Il lago e la sua villa, le Grotte di Catullo!

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Vista sul lago a nord dalla grande terrazza 

“O Sirmione, gemma di tutte le penisole e isole, di quante ne sostiene tra laghi risplendenti e mare aperto, l’uno e l’altro Nettuno! Quanto volentieri e con quanta gioia torno a vederti”  Caio Valerio Catullo, Carme 31 a Sirmione ( 56 a.C)

“heri fui sul monte a veder le ruine, et intrai in le Cave per vederle bene, sono veramente maravigliose, maxime a me che non ho viste quelle di Roma, nè mi maraviglio se a Romani piacesse questo sito, et lo havessino in delice, perchè è bellissimo et digno de mirabili hedeficj…”  Isabella Gonzaga  – 1514

Non potevo che introdurre questa meravigliosa Villa se non con i versi di chi la vide prima di me e come me ne rimase incantato. Catullo è colui che ha dato il nome a questo luogo, ma solo perchè parlando nel suo carmine di Sirmione, fece pensare, anticamente, che la dimora fosse proprio quella della sua famiglia. In realtà la villa è successiva di un paio di decenni anche se i recenti scavi hanno scoperto ad un livello inferiore alla fondamenta i resti di un edificio antecedente poi inglobato nella nuova costruzione. Quindi non è da escludere che Catullo avesse veramente la sua casa qui.

“O Sirmione, gem of all the peninsulas and islands, which all are supported between shining and offshore lakes, the one and the other by Neptune! How gladly and how much joy I return to seeing you,” Gaius Valerius Catullus, Carme 31 in Sirmione (56 BC)

“I was on the mountain to see again the ruins, entering the caves to see them well, they are really marvelous, so much to me that I have not seen those in Rome, neither I wonder that the Romans liked this site, and had it in their heart because it is beautiful and worthy of wonderful buildings…”  Isabella Gonzaga – 1514

I couldn’t introduce this wonderful Villa except with the verses of those who saw it before me and as I, he was enchanted. Catullo is the one who gave the name to this place, but only because he mentioned about a house here in his carmine Sirmione and made think, that the house belonged to his family. But it is not because the villa is subsequent to a couple of decades, although recent excavations have uncovered at a level lower than the foundations the remains of a previous building, later incorporated into the new building. So it is not impossible that Catullus really had his home here.

Del suo reale proprietario non si sa nulla. Si pensa che possa essere qualcuno dell’aristocrazia veronese in quanto la villa è per grandezza e lusso una delle più grandi e più belle d’Italia. La sua architettura richiama, per similitudini, le grandi ville della Campania e del Lazio meridionale, appartenute a personaggi di alto profilo se non addirittura alle famiglie imperiali. Costruita tra il I sec a.C e il I sec d.C è a pianta rettangolare e misura 167 metri x 105, con due avancorpi sui lati brevi e copre circa due ettari. Per superare l’inclinazione del banco roccioso su cui furono appoggiatele fondazioni vennero creati grandi vani di sostruzione mentre in alcune zone fu necessario un’opera imponente di taglio della roccia. E’ suddivisa quindi su tre livelli, le fondamenta, il livello del criptoportico e il piano nobile. Di quest’ultimo non è rimasto praticamente nulla. L’area del grande peristilio con colonne è ora occupato da un grande oliveto e l’unica traccia visibile è la pavimentazione sotto la quale si trova la grande cisterna di 43 metri.

Il grande doppio criptoportico costruito per sostenere il piano nobile è quello che è rimasto più intatto nella sua struttura originaria insieme alle grandi sostruzioni della parte settentrionale della villa.

About its real owner we do not know anything. It is thought to be someone belonged to the aristocracy from Verona as the villa is, in size and luxury, one of the largest and most beautiful in Italy. Its architecture recalls, for similarities, the great villas of Campania and southern Lazio, belonged to high-profile characters or even to the imperial family. Built between the first century B.C., and the first century d.C it has a rectangular plan and measures 167 x 105 meters, with two wings on the short sides and covers about two hectares. To overcome the inclination of the bedrock on which  foundations needed to be placed,  large substructure rooms were created while in some areas it was necessary an impressive rock cut work. 

It is built on three levels, the foundations, the cryptoporticus level and the main floor. Of that nothing is almost left. The area of the large peristyle with columns is now occupied by a large olive grove and the only visible sign is the pavement where, below it, there is the large cistern of 43 meters. The large double cryptoporticus built to support the main floor is the one that has remained intact in its original structure along with the great substructures of the northern part of the villa.

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Criptoportico al primo livello

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Archi del criptoportico e un ambiente interno

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Criptoportico

E’ l’esempio più grandioso di edificio signorile di tutta l’Italia settentrionale. Nel Rinascimento il nome “grotte” fu usato per le strutture interrate e completamente coperte dalla vegetazione, in quanto i visitatori s’introducevano tra le rovine come fossero delle vere cavità naturali motivo per cui le chiamarono grotte. Le prime rappresentazioni risalgono a i primi dell’800, ampi scavi furono effettuati dal veronese Girolamo Manara che ne pubblicò i risultati in un’opera a  oggi ancora fondamentale. La Soprintendenza iniziò gli scavi e i restauri tra il 1938 e il 1948. La villa cadde in disuso già nel IV sec d.C e nei secoli subì spoliazioni e devastazioni ricorrenti in quanto le rovine furono usate come nuovo materiale di costruzione per il paese e per le sue chiese.

The villa is the most magnificent example of noble residence in all northern Italy. In the Renaissance the name “caves” was used for underground structures completely covered by vegetation, as visitors  crawled through the ruins as if they were natural cavities,that’s why they called them caves. The first depictions is dated back to the early ‘800, extensive excavations were carried out by the  Jerome Manara from Verona,  who published the results in a work still crucial. The Soprintendenza began excavations and restoration between 1938 and 1948. The villa fell into disuse already in the fourth century AD, and over the centuries it suffered spoliationa and recurrent devastation since the ruins were used as a new construction material for the town and for its churches.

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Il grande corridoio

La parte nord della villa di cui ci è rimasto quasi tutto il livello delle fondazioni, si affaccia sul lago con una incredibile vista. La grande terrazza belvedere del Palazzo si affacciava proprio qui dove si trovava  la grande aula forse coperta da un velario. Del piano nobile non ci è rimasto più nulla, tutta l’area ora è occupata da un oliveto che comprende circa 1500 alberi. La villa aveva poi sul lato meridionale, dove c’era l’ingresso, una zona termale.

The northern part of the villa which  almost all the foundation level are visible, overlooked the lake with incredible views. The large panoramic terrace of the palace looked out right here where the the great hall was, perhaps covered by a velarium. The main floor of the villa is lost an the whole area is now occupied by an olive grove that includes about 1,500 trees. On the south side, where the entrance was, there are the remains of the baths. 

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La finestra su lato orientale

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Il grande corridoio con finestra che si affaccia a nord

Tra le tante cose che mi hanno colpito c’è  sicuramente la struttura interna di molte murature, colonne e pilastri. Oltre alla solita malta o laterizi o mattoncini molte strutture hanno un’anima colorata e variegata. Infatti la villa è stata costruita utilizzando il calcare marnoso, scaglia rossa e grigia, proveniente dallo stesso substrato roccioso asportato per adeguare il piano dell’edificio ad un unico livello. Per la costruzione dei pilastri  e delle colonne sono stati usati laterizi e un calcare nummulitico giallastro facilmente lavorabile e ricoperto con stucco o intonaco. L’effetto visivo è decisamente interessante e colorato!

Among the many things that impressed me there is definitely the internal structure of many walls, columns and pillars. Besides the usual mortar or brick many structures have colorful and varied soul. In fact, the villa was built using limestone marnoso, with red and gray scale, coming from the same bedrock removed to make the plan of the building to a single layer. For the construction of the pillars and columns they were used bricks and an easily workable nummulitic yellowish limestone  covered with stucco or plaster. The visual effect is very interesting and colorful!

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Rampa orientale

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Rampa occidentale che permetteva l’accesso al lago

Per finire  sul lato occidentale al livello più basso leggermente al di sotto del criptoportico si affaccia una lunga fila di botteghe . To finish on the western side to the lowest level slightly below the cryptoporticus there is a long row of tabernae/ shops

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Le botteghe

Dopo tre ore passeggiando tra quelle rovine ho cercato più volte ad immaginare cosa doveva essere. Il grande sforzo umano, le centinaia di mani che avevano toccato quelle pietre per dargli quella forma. Il pensiero che qualcuno abbia voluto quella villa proprio così, con un progetto  architettonico voluto con quel preciso orientamento per godere della magnifica vista che il promontorio permette. Eppure ogni volta che ci provo non riesco ad avvicinarmi a quella realtà, ci arrivo vicino, quasi la sento, mi sembra di riuscire ad afferrarla ma all’ultimo scompare e mi lascia sempre con quella sensazione di sabbia che ti sfugge tra le dita. Un’idea di vita e di grandezza che il mondo di oggi ha ormai dimenticato.

After three hours walking among the ruins I have tried several times to figure out what it had to be. The great human effort, hundreds of hands that had touched the stones to give that form. The thought that someone wanted the villa  precisely  so with an intentional architectural design and with the precise orientation to enjoy the magnificent view that  the cape allows. Yet, every time I try  I can not get close to that reality, I get very close to it, I almost feel it , I seem to be able to grab it but at the last it disappears and always leaves me with the feeling of sand that escapes between the fingers. The Idea of life and greatness that the world today has now forgotten.

Grotte di Catullo – Sirmione

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