Una biblioteca “millenaria”, i suoi libri feriti e poi risorti. La Capitolare di Verona.

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Biblioteca Capitolare di Verona

Ho un giorno libero, decido di prendere il treno e andare a Verona. La città vanta una eredità romana incredibile quindi mi documento su tutti i siti da visitare. Nello studio dell’itinerario scopro casualmente l’esistenza di una biblioteca molto antica, anzi, la più antica nell’area della cultura latina. Io adoro le biblioteche e i libri, perciò decido di deviare dal mio percorso romano per un po’. In fondo i ” monumenta” per i latini non erano solo gli edifici o i marmi, ma tutto ciò che veniva lasciato ai posteri: opere, poemi, memorie..e quello che scoprirò mi lascerà senza fiato..

LA BIBLIOTECA CAPITOLARE DI VERONA, una incredibile scoperta…anche romana…

Arrivo in Piazza del Duomo e l’imponenza della cattedrale per un attimo mi distrae. Cerco l’ingresso della biblioteca che si trova in un piccolo cortile interno di fianco alla chiesa. Suono. Salgo una rampa di scale interna e mi apre una signora anziana con un viso gentilissimo. Le chiedo se è possibile visitare la biblioteca, ho letto su  internet che di solito viene aperta per le scolaresche e mi è parso di capire che è un po’ fuori dai giri turistici. Mi dice di sì e torna dentro alla segreteria a prendere la chiave della porta. Entriamo ….e per una ventina di minuti resterò con lei in una delle più belle stanze che abbia mai visitato. La signora Renata mi racconterà e mi spiegherà tante cose, soprattutto come la biblioteca e il suo preziosissimo contenuto siano risorti dal terribile bombardamento americano del 4  gennaio 1945.

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Biblioteca Capitolare di Verona

La Biblioteca Capitolare di Verona è una delle più antiche biblioteche del mondo e tra le più importanti nel suo genere in Europa. La nascita della biblioteca avviene in concomitanza con la diffusione del cristianesimo a Verona, intorno all’anno 380, come vera e propria “officina libraria” o Scriptorium dove i sacerdoti iniziarono a produrre scritti su pergamena per istruire i giovani preti. Uno di loro, Ursicino, che aveva il compito di lettore della Chiesa Veronese, ci ha lasciato la più antica testimonianza dell’esistenza di questo Scriptorium. Il più antico codice sicuramente scritto nello Scriptorium veronese e al tempo stesso il primo documento certo che testimoni l’esistenza di questo luogo, è il codice XXXVIII, ovviamente in latino, firmato proprio da Ursicino con la data 1 Agosto 517 ( quando Teodorico re degli Ostrogoti regnava su Verona).

Dopo aver finito di trascrivere la vita di San Martino e dell’eremita San Paolo, dichiara di aver completato quel lavoro di trascrizione proprio quel giorno. Il prezioso documento insieme ad altri 11000 manoscritti, 2500 codici e altri documenti antichi sono ora conservati nelle casseforti della biblioteca. L’intero edificio conta 33 sale ma solo quella che ho visitato è aperta al pubblico. Copia del manoscritto di Ursicino è comunque esposta insieme ad altre opere molto famose in questa bellissima sala.  Gli oltre 70000 libri a oggi sopravvissuti sono frutto delle donazioni di ricchi personaggi di cultura che si sono succeduti nei secoli a Verona e in altre città italiane del nord. I manoscritti più famosi e più preziosi vengono resi visibili al pubblico solo in rare occasioni durante speciali mostre o eventi.

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La Biblioteca  Capitolare di Verona

Alla fine del 1300 la biblioteca destò l’ interesse di molti uomini di cultura tra cui Giovanni Mansionario che scrisse una monumentale Historia Imperialis potendo usufruire di tantissime fonti conservate nella biblioteca. Fu lui che leggendo Svetonio si accorse che esistevano due “Plinii“, conosciuti ora come il Vecchio e il Giovane. Nel 1345 il Petrarca invitato da un suo amico a consultare i libri della Capitolare scoprì per la prima volta alcune lettere di Cicerone ad Attico,Quinto e Bruto oggi però purtroppo non più reperibili.

Da qui provengono la maggior parte delle Bucoliche di Virgilio. 

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Busto di Omero, arte Ellenistica, Biblioteca Capitolare di Verona

I LIBRI FERITI

La signora Renata continua a raccontare…Appena scoppiata la guerra, nel 1942 il bibliotecario canonico Giuseppe Turrini  per cercare di salvare e non lasciare che andassero perdute le opere più preziose, i manoscritti, i codici e le pergamene, le portò tutte quante in un rifugio segreto in montagna sulle Alpi. Nella biblioteca rimasero però le migliaia di libri dono di privati nei secoli, poichè portarli via tutti gli fu impossibile. Come purtroppo accadde, il bombardamento del 4 Gennaio 1945 distrusse completamente la biblioteca. Moltissimi libri andarono perduti, ma una buona parte, seppur danneggiata sotto le macerie, fu salvata dalla neve che impedì lo scoppio di un incendio che avrebbe distrutto sicuramente tutto quanto. Ora quei libri sono qui esposti e molti di essi hanno ben visibili vere e proprie ferite di guerra, i fori e le lacerazioni delle schegge delle bombe che infierirono su queste incredibili testimonianze  di storia. Stare lì a guardarli è una emozione unica.

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La biblioteca dopo il bombardamento – foto esposta nella sala – Biblioteca Capitolare di Verona

In questa foto si vede padre Turrini che, instancabile, finita la guerra, il 4 gennaio del 1946 esattamente un anno dopo, diede inizio ai lavori di ricostruzione recuperando tutti i manoscritti e libri sopravvissuti, catalogandoli e riordinandoli nuovamente. Ricevette la medaglia d’oro del Ministero della pubblica istruzione ai benemeriti della cultura (1959) e la medaglia d’argento della ricostruzione sociale. Al suo nome è dedicata una sala della rinnovata Biblioteca capitolare.

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La ricostruzione – foto  esposta nella sala  – Biblioteca Capitolare di Verona

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Ingresso della biblioteca

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Il Chiostro della Biblioteca, dettaglio.

Non voglio intrattenere più a lungo la signora Renata, perciò scatto ancora alcune foto quando le chiedo se me ne può scattare una di me seduta nella sala, ma lei timidamente mi risponde che non si sente capace di usare una macchina fotografica così moderna ( la mia Canon è una piccola compatta) Le sorrido ammirando la sua ritrosia, perché nel guardarla percepisco la profondità del suo lavoro di custode di tanta storia silenziosa e riservata che  in confronto alla mia vita  frenetica e rumorosa non può che indurmi rispetto. Buon lavoro signora Renata!

Cattura

La signora Renata e padre Francesco, foto tratta dal video del sito Capitolare VERONA

Biblioteca Capitolare Verona – Sito

 

Bibliografia: Capitolare di Verona

Wikipedia per Giovanni Mansionario

Analexta Brixiana per Giovanni Mansionario e Plinio

e ovviamente la Signora Renata. 🙂

2 thoughts on “Una biblioteca “millenaria”, i suoi libri feriti e poi risorti. La Capitolare di Verona.

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