La Gerusalemme di Bologna, nata dal culto di Iside ora ha uno dei presepi più belli della città!

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IL PRESEPE – BASILICA DI VITALE E AGRICOLA – IV SEC d.C

La storia del complesso delle Sette Chiese di S.Stefano (di cui ne restano solo 4 oggi), nasce 2000 anni fa quando una ricca sorgente, tutt’ora esistente sotto una grata nella Chiesa del Santo Sepolcro fu scelta come luogo dove costruire un tempio in onore di Iside. Nei secoli il complesso si è allargato con piccole basiliche,cortili e chiese fino a diventare un intero e unico luogo di culto cristiano. Alla fine del I sec d.C periodo di forte espansione delle religioni misteriche alcuni adepti portarono dall’Egitto con un anfora o altro contenitore le sacre acque del Nilo con le quali santificarono la sorgente. Non sappiamo per quanto tempo questi adepti furono liberi di praticare i loro riti pagani, ma il piccolo complesso diventò cristiano per certo quando nel IV sec Sant’Ambrogio commentò il ritrovamento dei corpi dei protomartiri Vitale e Agricola (III-IV secolo, i due cristiani , uno un signore e l’altro il suo servo,che subirono il martirio a Bologna e che sono venerati come santi dalla Chiesa cattolica). 

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PLANIMETRIA DELLE SETTE CHIESE-COMPLESSO S.STEFANO – photo-wikipedia 1: Chiesa del Crocefisso 4: Chiesa del S.Sepolcro – 5: Basilica di Vitale e Agricola 6: Cortile di Pilato 7: Chiesa del Martirio

The history of the complex of the Seven Churches of St. Stephen (of which there are only 4 today), born 2000 years ago, when a rich spring of water, which still exists under a grate in the Church of the Holy Sepulchre was chosen as the place where to build a temple in honor of Isis. Over the centuries the complex was expanded with small churches, courtyards and churches to become a full and unique place of Christian worship. At the end of the first century AD, period of booming of the mystery religions some followers brought a jar or other container with the sacred water of the Nile from Egypt, and with which they sanctified the source. We do not know how long these followers were free to practice their pagan rituals, but the small complex became Christian for sure when in the IV century St. Ambrose remarked the discovery of the bodies of the first martyrs Vitalis and Agricola (III-IV century, the two Christians , one a man and the other his servant, who were martyred in Bologna and who are honored as saints by the Catholic Church).

BASILICA DI VITALE E AGRICOLA

La chiesa dei Santi Vitale ed Agricola risale al IV secolo e conserva i sarcofagi dei due martiri. Il complesso subì devastazioni durante la feroce invasione degli Ungari all’inizio del X secolo e venne in buona parte ricostruito dai benedettini nei primissimi anni dell’XI secolo. Ed è qui dentro che oggi c’è uno dei presepi più belli di Bologna. Tutto fatto in argilla e materiali naturali, dal muschio alle canne, dai sassi ai tortellini appoggiati sui tavolini. Opera della Signora Lina Osti  di Zola tutte le composizioni sono fatte a mano in argilla e terracotta, tranne le figure della sacra famiglia che sono state lasciate “crude”.

The church of Saints Vitale and Agricola dates from the fourth century conserves the sarcophagi of the two martyrs. The complex suffered devastation during the fierce invasion of the Hungarians at the beginning of the X century and was largely rebuilt by the Benedictines in the early XI century. And it is here that today there is one of the most beautiful nativity scenes of Bologna. All done in clay and natural materials, from the moss to the reeds, from stones to the tortellini on the tables. Work of Mrs. Lina Osti from Zola all compositions are made by hand in clay and terracotta, but the figures of the holy family that were left “raw.”

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BASILICA DI VITALE E AGRICOLA

La basilica nella sua estrema nudità e quasi crudezza evoca ancora più delle altre la semplicità della fede cristiana e la povertà delle comunità medievali. L’inizio della sua costruzione risale ai primi insediamenti cristiani nel periodo dell’uccisione di Vitale e Agricola nel 304 d.C le cui tombe furono ritrovate nel 393 ad opera del vescovo di Milano S.Ambrogio. Da nessuna fonte antica ci è stata tramandata l’epoca del loro martirio. Tuttavia alcuni studiosi ritengono probabile che Vitale ed Agricola siano state vittime della persecuzione dell’imperatore Diocleziano (284-305).

The basilica in its extreme nudity and crudity almost evokes even more than the others the simplicity of the Christian faith and the poverty of the medieval community. The beginning of its construction dates back to the early Christian settlements in period of the the killing of Vitale and Agricola in 304 AD,whose graves were found in 393 by Bishop Ambrose of Milan. Since no ancient source has been passed down the time of their martyrdom,however, some scholars consider it likely that Vitale and Agricola were victims of the persecution of the Emperor Diocletian (284-305).

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IL PRESEPE – BASILICA DI VITALE E AGRICOLA –IV SEC d.C

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IL PRESEPE – BASILICA DI VITALE E AGRICOLA – IV SEC d.C

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IL PRESEPE – BASILICA DI VITALE E AGRICOLA – IV SEC d.C

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IL PRESEPE – Il portico di San Luca – BASILICA DI VITALE E AGRICOLA – IV SEC d.C

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IL PRESEPE – BASILICA DI VITALE E AGRICOLA -IV SEC d.C

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Capitello ionico proveniente dalla prima costruzione pagana

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SARCOFAGO DI AGRICOLA

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SARCOFAGO DI VITALE

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BASILICA DI VITALE E AGRICOLA – IV SEC d.C

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CALCO IN GESSO DA RILIEVO CHE MOSTRA GESU’ TRA I DUE SANTI

BASILICA DEL SANTO SEPOLCRO

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CHIESA DEL SANTO SEPOLCRO – L’ edicola centrale, le scale e l’altare in cima.

La chiesa risale al V secolo, costruita dal vescovo Petronio come simulacro del S. Sepolcro costantiniano di Gerusalemme e ricostruita agli inizi dell’XI secolo dai monaci benedettini dopo che venne pesantemente danneggiata durante le devastanti invasioni ungare del X secolo. L’edificio, a pianta centrale, è costruito su un perimetro a base ottagonale irregolare al centro del quale si erige una cupola dodecagonale. Al suo interno ci sono 12 colonne di marmo e laterizio, mentre al centro si trova un’edicola che custodiva le reliquie di San Petronio, qui rinvenute nel 1141. Vi sono ancora parti delle antiche e prime colonne egiziane di granito nero.

The church dates back to the fifth century, built by Bishop Petronius as a simulacrum of the Holy Sepulchre of Jerusalem  and rebuilt in the early XI century by Benedictine monks after it was heavily damaged during the devastating Hungarian invasions of the X century. The building, with a central plan, is built on an octagonal irregular basis perimeter at the center of which stands a twelve-sided dome. Inside there are 12 columns of marble and brick, while in the center is located a aedicule that preserved the relics of Saint Petronius, discovered here in 1141. There are still parts of the old and first black granite Egyptian columns.

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CHIESA DEL SANTO SEPOLCRO – L’edicola centrale, le scale e l’altare in cima.

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CHIESA DEL SANTO SEPOLCRO – L’edicola centrale, le scale e l’altare in cima.

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LE SCALE con il leone aggiunto nel 1800

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CHIESA DEL SANTO SEPOLCRO – L’altare

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COLONNA DI GRANITO NERO AFRICANO

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CHIESA DEL SANTO SEPOLCRO

IL CHIOSTRO

Le figure antropomorfe e nello specifico l’uomo con la testa girata di 180 gradi e quello nudo schiacciato dal peso della pietra sembrano siano stati di ispirazione a DANTE ALIGHIERI,  quando soggiornò qui durante i suoi studi universitari nel 1287, per alcune forme di espiazione del Purgatorio.

The anthropomorphic figures and specifically the man with his head turned 180 degrees and the naked one crushed by the weight of the stone seem to have been as inspiratione to Dante Alighieri, when he stayed here during his university studies in 1287, for some of his forms of expiation in the Purgatory book.

 

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CHIOSTRO

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CAPITELLO ANTROPOMORFO, uomo nudo schiacciato.

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CAPITELLO ANTROPOMORFO – uomo con testa girata di 180 gradi

CORTILE DI PILATO – PILATE’S GARDEN

Coperta per restauro, il Catino di Pilato, opera longobarda databile tra il 730 e il 740. la sua denominazione come Catino di Pilato risalirebbe al secolo XIV.

Covered for restoration, the Basin of Pilate, Longobard work dated between 730 and 740. its designation as Basin of Pilate goes back to the XIV century.

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CORTILE DI PILATO

 

Lina Osti la scultrice

Storie e leggende di S.Stefano

NOTA: LA BASILICA DI SAN GIOVANNI IN MONTE ,sempre nel centro storico , si trova nella piazzetta omonima, ed entrambe sono rialzate di molti metri, rispetto alle vicine vie circostanti. Secondo la tradizione, la costruzione dell’edificio sarebbe iniziata nel 433. Di certo, le origini della chiesa e del monastero s’intrecciano col lento rifiorire della città dopo la caduta dell’Impero romano d’occidente e con la presenza a Bologna di San Petronio, e si collegano alla simbologia dei luoghi santi di Gerusalemme, riprodotti nel vicino complesso ecclesiale di Santo Stefano. Questo posto, infatti, doveva ricordare il Monte degli Ulivi e la sua distanza dal complesso del Santo Sepolcro. NOTE: THE CHURCH OF SAN GIOVANNI IN MONTE, always in the historical center, is located in the homonymous square, and both are raised several meters, compared to nearby surrounding streets. According to tradition, the construction of the building began in 433. The origins of the church and the monastery are interwoven with the slow revival of the city after the fall of the Western Roman Empire and the presence in town of Saint Petronius, and are connected to the holy places of Jerusalem symbolism, reproduced in the nearby Church of Santo Stefano complex. This place, in fact, had to remember the Mount of Olives and its distance from the complex of the Holy Sepulchre.

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