Solunto, la città punica greco-romana imprigionata tra cielo e mare.

Colonnato della casa detta il Ginnasio – Colonnade of the house s.c The Gymnasium

SOLUNTO è una perla incastonata sulle pendici del Monte Catalfano sulla costa settentrionale della Sicilia a pochi chilometri da Palermo. Imprigionata tra il mare e il cielo svetta a picco sul mare tra Capo Zafferano e Bagheria. Come Mozia e Palermo, Solunto venne fondata dai Fenici tra il VIII e il VII secolo a.C contemporaneamente con la prima colonizzazione greca. Conosciamo il nome greco della città, di origine semitica, Soloeis, Solous, il cui significato è “roccia” e il suo corrispondente latino Solus, Soluntum. Il toponimo Soluntum ricorre nell’Itinerarium Antonini, datato metà III sec. d.C e nella più tarda Tabula Peuntigeriana che inserisce la città lungo il percorso della via Valeria che univa Messina con Lilibeo. Il toponimo fenicio invece è “k f r ” cioè “villaggio” scritta che si legge sul retro di una serie di monete della fine del V sec a.C. trovate in loco.[ SOLUNTO is a pearl set on the slopes of Mount Catalfano on the northern coast of Sicily, just a few kilometers from Palermo. Trapped between the sea and the sky it rises above the sea between Cape Zafferano and Bagheria town. Like Mozia and Palermo, Solunto was founded by the Phoenicians between the VIII and the VII century BC simultaneously with the first Greek colonization. We know the Greek name of the city of Semitic origin, Soloeis, Solous, whose meaning is “rock” and its latin correspondent Solus, Soluntum. The Soluntum landmark recurs in the Antoninian Itinerarium, dating to the middle of the third century AD and in the later Tabula Peuntigeriana that inserts the city along the route of Via Valeria that united Messina with Lilibeo. The Phoenician name is instead “k f r“, that is, “village” written at the back of a series of coins dated at the end of the 5th century AD, which were found locally.

Veduta del sito con in primo piano due dei tre assi stradali Nord-Sud con la strada di Ippodamo da Mileto – The three road axes with the road Ippodamo da Mileto.

                                               Coordinate: 38.092017, 13.531590

Diodoro Siculo ci racconta che l’antico abitato soluntino fu saccheggiato e distrutto dal tiranno di Siracusa Dionisio I nel corso della guerra contro l’elemento punico di Sicilia, ma fu ricostruita tra il 367 (trattato di pace con Siracusa) e il 307 quando a Solunto si stanziò l’esercito di Agatocle di ritorno dalla spedizione in Africa. Durante la prima guerra punica la città fu conquistata dai Romani e successivamente fu inserita da Cicerone  tra le civitates decumanae sottoposte alle vessazioni di Verre. Solunto sembra essere stata abbandonata volontariamente a partire dal III sec d.C. La topografia della città, a pianta Ippodamea è molto simile a quella di Mozia, ci sono aree di produzione artigianale, una necropoli e un tofet. La maglia urbana è definita dall’incrocio di tre assi Nord-Sud (plateiai) disposte in forte pendenza sul declivio della collina che forma insulae larghe 40mt e lunghe 80, suddivise da canali per lo scorrimento e smaltimento delle acque piovane. [  Diodorus Siculus tells us that the ancient Solunto was plundered and destroyed by the tyrant of Syracuse Dionisio I during the war against the Punic element of Sicily, but was built up again between the 367 ( treaty of peace with Syracuse) and 307 when Solunto allocated the army of Agatocles back from expedition to Africa. During the First Punic War, the city was conquered by the Romans and was subsequently inserted by Cicero among the decumanae civitates subjected to the harassment of Verre. Solunto seems to have been abandoned voluntarily from the 3rd century AD. The topography of the city is built on a Hippodamea design and is very similar to  Mozia town,  among areas of handicraft production there are a necropolis and a tophet. The urban design is defined by the intersection of three North-South (plateiai) axes arranged in a steep slope along the downhill of the mountain, that forms insulae wide 40mt and long 80 mt, divided by channels for the surplus of  rainwater. ]

I tre assi stradali Nord-Sud – the three north-south road axes

             LA STRADA DELL’ AGORA’ – THE AGORA’ ROAD

La strada dell’Agorà che sale sulle pendici del Monte Catalfano, – The Agorà’s Road climbing uphill

La strada dell’Agorà che sale sulle pendici del Monte Catalfano.

La strada dell’Agorà che sale sulle pendici del Monte Catalfano,

La strada dell’Agorà che sale sulle pendici del Monte Catalfano,

La strada dell’Agorà che sale sulle pendici del Monte Catalfano,

VIA IPPODAMO DA MILETO 

Via Ippodamo da Mileto che raggiunge il promontorio e il tempio sacro. – The Ippodamo’s road which reaches the promontory and the sacred area.

Via Ippodamo da Mileto che raggiunge il promontorio e il tempio sacro.

IL TEMPIO SACRO – THE SACRED AREA

Il nucleo dell’area sacra con altare a tre betili è costituito da uno spazio sacrificale all’aperto dietro al quale si ergono tre stele a forma di parallelepipedi, i betili tipici dei culti fenicio-punici. Accanto ad esse è collocata una vasca per raccogliere il sangue degli animali sacrificati. – [ The sacred area nucleus with a three betili  altar is constituted by a sacrificial open space behind which stand three stele in the shape of parallelepipeds, the typical betili of Phoenician-Punic cults. Next to them there is a bathtub to collect the blood of the sacrificed animals. ]

Area sacra sul promontorio con i tre betili. – The sacred area temple.

Area sacra sul promontorio con i tre betili.

Area sacra sul promontorio con i tre betili. Sullo sfondo Capo Zafferano.

Le zone pubbliche costituite da agorà, teatro, palestra e bouleuterion sono incluse in due grandi terrazze comunicanti poste alla estremità settentrionale della città. Sopra il teatro si trova l’area sacra più vasta della città dove fu ritrovata la statua di Zeus come Baal-Hammon ora conservata al Museo Salinas di Palermo – [ Public areas consisting of  the theater, the gym and the bouleuterion are included in two large communicating terraces at the northern end of the city. Above the theater lies the largest sacred area of the city where the statue of Zeus -Baal Hammon was found,  now preserved at the Salinas Museum in Palermo. ]

Le dimore più lussuose sono costruite lungo la più importante arteria cittadina, la Via dell’Agorà e le strade principali e rientrano tutte nella tipologia della casa a peristilio ellenistica, articolata intorno ad un cortile centrale colonnato e con un piano superiore. Si associavano poi alcune tabernae sul lato della strada. –The most luxurious residences are built along the most important city artery, the Agorà  Road togheter with the main streets, and all of them fall into the typology of the Hellenistic peristyle house, articulated around a central colonnade courtyard and with a second floor. There were then often associate some tabernae facing the road side ]

CASA DI ARPOCRATE – ARPOCRATE’S HOUSE

Deve il suo nome dal ritrovamento di piccoli bronzi tra cui una figurina del dio Arpocrate del I sec d.C – [ It has its name from the discovery of small bronzes including a figurine of the god Arpocrate of  I century AD ]

Casa di Arpocrate – Peristilio

Casa di Arpocrate -Mosaico cubiculum

Casa di Arpocrate peristilio e parte di un cubiculum

CASA DI LEDA – LEDA’S HOUSE

Tra le case soluntine quella detta di Leda, per le pitture di soggetto mitologico raffigurate nel tablinium, costituisce una delle case più belle. Abitazione costruita su tre livelli aveva un portico ionico sia al piano inferiore che a quello superiore, sia pregevoli pitture parietali. Di grande importanza ed un unicum a noi arrivato è il mosaico di uno dei due cubicula di fianco al tablinium: l’emblema del mosaico pavimentale dentro ad un quadretto raffigura una sfera armillare (nota anche come astrolabio sferico, è un modello della sfera celeste inventato da Eratostene nel 255 a.C.) ovvero l’antico strumento astronomico che concepito per scopi dimostrativi e didattici rappresentava la struttura geometrica dell’universo con la terra immobile al centro di un sistema di anelli (armille), generalmente di metallo, ciascuna delle quali rappresenta uno dei circoli della sfera celeste.  [Among the Solunto’s domus the one called Leda, for the mythological paintings depicted in the tablinium, is one of the most beautiful houses. The three-level building had an ionic portico on both the lower and upper floors, as well as fine wall paintings. Of great importance and a unicum  is the mosaic of one of the two cubiculum alongside the tablinium: the emblem of the floor mosaic in a square, depicts an armillary sphere (also known as spherical astrolaph,which is a model of the celestial sphere invented by Eratosthenes in 255 BC), ancient astronomical instrument conceived for demonstrative and didactic purposes represented the geometric structure of the universe with the earth immobile at the center of a system of rings (armillas), generally of metal, each of which represents one of the circles of the celestial sphere.]

Si tratta della più antica rappresentazione di tale strumento astronomico giuntaci dall’arte figurata del mondo antico, realizzata con tessere molto minute (vermiculatum) la sfera si staglia su uno sfondo di tessere grigio-blu, al centro il globo terrestre colorato in rosso scuro circondato dalle armille con tessere dall’ocra al giallo chiaro al bianco da simulare i bagliori del metallo con cui era costruito lo strumento. Non è chiaro se il mosaico fu realizzato in loco da una maestranza alessandrina oppure se fu portato direttamente già fatto dall’Egitto. – [ This is the most ancient representation of this astronomical tool that has come to us from the figurative art of the ancient world, made with very minute tiles (vermiculatum), the sphere stands out against a background of gray-blue tiles, in the center  the earth red dark colored  is surrounded by the armillas colored from ocher to light yellow to white to simulate the metal glows with which the instrument was built. It is not clear whether the mosaic was made on site by a skilled  Alexandrian worker or if it was taken, already made, straight from Egypt.]

Casa di Leda – Il tablinium e sullo sfondo il peristilio – The tablinium and the peristyle.

Casa di Leda – Il cubicolumSE con il mosaico della Sfera Armillare

THE ARMILLARY SPHERE

 

Casa di Leda – La Cisterna

Casa di Leda – Il Peristilio  e la piccola fontana/impluvium

Casa di Leda – Il Peristilio e la piccola fontana/impluvium

Casa di Leda, parte delle pitture di uno dei cubicula affacciati sul peristilio

CASA DELLE GHIRLANDE – HOUSE OF GARLANDS

Situata a nord dell’Agorà deve il suo nome a deliziose pitture di ghirlande di III stile nel tablinio  – [ Situated north of the Agora owes its name to gorgeous paintings of garlands of III style in the tablinum.]

Casa delle Ghirlande  -Mosaico del Tablinium

Casa delle Ghirlande

Casa delle Ghirlande, parte della zona termale  – the thermal area of the house

IL TEATRO – THE TEATHER

Edificato nell’ambito di un programma di rifacimento edilizio pubblico poteva accogliere 1500-1600 spettatori. Si configura come una struttura a due piani realizzati con ordine dorico e ionico. Il basamento del palco era decorato alle estremità da figure di cariatidi di dimensioni ridotte. A valle l’enorme cisterna, al suo fianco il bouleterion e la palestra.

[Built under a public building renovation program it could host 1500-1600 spectators. It is configured as a two-story structure made with Doric and Ionic order. The stage stand was decorated at the ends by small caryatid figures. Below the stage the huge cistern and  next to it the bouleterion and the gym.]

Zona del teatro, la cisterna

Il teatro

Gradinata della cavea – The stairs of the cavea

L’orchestra del teatro, veduta verso est – The orchestra, the view to the east.

ZEUS BAAL – HAMMON

La statua colossale di Zeus identificata come il Baal Hammon punico fu trovata nel 1825 ed è una rielaborazione del tipo di Giove Capitolino nello stile tardo ellenistico siceliota del II sec a.C. Realizzata in calcare tranne volto, mani e piedi in marmo la statua era posta in un edificio sacro situato a mezza costa della città.
—————————
The colossal statue of Zeus identified as the Punic Baal Hammon god, was found in 1825 and is a reworking of the type of the Capitoline Jupiter  in the late Hellenic style of Sicilian art of the II sec BC.  Made of limestone except for the face, hands and feet which are in marble, the statue was  placed in a sacred building area located halfway up the city.

La statua colossale di Zeus – Museo Archeologico Salinas – Palermo

La statua colossale di Zeus – Museo Archeologico Salinas – Palermo

IL PANORAMA – THE VIEW

Panorama a Est – East view

Panorama a Nord, la baia di Palermo – West view

Panorama a nord . Capo Zafferano – North view

Casa delle Maschere, il punto più alto della città. – From the House of the Masks, the top of the city.

LINKS : Area Archeologica

Museo archeologico nazionale di Palermo: Museo Salinas

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...