Giulio Cesare da dove passò? Dal Rubicone o dall’Urgón?

Dov’è il Rubicone? In che giorno Cesare lo passò? Qual era il suo vero intento?

Ora non vi sono dati sufficienti, o almeno non li conosco io, per rispondere con assoluta precisione e certezza ad una sola di queste domande. Per buona sorte però abbiamo in mano abbastanza per deciderle tutte e tre almeno con una probabile approssimazione al vero: ed i principali di questi dati io mi studierò di esporvi con fedele imparzialità.”

Così inizia il libro “Cesare al Rubicone” di Giuseppe Barilli (politico e matematico bolognese,1812-1894), lettura intrigante e molto interessante su uno degli episodi più grandi e ricordati della nostra storia. 

Da sx verso dx. Le statue di Giulio Cesare a Savignano sul Rubicone e a Calisese . La prima presso il ponte sul Rubicone la seconda presso il ponte sull’Urgon o Pisciatello.

La grande disputa inizia perchè come dice l’autore, tra Ravenna e Rimini scorrono sette piccoli fiumi, o meglio torrenti: “la Marecchia, che lambisce le mura di Rimini, il Luso che passa da Sant’Arcangelo, il Savignano detto Fiumicino, la Rigosa, l’Urgone o Pisciatello, il Savio e il Ronco.

Senza avventurarci nell’analisi di ciascuno di essi, per esclusione, sia basandosi sulle fonti antiche sia sull’analisi della effettiva geografia dei singoli fiumi che nei secoli hanno cambiato il loro corso, la disputa, ad oggi, sembra essere ancora aperta tra due  principali indiziati. Il Rubicone e l’Urgón detto Pi/esciatello.

L’autore descrive molto bene la sua ricerca su questi due fiumi, soprattutto sull’Urgón che mi ha particolarmente affascinato in quanto lo studio ricade sull’etimologia del suo nome e su come nei secoli la conoscenza popolare dei luoghi abbia conservato e cambiato il nome di questo fiume. Una lettura molto interessante.

Iniziamo dal più famoso.: IL RUBICONE scorre attraverso l’attuale Savignano sul Rubicone, in provincia di Forlì-Cesena, che in passato si chiamava Savignano di Romagna, quando nel 1933 per decreto regio, Benito Mussolini, per sanare questa secolare diatriba, decretò che l’allora Fiumicino era da ritenersi il vero Rubicone. A sua difesa ci sono molti ritrovamenti archeologici di età repubblicana e il famoso ponte romano che ancora oggi possiamo vedere e attraversare. Inoltre il fiume risulta essere di confine alle maglie centuriate circostanti e passa proprio sulla via Emilia facendoci dedurre che da Ravenna a Rimini Giulio Cesare abbia preso la strada più comoda.

Il ponte romano sul Rubicone a Savignano

Il ponte romano sul Rubicone a Savignano.

Il fiume che si contende la celebre fama molto più degli altri nominati precedentemente, è il fiume URGÓN, chiamato oggi Pisciatello  Come mai questi due nomi?

“Se io chiedeva in dialetto il nome del fiume a chicchessia, a qualche notevole distanza al di sopra della Via Emilia, mi rispondevano senza esitare: u s’ciama l’Urgón (si chiama l’Urgone). Se lo chiedevo a sufficiente distanza al di sotto del ponte mi rispondevano invece con uguale asseveranza: u s’ciama Psadàl ( si chiama il Pesciatello). Insomma il vero nome qual’è chiesi a delle donne in una pescaia vicino a Cesenatico: Oh il vero nome è Rubigone…risposero”

Cambiare la c latina (Rubicon) tra due vocali, in g, l’autore ci spiega come nei secoli fu una tendenza molto frequente sia nella lingua italiana settentrionale che spagnola e portoghese. L’etimologia di molte parole moderne risale a quella latina anche quando alcune di esse sembrano essere molto differenti, cosa invece molto più facile da riconoscere quando le parole sono rimaste simili. Ed è abbastanza il nostro caso, come descrive poco dopo:

“Or è da sapersi che questo torrente è chiamato il Rigone, da Flavio Biondo che scriveva nel 1440 e da due scrittori cesenati nel XVII secolo…questo torrente si forma nella pendice dell’Appennino presso il castello di Strigara da due rami che confluiscono insieme, e de quali il sinistro che è il maggiore dei due, si chiama da que’ montanari l’Urgon, ed il destro Rigon” [possibili alterazioni della parola Rubicón: Rubgón, Urbgón,  e infine Urgón – Ovvero Rubicón, Ribigón, Rigón.]

Il busto di Giulio Cesare a Calisese, presso il ponte sull’Urgon.

Il busto di Giulio Cesare a Calisese, presso il ponte sull’Urgon.

Il ponte sull’Urgon che fu fatto poi saltare in aria dai tedeschi nel 1944.

Il busto di Cesare rivolto al ponte sull’Urgon.

Ma la cosa più interessante e su cui riflettere è questa:

“Nemmeno è da stupirsi che il Rubicone possa aver cambiato nome nella parte inferiore del suo corso, ed aver preso il nome di Pisatello o Pesciatello, sia dall’antico castello di tal nome sia, come ad altri è piaciuto, da un antico fondo denominato Piscinianum. Del rimanente i fiumi cangiano più di leggieri il nome a valle che a monte, in primo luogo perchè i montanari, avendo poco commercio conservano più a lungo l’antico linguaggio e poi perchè i fiumi a valle spesso cambiano il loro letto. Questo poi fu artificialmente deviato dai monaci Benedettini e portato a sboccare non più presso Cesenatico come prima faceva, ma un poco più ad oriente confluendo prima con il Rigossa e poi con il Fiumicino ad un miglio circa dal mare.Di siffate diversità del nome di un fiume, verso l’origine e verso il mare, hannosi altri più illustri esempi”

(Danubio, Reno e Nilo sono altri esempi che l’autore descrive)

Oltre a ciò l’autore  descrive la sua analisi dei vari sassi e pietre raccolti lungo questo fiume i quali risultavano particolarmente rossastri soprattutto bagnati,(da qui si presume il nome Rubicon, da ruber, rosso) scrivendo anche che la credenza popolare racconta come le persone malate andassero a dissetarsi nelle sue acque ricche di ferro, da cui appunto il colore rossastro assunto dal pietrisco.

A voi l’ardua sentenza.  Da dove passò Giulio Cesare nelle prime ore del 10 gennaio 49 a.C. alla testa del suo esercito, composto dalla Legio XIII Gemina (per un totale di circa 5.000 uomini e 300 Cavalieri), al ritorno dalla Gallia?  🙂

Personalmente mi piace più credere al piccolo fiumeUrgón, anche se il ponte sul Rubicone a Savignano trasmette molto di più quell’atmosfera di evento storico, ma se andate a Calisese avrete lo stesso dubbio. Buona lettura!!

Nota: tutto ciò che è scritto tra le virgolette è la citazione esatta del testo del libro.

 LIBRO – Cesare al Rubicone Ed. Il Ponte Vecchio – Cesena

 

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