L’Auriga di Delfi, uno sguardo salvato da un terremoto.

L’Auriga di Delfi – The Delfi Charioteer, Bronze- 480-460 BC Museo Archeologico di Delfi

Bellissimo, ipnotico, uno sguardo perso nel tempo. Questo è quello che pensi appena lo vedi. Da solo nella sala che lo custodisce da tanti anni, l’Auriga di Delfi gareggia sicuramente con lo stesso Apollo in quanto a bellezza e carisma. Questa bellissima statua di bronzo fu trovata nel 1896 durante i grandi scavi effettuati a Delfi in quegli anni. La sua scoperta scatenò un’onda di incredibile entusiasmo perchè fino ad allora non era mai stata ritrovata nessuna statua in bronzo del periodo classico a grandezza naturale. – Beautiful, hypnotic, a look lost in the time. This is what you think as soon as you see it. Alone in the room that has been guarding him for so many years, the Charioteer of Delphi certainly competes with Apollo in beauty and charisma. This beautiful bronze statue was found in 1896 during the great excavations carried out in Delphi during those years. His discovery caused a wave of incredible enthusiasm since no other bronze statue of the classical period and of natural size had been recovered so far.

Ciò che lo salvò dall’oblio rendendolo eterno fu un disastro naturale. Il terremoto che colpì tutta l’area di Delfi nel 373 a.C lo seppellì così bene che lo nascose per secoli da tutti quelli che successivamente abitarono o saccheggiarono Delfi, distruggendo o rubando tutto ciò che era di bronzo per rivenderlo o per farne armi ed utensili. Di tutte le grandi e magnifiche statue del Santuario di Apollo di cui tante fonti ci hanno lasciato scritto, nessuna fu mai più ritrovata. Nessuna tranne lui.

What saved him from oblivion by making him eternal was a natural disaster. The earthquake that struck the entire Delphi area in 373 BC buried him so well that he was hidden for centuries from all those who later inhabited or plundered Delphi, destroying or stealing everything made of bronze to resell it or to make weapons and utensils. Of all the great and magnificent statues of the Apollo Sanctuary taht many sources have left us written, no one was ever found again. No one except him.

L’Auriga di Delfi – The Delfi Charioteer, Bronze- 480-460 BC Museo Archeologico di Delfi

Negli anni successivi sul fondo del mare furono ritrovati altre statue in bronzo del periodo classico, il Poseidone di Capo Artemisio nel 1926 e i Bronzi di Riace nel 1976. Quindi l’Auriga di Delfi fu per quasi trent’anni l’unico esempio di quella grande arte che caratterizzò l’epoca  del V sec a.C. quando la scultura in bronzo era molto più usata di quella in marmo. E’ grazie ai romani e alle loro copie in marmo che oggi possiamo sapere quante opere in bronzo in realtà erano state fatte dai Greci. 

In the following years on the bottom of the sea were found other bronze statues of the classical period, the Poseidon of Cape Artemision in 1926 and the Bronze of Riace in 1976. Thus, the Charioteer of Delphi was for almost thirty years the only example of the great bronze art that characterized the period of the fifth century BC when bronze sculpture was much more used than the one made by marble. It is thanks to the Romans and their marble copies that today we can know how many bronze works actually had been made by the Greeks.

L’Auriga di Delfi – The Delfi Charioteer, Bronze- 480-460 BC Museo Archeologico di Delfi

Dettaglio della mano destra – Detail right hand L’Auriga di Delfi – The Delfi Charioteer, Bronze- 480-460 BC Museo Archeologico di Delfi

Dettaglio del braccio – Detail of the arm L’Auriga di Delfi – The Delfi Charioteer, Bronze- 480-460 BC Museo Archeologico di Delfi

I piedi – The feet L’Auriga di Delfi – The Delfi Charioteer, Bronze- 480-460 BC Museo Archeologico di Delfi

Dettaglio della capigliatura e della fascia della vittoria annodata dietro alla testa –  The victory head-band – L’Auriga di Delfi – The Delfi Charioteer, Bronze- 480-460 BC Museo Archeologico di Delf

L’Auriga di Delfi – The Delfi Charioteer, Bronze- 480-460 BC Museo Archeologico di Delfi

L’auriga faceva parte di una composizione più grande con una quadriga, quattro cavalli e un giovane ragazzo. Su una parte del piedistallo si è trovata l’iscrizione “POLYZALOS” quindi si presume che possa essere stata eretta in onore di Polizelo figlio di Dinomene il vecchio, capostipite dei famosi tiranni di Siracusa. Dinomene ebbe 4 figli, Polizelo, Gerone Ierone e Trasibulo.  Narra Plutarco che Dinomene chiese all’oracolo di Delfi quale sarebbe stato il futuro dei propri figli e la Pizia rispose che sarebbero tutti divenuti principi. I poeti Bacchilide e Pindaro poi proprio in quegli anni lodarono le vittorie di Gerone e Ierone ai giochi Pitici e di Olimpia, quindi l’Auriga di Delfi potrebbe essere una dedica dello stesso Polyzalo a sè stesso, o di Polyzalo ai suoi fratelli vincitori.

The charioteer was part of a larger bronze composition representing a quadriga with four horses, and a boy. On a part of the pedestal it was found an inscription, “POLYZALOS” so it is assumed that it could have been erected in honor of Polyzalos son of Deinomenes the elder, founder of the family of the famous tyrants of Syracuse. Deinomenes had four children, Polyzalos, Gero, Hiero and Trasibulus. Plutarch wrote that Deinomenes asked to the oracle of Delphi which was the future of his children and the Pythia answered that they would all become princes. The poets Bacchylides and Pindar then, during those years, praised the victories of Gero and Hiero at the Phytian and Olympic games, so the Charioteer of Delphi could be a dedication either to Polyzalos himself or from Polyzalos to his winning brothers.

Ricostruzione della quadriga – The reconstruction of the quadriga

La quadriga si pensa rappresenti il momento della parata dopo la vittoria. Il braccio ritrovato potrebbe essere di un giovane ragazzo che teneva fermo il cavallo laterale anche se alcuni studiosi pensano che i ragazzi in realtà fossero due, uno per lato.

The quadriga is thought to represent the moment of the parade after the victory. The arm found could be of a young boy holding the side horse even if some scholars think the boys were actually two, one on each side.

I pezzi ritrovati della quadriga -The composition of the quadriga and what is left – Museo Archeologico di Delfi

IL TEMPIO DI APOLLO A DELFI

2 thoughts on “L’Auriga di Delfi, uno sguardo salvato da un terremoto.

  1. Questi manufatti riconciliano con il desiderio di bellezza che ha persuaso gli artisti classici e che, oggi, irrimediabilmente si perde a causa della mancanza di desiderio di quel tipo di “bello”! Grazie

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    • Grazie a te che segui i miei articoli. Concordo con l’idea di bellezza che in queste opere si resce a percepire, come anche descrisse Marguerite Yourcenar scrivendo: ““…Ero tediato a morte da quelle figure colossali di re tutte uguali, seduti l’uno accanto all’altro, i piedi lunghi e piatti posati come oggetti; da quei blocchi inerti nei quali nulla è presente di quel che per noi è la vita, nè il dolore, nè la voluttà, nè il moto che libera le membra, nè il pensiero che organizza il mondo intorno a una testa reclina.” 🙂

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