Fidia e il suo magnifico Zeus

ΦΕΙΔΙΟ ΕΙΜΙ    [Io appartengo a Fidia – I belong to Pheidias.]
Questa l’iscrizione sotto la base della piccola tazza trovata nel laboratorio di Fidia di fronte al tempio di Zeus a Olimpia. Qui Fidia lavoro’ alla creazione della statua della divinità più famosa di Olimpia rendendola una delle sette meraviglie del mondo antico. – Inscription under the base of the small cup found in the Pheidias workshop in front of the Zeus Temple. Here Pheidias worked to create the statue of Olimpia’s most famous deity making it one of the seven wonders of the ancient world.

Tazza con iscrizione “Io appartengo a Fidia” seconda metà V sec a.C – Cup with the inscription on the base “I belong to Pheidias” second half  V century BC – ©Museo Archeologico di Olimpia

“La più grande di tutte però era l’immagine in avorio di Zeus, fatta dall’ateniese Fidia, figlio di Carmide; essa era così grande che, pur essendo il tempio di dimensioni assai considerevoli, l’artista sembra non aver rispettato le giuste proporzioni; egli rappresentò infatti il dio seduto, ma che toccava quasi il tetto con la testa, così da dare l’impressione che se Zeus si fosse alzato diritto, avrebbe scoperchiato il tempio”. Così scriveva Strabone [Geografia, Il Peloponneso Libro VIII,348-354] quando visitò Olimpia negli anni tra il 44 a.C e il 29 a.C.

The greatest of all, however, was the ivory image of Zeus, made by Pheidias the Athenian, son of Karmid; it was so great that although the temple was of considerable size, the artist seems to have not respected the just proportions, he represented the god sitting, but almost touching the roof with his head, so that you would have the impression that if Zeus had stood up straight, he would have take off the roof of the temple.” So wrote Strabo [Geography, The Peloponnese Book VIII, 348-354] when he visited Olympia in the years between 44 and 29 B.C.

Ricostruzione del laboratorio e della statua di Zeus – Reconstruction of both the workshop and  Zeus’s statue – ©Museo Archeologico di Olimpia

IL LABORATORIO – THE WORKSHOP

L’edificio dove Fidia lavorò e visse quando creò la statua di Zeus, trasformato poi in una basilica Cristiana – The workshop building where the artist lived and worked, then turned into an early Christian basilica – Olimpia

L’edificio dove Fidia lavorò e visse quando creò la statua di Zeus, trasformato poi in una basilica Cristiana – The workshop building where the artist lived and worked, then turned into an early Christian basilica – Olimpia

L’edificio dove Fidia lavorò e visse quando creò la statua di Zeus, trasformato poi in una basilica Cristiana – The workshop building where the artist lived and worked, then turned into an early Christian basilica – Olimpia

L’edificio dove Fidia lavorò e visse quando creò la statua di Zeus, trasformato poi in una basilica Cristiana – The workshop building where the artist lived and worked, then turned into an early Christian basilica – Olimpia

L’edificio dove Fidia lavorò e visse quando creò la statua di Zeus, trasformato poi in una basilica Cristiana – The workshop building where the artist lived and worked, then turned into an early Christian basilica – Olimpia

L’edificio dove Fidia lavorò e visse quando creò la statua di Zeus, trasformato poi in una basilica Cristiana – The workshop building where the artist lived and worked, then turned into an early Christian basilica – Olimpia

L’edificio dove Fidia lavorò e visse quando creò la statua di Zeus, trasformato poi in una basilica Cristiana – The workshop building where the artist lived and worked, then turned into an early Christian basilica – Olimpia

Il plastico situato all’entrata del Museo Archeologico di Olimpia – The scale model located at the entrance of the Archaeological Museum of Olimpia

GLI STRUMENTI – THE WORKING TOOLS
“Il pittore Paneno, nipote e collaboratore di Fidia, lo aiutò nel decorare la statua e in modo particolare nella pittura della veste. Nel tempio si possono vedere anche molte mirabili pitture, opera dello stesso autore”. Strabone [Geografia, Il Peloponneso, Libro VIII, 357-360] – “The painter Panaenus, nephew and collaborator of Pheidias, helped in decorating the statue and particularly in the painting of the dress. In the temple you can see many wonderful paintings,  works made by the same author”. Strabo [Geography, The Peloponnese Book VIII, 357-360]

Spatole e punteruoli in bronzo – Bronze spatulas and awls. ©Museo Archeologico di Olimpia

Stampi per la resa dei capi di abbigliamento della parte inferiore della statua – Moulds for the rendering of garments folds on the lower part of the statue. ©Museo Archeologico di Olimpia

Ricostruzione delle parti della veste della statua a cui corrispondono gli stampi. – Reconstruction of the parts of the statue’s dress to which the moulds correspond. © Museo Archeologico di Olimpia

Punteruoli in bronzo, un martello da orafo e una doppia accetta in piombo forse usati per la lavorazione del vetro – Bronze awls and goldsmith’s hammer and double lead axe used probably for working glass. © Museo archeologico di Olimpia

LA STATUA CRISOELEFANTINA DI ZEUS – THE CHRYSELEPHANTINE  STATUE OF ZEUS

“Il dio, fatto d’oro e d’avorio, è seduto in trono. Gli sta sulla testa una corona lavorata in forma di ramoscelli d’ulivo, nella mano destra regge una Nike, anch’essa crisoelefantina, con una benda e, sulla testa, una corona. Nella mano sinistra del dio c’è uno scettro ornato di ogni tipo di metallo, e l’uccello che sta posato sullo scettro è l’aquila. D’oro sono anche i calzari del dio e così pure il manto.” [Pausania, Viaggio in Grecia,Libro V, XI,1].
Così lo descrisse nel II sec d.C il famoso viaggiatore Periegeta.
La statua fu eretta all’interno della cella del tempio di Zeus nel 430 a.C. Era alta

12,40mt, la struttura interna era in legno, la testa, il busto e le braccia erano d’avorio, il mantello e la corona d’oro e il trono era d’ebano, d’oro e adornato di pietre preziose. La statua rimase al suo posto per otto secoli fino a quando nel IV sec.d.C fu trasportata a Costantinopoli e lì poi presumibilmente distrutta nel 475 d.C.

The god, made of gold and ivory, is sitting on the throne, with a crown shaped in the form of olive twigs on his head, in his right hand he holds a Nike, also chryselephantine, which is holding out a ribbon and wearing a wreath, in the left hand of the god there is an ornate scepter made of every type of metal, and the bird that sits on the scepter is the eagle. Made by gold are also the shoes of the god and so the himation. ” [Pausania, Journey to Greece, Book V, XI, 1]. So the famous traveler Periegeta described it in the second century AD.
The statue was erected inside the Zeus Temple cella in 430 BC. It was 12.40 mt tall, the inner structure was of wood, the head , the torso and the arms were of ivory, the mantle and the crown were of gold, and the throne was made of ebony, gold and adorned with precious stones. The statue remained in its place for eight centuries until it was transported to Constantinople in the 4th century AD and then supposedly destroyed in 475 AD.

Moneta “Assarion” della città di Elis, coniata negli ultimi anni dell’impero di Adriano (135-137 d.C) La moneta è una dei tre esemplari di questo tipo che raffigurano la statua crisoelefantina di Zeus a Olimpia. – The “Assarion” coin of the city of Elis, coined in the last years of the Hadrian Empire (135-137 AD). The coin is one of the three examples of this type depicting the Chryselephantine statue of Zeus at Olimpia. – © Museo Archeologico di Firenze.

Ricostruzione della statua di Zeus – Reconstruction of the image of Zeus’s statue -© Museo Archeologico di Olimpia

Ricostruzione della statua di Zeus – Reconstruction of the image of Zeus’s statue -© Museo Archeologico di Olimpia

La statua di Zeus era così perfetta che il mito racconta che lo stesso Zeus approvò il lavoro di Fidia quando l’artista glielo chiese: “Quando infatti la statua era ormai ultimata, Fidia chiese al dio di fargli intendere se l’opera fosse di suo gradimento e, subito, raccontano, un fulmine colpì quel punto del pavimento dove ancora ai tempi miei c’era come copertura l’anfora di bronzo.”  [Pausania, Viaggio in Grecia,Libro V, XI, 9].

Zeus’s statue was so perfect that according to the legend Zeus himself endorsed Fidia’s work when the artist asked him: “When the statue was finished, Fidia asked the god to tell him if he met his expectations and, immediately, they tell, Zeus hurled down a thunderbolt hitting that spot covered, still in my days, by the bronze amphora.” [Pausania, Journey to Greece, Book V, XI, 9] 🙂

BIBLIOGRAFIA:
Strabone – Geografia, Il Peloponneso Libro VIII  – Ed. Bur Rizzoli 2000

Pausania – Viaggio in Grecia, Olimpia ed Elide, Libri V e VI – Ed. Bur Rizzoli 2010

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