La Festa della mamma. Rodi: una madre e una figlia.

Rilievo funerario di Krito e Timarista – Museo Archeologico di Rodi – Funerary relief of Krito and Timarista –  Rodi 410-420 BC

In occasione della Festa della mamma che da noi cade la seconda domenica di maggio, ecco una rappresentazione che nella sua semplicità rivela la profondità di questo legame ❤ . Stele funeraria di KRITO e TIMARISTA. Trovato nel cimitero di Camirus (sito di Makri Langoni). La defunta madre Timarista e sua figlia Krito sono rappresentate in piedi e abbracciate. La forma della stele con l’inusuale pinnacolo arcuato, la tenera resa delle figure in bassorilievo e l’intensità emotiva della scena rivelano il carattere ionico del lavoro. 420-410 a.C – On the occasion of Mother’s Day that falls on the second Sunday of May, here is a representation that in its simplicity reveals the depth of this bound. Grave relief of KRITO and TIMARISTA. Found in the cemetery of Camirus (site of Makri Langoni). The dead mother Timarista and her daughter Krito are represented standing and embracing. The shape of the stele with its unusual arched finial, the tender rendering of the figures in bas-relief and the emotional intensity of the scene reveal the work’s Ionic character. 420-410 BC. Continua a leggere

Villa San Michele: da Tiberio alla Svezia sotto lo sguardo di una Sfinge.

La sfinge egiziana, epoca Ramsete II XIII sec a.C – Villa San Michele, Anacapri

“Interrogate la grande Sfinge di granito, che sta accovacciata sul parapetto della cappella di San Michele. Ma domanderete invano. La Sfinge ha mantenuto il suo segreto per 5000 anni. La Sfinge manterrà il mio.” 

Villa San Michele: from Tiberius to Sweden under the gaze of a Sphinx.

You may ask the great granite sphinx, which is crouching on the parapet of the chapel of St. Michael, but you will ask in vain .The sphinx has kept her own secret for 5,000 years, the sphinx will keep mine.”

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Palazzo Massimo: un museo di sguardi

Apollo del Tevere, arte romana, marmo pario.

Palazzo Massimo è uno dei Musei più belli di Roma. Le sue opere sono finestre che si affacciano su un passato glorioso dove la bellezza si mescola in una danza ipnotica con la paura e il rispetto per gli dèi. Fermarsi a guardarle per qualche minuto, lasciare che ti catturino e che ti parlino di tutti coloro che come te sono rimasti lì a guardarli per secoli, da loro creatore al popolo e agli imperatori, è un piacere che si ripete tutte le volte con lo stesso brivido nelle vene. ❤ Eccone qualcuno. Continua a leggere

“Caligula”. Un libro che sorprende.

“Caligula” di Maria Grazia Siliato – A. Mondadori Editore © 2005. #lerecensionidiVVMM#

Un viaggio coinvolgente e inaspettato, un’analisi ed una interpretazione che ti catturano sin dalle prime pagine con la leggerezza di un romanzo ma con la profondità della storia che viene spesso interpretata solo dai vinti. Caligola lo conosciamo tutti e di lui sappiamo attraverso le cronache letterarie di secoli che fu un imperatore folle, odiato da molti e per sempre cancellato con la damnatio memoriae“.  Eppure le fonti ci raccontano che quando fu eletto il popolo romano esultò, era il giovane figlio di Germanico (qui la sua bellissima statua) il generale amato da tutti che morì assassinato ad Antiochia e di Agrippina, una donna forte, bellissima, un esempio di fedeltà muliebre. Com’è possibile che nel giro di quattro anni fu invece considerato alla pari di una piaga infetta che avrebbe distrutto l’Impero? Continua a leggere

Tirinto, la città costruita dai Ciclopi.

Plastico della città di Tirinto nel 1200 a.C – Museo Archeologico di Nauplia – Model of the city of Tiryns in 1200 BC – Archaeological Museum of Nafplio –

Le mura, che sono le uniche parti delle rovine ancora rimaste, sono un’opera dei Ciclopi fatta di pietre non lavorate, ogni pietra è così grande che un paio di muli non potevano spostare la più piccola di esse dal suo posto nemmeno di un minimo grado.” [Pausania – Periegesi della Grecia, 2.25.8]

TIRYNS, THE CITY BUILT BY THE CYCLOPES.

The wall, which is the only part of the ruins still remaining, is a work of the Cyclopes made of unwrought stones, each stone being so big that a pair of mules could not move the smallest from its place to the slightest degree.” [Pausania – Description of Greece,2.25.8] Continua a leggere

Isola di Giannutri: una villa romana, un mosaico e una donna misteriosa.

Amplior Urgo et Capraria, quam Graeci Aegilion dixere, item Igilium et Dianium, quam Artemisiam, ambae contra Cosanum litus” (Plinius Secundi, Naturalis Historiae Liber III Cap VI) – “Più grande Urgo e la Capraria, che i Greci chiamarono Egilion, poi Igilio e Dianio, che chiamarono Artemisia, entrambe di fronte al litorale di Cosa” – (Larger Urgo and the Capraria, which the Greeks called Egilion, then Igilio and Dianio, whiche they called Artemisia, both in front of the coast of Cosa “)

Giannutri Island: a Roman villa, a mosaic and a mysterious woman.

Giannutri è una piccola isola dell’arcipelago toscano situata di fronte al Monte Argentario. Il nome dell’isola, sin dall’antichità classica, faceva riferimento alla sua particolare forma a mezzaluna e di conseguenza alla falce lunare attributo della dea Artemide o Diana, Artemisia (in greco Αρτεμισία).  Non è un caso infatti che nella città di Cosa sul litorale proprio di fronte, sia stata rinvenuto un piccolo tempio, ricavato dal giardino di una villa di epoca Giulio-Claudia (40-50 d.C), con all’interno una statua della dea. Giannutri, il cui nome moderno è riferibile all’epoca medievale, dopo il IV secolo  scomparve però dal panorama storico. Nessuno ne parlò mai più, non ci sono fonti nè accenni di nessun tipo, cadde così nell’oblio dopo essere stata abitata per almeno tre secoli da facoltose famiglie romane.  Continua a leggere