Petra: secoli di oblio, poi arrivò J.L. Burckhardt.

Tempio Al- Kahazneh, detto il Tesoro. – Petra (Foto in bianco e nero da Archeo Monografie 2015)

22 agosto 1812

Ero particolarmente desideroso di visitare Wady Mousa, delle cui antichità avevo sentito parlare dalla gente della regione in termini di grande ammirazione…ero indifeso in mezzo a un deserto dove non s’era mai veduto viaggiatore alcuno…”[J.L. Burckhardt, Viaggio in Giordania]

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L’amore, le metamorfosi e il dolore di un uomo che morì solo. Ovidio immortale.

Statua di Venere Callipigia, metà II sec d.C dal Museo Archeologico di Napoli – Statue of Venus Callipyge, half 2nd century AD from the Archaeological Museum of Naples

“Giaccio sfinito in mezzo a popoli e in luoghi lontanissimi e malato, vado col pensiero a tutto ciò che ho lasciato…morirò dunque così lontano, su lidi sconosciuti, e il luogo stesso farà triste la mia fine.” [Tristia, 3-3; 13-14, 37-38]

“Lassus in extremis iaceo populisque locisque,et subit adfecto nunc mihi quicquid abest…tam procul ignotis igitur moriemur in oris et fient ipso tristia fata loco.”

THE LOVE, THE METAMORPHOSIS AND THE PAIN OF A MAN WHO DIED ALONE. IMMORTAL OVID.

“I lay exhausted between peoples  in remote places and sick, my thoughts go to all the things I have left … I will die so far away, on unknown shores, and the place itself will make sad my end.  ” [Tristia, 3-3 ; 13-14, 37-38]

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Il leone del Pireo: dalle navi Ateniesi a quelle Vichinghe.

Il Leone del Pireo – Arsenale di Venezia

C’era una volta un leone che fu messo di guardia, grande e maestoso, al porto ateniese del Pireo. Alcuni dicono che fu messo per onorare la vittoria di Temistocle a Salamina contro le navi Persiane nel 480 a.C, altri invece che fu messo lì intorno al 360 a. C come monumento funerario. E’ alto quasi  tre metri,  è di marmo pario e oggi è  seduto di guardia davanti all’ Arsenale di Venezia.  Prima di vedere i veneziani però, dopo aver osservato per circa 1200 anni le navi ateniesi entrare e uscire dal porto del Pireo il bellissimo leone vide anche le famose navi Vichinghe. Continua a leggere

Traiano e Plinio, l’amicizia e l’impero in 121 lettere.

Marcus Ulpius Nerva Traianus e Caius Plinius Caecilius Secundus. Uno è il più grande imperatore che Roma abbia mai avuto, l’altro è uno scrittore, magistrato e avvocato romano. Uno viene ricordato soprattutto per aver sconfitto i Daci una volta per tutte e l’altro perchè lo zio naturalista e militare Plinio il Vecchio, morì portando i soccorsi alla popolazione di Pompei durante l’eruzione del Vesuvio. La loro fu una amicizia nata negli ambienti della politica e che rimase fino alla morte di Plinio, un esempio di equilibrio, di affetto e di rispetto reciproco. Un’amicizia sincera che si intravede ma che più spesso viene dichiarata apertamente da entrambi tra le righe di 121 lettere che Plinio raccolse nel Libro X del suo lungo Epistolario. –  Continua a leggere

Micene: Omero la raccontò, Pausania la osservò, Schliemann la scavò.

Lamine d’oro intarsiate, dalla grande tomba circolare  A – Gold decorated foils from Grave Circle A – Museo Archeologico di Atene

“Così egli laggiù, ammassando molta ricchezza ed oro, errava con le navi tra genti straniere; e intanto Egisto tramò in casa quei piani funesti:ucciso l’Atride, il popolo fu da lui sottomesso. Per sette anni regnò su Micene ricca di oro…”

[Odissea Libro III 301-304]

“So he was wandering there with his ships among men of strange speech,gathering much livelihood and gold;but meanwhile Aegisthus devised this woeful work at home.  Seven years he reignedover Mycenae, rich in gold…”

[Odyssey Book III 301-304]

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Endimione o Antinoo? Da Villa Adriana a Stoccolma.

La grande galleria – The big gallery Gustav III’s Museum of Antiquities

Il castello Reale di Svezia a Stoccolma ha tra le sue gallerie uno dei musei più antichi d’Europa, il Gustav III’s Antikmuseum. Gustavo III di Svezia grande amante dell’Italia, sull’onda di un ‘epoca dove la riscoperta della classicità animava soprattutto le grandi corti d’Europa, i collezionisti e i letterati, durante un suo viaggio in Italia nel 1783-1784, comprò dal Vaticano e da collezionisti privati romani parecchie opere classiche, molte delle quali provenienti da Villa Adriana. Il gusto della splendida tenuta dell’imperatore romano, le opere di Piranesi e le statue che personalmente il papa Pio VI gli mostrò, lo colpirono così tanto che il sovrano cercò poi di emulare quella eleganza nelle stanze e nei giardini del suo palazzo. Non solo, ma allestì due intere gallerie per la collezione delle statue più belle tra cui quella di Endimione dormiente, la più affascinante e misteriosa. Basta guardarla con attenzione e i lineamenti del ragazzo che dorme richiamano immediatamente qualcun altro.   – Endymion or Antinous? From Hadrian’s Villa to Stockholm Continua a leggere