168

Bibliografia:

La via Flaminia e la Gola del Furlo” di Mario Luni. Edizione 2012 – I Quaderni del Furlo.

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