Le Cave di Cusa, dove nacque uno dei più grandi templi del mondo greco. The quarries of Cusa.

Quando si va a Selinunte l’immagine che abbiamo negli occhi tutti quanti è il famoso Tempio  C con il suo lato nord di colonne che svettano sull’acropoli e la bellezza del Tempio E quasi tutto completamente ricostruito. Eppure per me il vero protagonista di questo incredibile sito archeologico è lui: il tempio G o Olympeion . Completamente in rovina con una unica colonna rimasta in piedi. Vi chiederete il perchè. Semplice. Prima di tutto è uno dei templi più grandi in assoluto del mondo greco e in secondo luogo le sue immense colonne furono create in una cava ben specifica con una storia particolare, interessante e un po’misteriosa.

When you go to Selinunte the image that everyone has in the eyes is the famous Temple C with its northern side of columns that stand on the acropolis and the beauty of the Temple E almost all completely rebuilt. Yet the real star of this amazing archeological site is actually the temple G or Olympeion. Completely ruined with a only a single column left standing. You may wonder why. Simple. First of all it is one of the largest temples ever the greek world has left us and secondly its immense columns were created in a very specific quarry with a special story, interesting and  mysterious.

LE CAVE DI CUSA si trovano in linea d’aria a circa 10 km dall’antica città di Selinunte e si chiamano così dal nome di un antico proprietario del terreno, il Barone Cusa. Si tratta di cave di pietra formate da banchi di calcarenite lungo circa 2 km in prossimità della costa, da cui veniva estratto tutto il materiale per le costruzioni selinuntine. Esse furono in uso dal VI secolo a.C. fino alla sconfitta dei greci da parte dei cartaginesi nel 409 a.C, ma ciò che rende interessante questo luogo e che fa parte del mistero che un po’ lo circonda è la sensazione di un suo abbandono in fretta e furia. Camminando tra i campi circondati da queste enormi pezzi di future colonne appoggiate e sparse ovunque ci si rende conto di come effettivamente qualcosa sia successo. Si nota la brusca interruzione dei lavori di estrazione, di lavorazione e di trasporto di questi rocchi dovuta molto probabilmente alla minaccia che incombeva sulla città per l’improvviso sopraggiungere dell’esercito cartaginese. La repentina fuga degli scavatori, degli scalpellini e degli operai ha fatto sì che oggi noi possiamo non solo riconoscere, ma anche capire bene tutte le varie fasi di lavorazione: dalle prime profonde incisioni circolari, fino ai rocchi finiti che attendevano soltanto di essere portati in città.

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INCISIONE TERMINATA – CAVE DI CUSA

THE QUARRIES OF CUSA are located lon a linear distance about 10 km from the ancient city of Selinunte and are so called from the name of a former owner of the land, the Baron Cusa. It is characterized by the stone quarries of limestone banks extended along approximately 2 km near the coast, from which the material was extracted for Selinuntine buildings. They were in use from the sixth century BC until the defeat of the Greeks by the Carthaginians in 409 B.C, but what makes this place interesting and which is part of the mystery around it is the feeling that it was  abandoned in a hurry.

Walking through the fields surrounded by these huge pieces of future columns lying scattered everywhere, one realizes that something actually happened. You notice the abrupt interruption of mining works, processing and transportation of these future columns very likely due to the threat looming over the city in 409 BC due to the sudden occurrence of the Carthaginian army. The sudden flight of the quarrymen, masons and workers of the staff, has ensured that today we can not only recognize but also follow all the various phases of the work: from the first deep circular incisions, through to the finished “rocchi” awaiting only to be transported away .

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INCISIONE TERMINATA – CAVE DI CUSA

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INCISIONE TERMINATA – CAVE DI CUSA

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ROCCO ABBANDONATO – CAVE DI CUSA

 

 

Il lavoro cominciava dall’alto con delle seghe tonde, acqua e sabbia. Si isolava il rocchio della colonna per poi spezzarlo orizzontalmente dalla roccia. Alcuni presentano crepe e lesioni pertanto si crede che, considerate non più utilizzabili, siano stati lasciati lì per procedere su altri pezzi nuovi.

Work began from the top wih round saws, water and sand. The rocchio of the column was isolated and then it was broken horizontally from the rock. Some of them have cracks and lesions so therefore, it is believed they  have been left there to proceed thwe work on other new pieces.

 

IL TEMPIO G O DI ZEUS-OLYMPEION

Procedendo dalla Cave al sito archeologico e osservando ciò che resta del tempio G si nota immediatamente che ogni suo singolo pezzo proviene dalle cave di Cusa. La grandiosità di questo tempio in dimensioni, il secondo in Sicilia e uno dei più grandi dell’intero mondo greco ( 8X17 colonne per 50mtX110 circa) ha una pianta che ricorda l’enorme tempio di Dydima in Turchia. Il lungo periodo di costruzione dell’edificio ricopre circa 75 anni  e sembra sia stato in uso già dalla metà del V sec a.C. Tuttavia si discute ancora sulla destinazione finale dei 60 rocchi rimasti a Cusa, a cosa effettivamente sarebbero serviti visto che il tempio era già finito nella sua parte strutturale principale. Passeggiando tra queste enormi rovine è inevitabile percepire il mistero e la grandiosità di questo luogo. Vedere il Tempio senza aver visto le cave si perde un po’ di quel fascino che questo tempio ha in ogni sua pietra, si perde un po’ il legame con la terra che lo ha generato.

Proceeding from the Cave to the archaeological site and observing what remains of the temple G you immediately notice that each piece comes from the quarries of Cusa.  The magnificence of this temple in size, the second in Sicily and one of the biggest of the greek world (8X17 columns for 50mtX110 around) has a plant that recalls the huge temple of Dydima in Turkey. The long period of construction of the building covers about 75 years and seems to have been in use since the middle of the fifth century BC However there is still debate about the final destination of the remaining 60 rocchi at Cusa, what actually would be needed as the temple was finished in its structural part. Walking through these enormous ruins is inevitable to perceive the mystery and greatness of this place. To see the temple without having seen the quarries  a big part of charm that this temple has In each of its stone is lost as the feeling and the connection with the land that gave birth to it.

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TEMPIO G – SELINUNTE – L’unica colonna in piedi detta ” Fuso della vecchia” – The only standing column called ” spindle of the old woman”

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COLONNA CROLLATA – TEMPIO G – SELINUNTE

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ROCCHI DI COLONNA CROLLATA – TEMPIO G – SELINUNTE

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RICOSTRUZIONE TEMPIO G SELINUNTE

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ROCCHI DI COLONNA CROLLATA – TEMPIO G – SELINUNTE

 

Un bellissimo libro sulla Sicilia meno conosciuta In Sicilia di Matteo Collura

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Loving Sicily

 

 

 

 

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