IL MITO DI PROSERPINA

 

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Ratto di Proserpina, sarcofago romano II sec d. C – Galleria degli Uffizi, Firenze

Ma cosa c’entra lei con la primavera e soprattutto con l’inverno che un giorno calarono sul mondo??

Zeus, Poseidone e Ade (Giove, Nettuno e Plutone per i romani) erano i tre fratelli rimasti a dividersi il potere sul mondo dopo la solita carneficina di famiglia. In realtà c’era anche la loro sorella Demetra, ma di come lei entrò a gamba tesa in questa vicenda lo racconteremo fra un po’.

I tre tirarono a sorte e come noi tutti sappiamo a Zeus toccò il cielo, a Poseidone il mare e a Ade il regno dei morti. Ognuno ebbe un’arma per dominare divinità e non, a uno il fulmine all’altro il tridente e a Ade l’elmo invisibile, perché sì, forse non tutti sanno che se osavi guardare in faccia Ade e consorte giù negli Inferi, si finiva per diventare invisibili a tutti. Pene e sofferenze ma nessuno si accorgeva di te.

Inutile dire che Zeus e Poseidone erano veramente bellocci, tutto muscoli e forza con la capacità di fare il buono e il cattivo tempo ( chi meglio di loro), con sempre un esercito di ammiratrici ovunque …ma ADE??

Forse era anche belloccio ma quale donna, dea, musa o ninfa sana di mente si sarebbe rinchiusa di propria volontà giù nell’oltretomba a sposare uno che poteva diventare invisibile quando gli pareva?? No..parliamone…

Ahimè toccò a Proserpina (Persefone), figlia di Demetra e di Zeus, ennesimo rapporto incestuoso che complicò non poco le vicende successive. Ragazza molto bella che viveva tranquilla e ignara del suo destino nella bella Sicilia.

Tutto cominciò quando Ade stanco delle tenebre del suo regno decise di uscire alla luce del sole e di dare un occhiata in giro.

Guarda un po’ qui e guarda un po’ là vide la bella fanciulla che  raccoglieva fiori in riva ad un lago (Pergusa). Inutile dire che se ne innamorò all’istante, si avventò su di lei e la rapì trascinandola con sé giù negli inferi sul suo carro trainato da 4 cavalli nerissimi, facendola sua sposa.

La povera Demetra disperata cercò la figlia per nove giorni e nove notti finché si decise a chiedere aiuto a Zeus perché la liberasse. Ma come sempre quando si trattava di donne Zeus cercò di tergiversare pur di non prendere una decisione, in fondo Plutone era suo fratello, ma era anche fratello di Demetra e Demetra era sua sorella e Proserpina era sua figlia!

Un macello.

Qualunque decisione avesse preso, qualcuno lo avrebbe odiato e si sa che l’odio tra divinità non era cosa da prendere sottogamba.

Così Demetra folle di dolore, perché su due fratelli tutti e due se ne infischiarono della sua disperazione, decise di provocare una grande siccità in tutta l’isola, carestie e morte colpirono gli uomini e non ci fu preghiera che le fece cambiare idea. Niente, completamente sorda alle suppliche di tutti. Peggio per loro.

Una strage.

La Sicilia si trasformò in una landa apocalittica di morte e deserto.

A quel punto Zeus si arrese, la situazione era troppo grave, ordinò quindi  al fratello di restituire alla madre la bella fanciulla ma per fare contenti  tutti e due ebbe la brillante idea di decidere così:

la fanciulla doveva trascorrere sei mesi l’anno con il marito Ade giù negli Inferi     e     sei     mesi     con      la      madre      sulla      terra.      Demetra, che era la dea delle messi e del raccolto (e ce ne eravamo  accorti) decise quindi di far calare il freddo ed il gelo come segno di dolore durante i mesi in cui la figlia era lontana, per poi far risvegliare la natura, il sole e il caldo quando Proserpina tornava sulla terra per stare con lei.

E  da  quel  dì  nacquero  le  stagioni…  mai  sfidare  l’amore  di  mammà! 🙂

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Persefone( Proserpina) , marmo pentelico, I sec d.C da Pozzuoli, Museo Archeologico di Baia

 

Bibliografia:

I grandi miti greci
-L.De Crescenzo, Oscar Mondadori

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